The dark side of the moon
Sembra proprio appurato che la verità faccia male. La sua rivelazione è causa di feroci reazioni, abbassamento della razionalità, nonché del buon gusto e l’auto-esposizione all’assurdo. Sono tenera con gli aggettivi, perché infierire non è il mio obiettivo finale.
Però fa male davvero, crea disturbi al sistema nervoso, vere e proprie crisi, aggressività, gesti inconsulti. Mentre io rimango, davanti a certe scene, tranquilla. Osservo, aspetto, sorrido persino, già sapendo cosa avverrà, perché di me conosco le reazioni e posso prevedere le evoluzioni. Sorniona aspetto. Rispondo perché è corretto, ma so anche che accetto le sfide, perbacco, su questo posso garantire. Ebbene sì, una minaccia è una sfida, per me. Meglio non farmene… perché potrei avere reazioni opposte a quelle desiderate
Vedete, sono una donna tumultuosa e al tempo stesso riflessiva. L’ho detto tante volte che sono razional-passionale (ora so che gli amici stanno sorridendo, perché sanno bene cosa intendo, e di fatto, sorrido anche io), ho cercato di avvisare circa le mie caratteristiche. Oh, certo, posso anche essere più passionale che razionale e agire seguendo un po’ di più il cuore, ma… quella lucetta della lucidità non si spegne mai del tutto ed è poi quella che spiazza coloro che mi dichiarano guerra.
Ma che fare se il mondo è pieno di sordi che preferiscono fermarsi alla superficie? Scansare, per non farsi contaminare, ma… non sempre è possibile, e allora… si sale sul ring. Insomma, trattare e usare con precauzione, potrei avere effetti collaterali indesiderati.
Fabrizio, che ha assistito in diretta telefonica all’attacco sottomarino – perché comunque avvenuto vilmente – oggi mi ha detto che da me non si aspettava che fossi anche una donna “umana”, “sentimentale”, passionale, perché per lui che mi conosce da 7 anni, sono sempre apparsa eterea, non fredda, non distaccata: semplicemente distante. E ma mica solo lui mi vede così.
Sandro dice: “la tua vera natura penso sia metamorfosi. Hai bisogno continuamente di trasformare e di cambiare ciò che ti circonda… un po’ kafkiana. Sembri eterea, ma so che sei reale. Il sesso è un forte componente del tuo essere, ma poi c’è la metamorfosi… la mutazione della ‘carne’… Sembri un personaggio di Ballard”
Per Marina ed altri amici, sono signora Luna: a quarti, a metà, piena, nascosta, ma lontana, che da lassù guarda con distacco. Raggiungibile da pochi, inafferrabile… Sì ma cosa è inafferrabile? La testa, perché la carne la lascio prendere. Ci mancherebbe!
Per pochi, davvero per pochi, sono – e meno male – umana con le debolezze caratterizzanti gli esseri umani.
Dice Fabrizio: “in fondo questa vicenda ti rende più umana, più vicina a noi, rispetto all’idea che avevo di te, quando ti vedevo algida, ma di più: austera, incutevi rispetto, rigore. Scoprire anche la tua fragilità è un bell’aspetto, rassicurante, se vogliamo. Sono felice di aver fatto questa scoperta, anche se stupito di questa natura così variegata, sfaccettata”.
Alberto mi considerava razionale da fare impressione, fredda, quasi una macchina, e comunque blindata. Quando poi con gli anni ha scoperto anche la passionalità, ne è rimasto quasi sconvolto.
Joe mi definisce romantica, invece. Ma lui di me ha conosciuto l’altro lato, quello molto “umano”, quello che fa follie (ma che non manda foto di parti anatomiche nude via cellulare, sperando di arrapare il destinatario). Questo no, non l’ho mai fatto, non ne avevo bisogno. Diciamolo francamente, non sono patetica… io.
Ma ci sono follie e follie. Con Joe è andata in un modo particolare, però solo con lui e, finora, non vedo segni di analoga pazzia in me.
Io le follie le ho fatte spesso, ma lucide follie, sempre per un obiettivo, concreto, il più delle volte per la famiglia, anche se ai mediocri posso essere apparsa irrazionale e pazza. Ho fatto follie e non me ne pento. Anzi, è una fortuna che la scheggia di follia ogni tanto agisca, perché sol così posso dire oggi di avere uno splendido e invidiabile rapporto con i miei ragazzi…
Posso mica raccontare a chiunque vita morte e miracoli compiuti? Non interessa agli altri, non importa a me spendere tempo prezioso per riferire, e poi, potrebbero non capire.
