Uomini e non

Da un punto di vista esclusivamente sessuale, emergono due macro-categorie del genere maschile, all’interno delle quali – com’è naturale che sia -  si riscontrano  le peculiarità soggettive, con tutte le sfaccettature implicite e le eccezioni.

I puttanieri incalliti:
quelli che collezionano numeri, all’insegna della quantità. Poco conta la qualità del rapporto.
Ciò che conta è potersi sentire vip.  È una sorta di invidia nei confronti dei personaggi noti che possono permettersi un sacco di belle donne, possibilmente famose (famose perché sono visibili su rotocalchi e tv): “anche io posso permettermi bellezze da copertina“.

Ma questa caccia compulsiva, non si limita ad una mera emulazione per sentirsi meno sfigati.
C’è dell’altro: chi costruisce la propria esperienza sessuale sull’acquisto dei servizi (parlo dei collezionisti), non ha un buon rapporto con il sesso e con le donne.
O è uno scartato cronico, o è incapace di far sesso e bene, o è invidioso e frustrato, o ha delle perversioni che non vuole rivelare alla sua partner fissa.
In casi minori, c’è la componente educativa: comprare compulsivamente sesso per “imparare” a farlo.
Attenzione, per puttanieri incalliti, intendo coloro che frequentano con un’assiduità quasi patologica (una volta a settimana).
Ovviamente, non includo quelli che lo fanno saltuariamente, perché non sono collezionisti e hanno caratteristiche simili agli uomini… diciamo così… normali (non paganti).

Ci sono quelli che non devono dimostrare nulla. Che non temono il confronto e che sanno parlare con le donne. La differenza tra parlare con le donne e parlare delle donne è piuttosto chiara: delle donne parlano i puttanieri per status; con le donne parlano gli uomini. Ma per essere uomini, bisogna crescere.

Gli uomini (per uomini intendo quelli veri) non vivono il sesso in modo competitivo. Non hanno necessità di dimostrare (soprattutto a se stessi) i trofei conquistati, o di aggiungere altri elementi alla propria collezione.
Vivono il sesso con consapevolezza e serenità.
Appartengono a questo  gruppo gli uomini capaci di far emozionare, di far brillare un rapporto sessuale e non solo, di appagare una donna e trarne appagamento.

La differenza sostanziale tra i due gruppi  è che i puttanieri incalliti sono “quantitativi”, gli uomini invece possono essere “qualitativi”, e sottolineo possono.

Al puttaniere cronico  non interessa la qualità del rapporto. Si illude di avere grande esperienza per il solo fatto che ha collezionato molte professioniste.  In realtà, per lui conta inserire nel suo bagaglio ogni donna. Non è in grado di capire la qualità dell’incontro sessuale.  Al massimo può apprezzare una donna più coinvolgente di un’altra, ma niente di più.  Del resto,  non è cosa sua valutarlo, perché se una professionista recita bene la sua parte, può fargli credere quello che vuole e lui ci crederà.

È  vero tuttavia, che una “insensibilità” di questo tipo, caratterizza  anche molti uomini che non hanno mai frequentato una sex-worker.  Sono gli aspiranti puttanieri che per vari motivi, non “praticano”, ma hanno atteggiamenti simili.
Sono quelli che svendono la propria anima pur di portare a letto una donna, i turlupinatori. Possono raccontarle di tutto, anche a costo di dichiararsi innamorati. Brutta razza. Meglio i puttanieri a questo punto. Se non altro, sono più corretti.

Poi ci sono i moralizzatori, i don Gelmini redentori, i buoni samaritani. Quelli che devono redimere… che poi sono quelli che vorrebbero ma non possono. Sono i mancati peccatori. Ma questi, sono esclusi da ogni novero.

How many roads must a man walk down
Before you call him a man?
(Dylan)

Per fortuna ci sono gli uomini, quelli veri. Ed è per questo che possiamo ancora innamorarci.

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gen 28th, 2008 | Scritto da Kristalia | Categorie: I comportamenti tribali

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One Response to “Uomini e non”

  1. 1
    Andrea Vigna Says:

    Quando le donne impareranno che l’uomo vuole prioritariamente fare sesso, si emanciperanno davvero.
    E’ nella natura maschile, insito, imprescindibile. E’ ipocrita l’uomo che dichiara il contrario, come è un falso mito credere nell’amicizia fra un uomo e una donna.

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