Resta inspiegabile, invece, l’ammirazione che gli amici di vecchia data hanno per me o è semplicemente sana invidia per il coraggio… ammettono loro stessi.
Non lo so, io credo di essere una donna che ha sempre lottato e anteposto quello che è il vero patrimonio, inestimabile, a tutto il resto: le mie creature. E con un attivo così… non posso che esserne felice.
Forse questo è stato percepito, se a oggi, i rapporti con le persone che stimo e che amo, sono solidi, inossidabili e di reciproco rispetto e simpatia.
Ma che strano, però. Penso alle persone che mi conoscono magari da pochi mesi, o anche da un paio di anni, che di me sanno giusto ciò che ho loro manifestato, cioè una parte delle mie tante vite, e che credono di potermi fare un ritratto, e, cosa ancor più audace, giudicare.
Sorrido nuovamente, perché tanto sono abituata a vedere gente cadere in questi errori. La mediocrità è una caratteristica diffusa nella società e non la possiamo mica tanto combattere. Così succede che ora questo, ora quell’altro, si danno un gran da fare per consigliare cosa sia giusto e cosa sia da sistemare.
E c’è persino chi afferma di conoscere di me anche le cose più piccole. E in questa affermazione c’è la risposta… le cose più piccole, quelle che possono essere date in pasto, come spuntino. Ecco, quelle sì, le ho concesse.
Tutto il resto, quello che conta, non lo possono conoscere perché, prima di tutto occorrerebbe capacità di ascolto, di analisi, acume, e poi la mia disponibilità a “darmi”.
Ma ciò non avviene normalmente, sempre per quella mia caratteristica razional-passionale.
Ai più lasciamo dunque le “cose più piccole”, che tanto basta. Il resto è vita, vita vera però, mica quella fatta di apparenze, di tattiche, di stratagemmi e di obiettivi minimi.
Qualcosa bisogna pur dare, foss’anche qualche minuto di celebrità, di chissà cosa che possa procurar loro un po’ di conforto, di soddisfazione: tutti ne hanno diritto, e allora diamoglielo.
Però potrei anche essere un pochino più clemente con certe persone che passano o hanno passato molto del loro tempo a parlare di me. Se addirittura possono affermare di sapere tutto di me, vuol dire che hanno impiegato settimane, mesi… anni a parlarne, perché, detto tra di noi, per conoscermi davvero, servono anni e non pochi. Quindi, perbacco che onore… se così fosse. Ma figuriamoci se anziché scopare la gente passa tutto il tempo a parlare di me con tante cose più intriganti da fare.
Oddio, c’è anche chi con Sky passa ore e ore a guardare il Grande fratello. Be’, io sono elastica e tollerante: ognuno sceglie il passatempo che gli è più congeniale.
Dovrei esserne lusingata, se non fosse che so per certo che di me possono solo fare congetture, perché di me sanno giusto ‘le cose più piccole’. Il resto va inventato, magari costruito… la gente è capace di tutto.
Sol per questo non sono entusiasta, perché è certo che l’idea che hanno di me, è distorta e poi chi ne parla? Qualcuno che non mi conosce come crede a qualcuno che manco mi ha vista e che si illude non solo di interpretare correttamente le informazioni distorte che le arrivano, ma aggiunge persino considerazioni personali. E chi è poi? La stessa persona che mi ha spazientita dopo mesi e mesi di critiche. Sapete, è la solita storia del bue che dice all’asino cornuto: tanto ha fatto che mi ha spazientita.
Ma attenzione, ho perso la pazienza, non la ragione. Questa è la differenza e solo in base a questo ho reagito. Come si dice?
Ah sì, chi di spada ferisce di spada perisce. Ma… non era chi è causa del suo mal pianga se stesso?
La morale non cambia, comunque.
Ah, se sapesse…
Per ora è andata così, ma ocio che la mia scheggia di follia ogni tanto va in azione…
Va là, oggi ho sorriso un po’ con gli amici, quelli veri però.
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feb 22nd, 2010 | Scritto da Kristalia | Categorie: Lettere, Scarabocchi

