Festa a sorpresa
Racconti erotici al club: “serata al club privé Olimpo”
Quella sera sono andata in compagnia dell’amica Luisa, alla quale sono affezionata, e che avevo conosciuto 6 o 7 mesi prima in un altro club privè alle porte della capitale.
Lei, assidua frequentatrice di questi locali, sapeva destreggiarsi bene, mentre io non avevo la sua disinvoltura ed ero inibita un po’ dalla mia riservatezza.
Eravamo 4 donne e due uomini… tutti, eccetto me, conosciuti dalla direzione del club Olimpo.
Lei, in particolare, poteva accedere al locale anche senza uomo, cosa inconsueta nei club romani, perché l’accesso alle donne non accompagnate da un uomo non è consentito, pare per timore di possibili adescamenti da parte di professioniste che possono infiltrarsi; motivo per cui, l’ingresso è riservato esclusivamente alle coppie e ai singoli di sesso maschile… salvo eccezioni, appunto.
La serata preferita da questo gruppo di amiche era proprio il giovedì.
Per me era la prima volta all’Olimpo e quando siamo entrati, tutti i presenti hanno notato la nuova presenza: la mia.
E come spesso accade… scopa nuova fa rumore. Oltretutto, vedendomi così poco disponibile, così riservata, erano ancora più stimolati.
Subito un grande numero di ragazzi hanno circondato lei e me, chiedendole di presentarmi e facendo a gara per catturare la mia attenzione.
Uno, particolarmente intraprendente si è affiancato a me deciso a non mollarmi più, mentre gli altri del gruppone cercavano di ostacolarlo; lui tuttavia – mi pare si chiamasse Massimo – superando impavidamente la barriera, è riuscito, con il pretesto di mostrarmi tutto il locale, a condurmi qua e là, fino a soffermarsi davanti ad una camera.
A me questo “isolamento” sembrava scorretto nei confronti degli altri rimasti al bar, per cui mi sono opposta al suo tentativo di chiuderci dentro.
Soprassiede e riprendiamo il giro. Poco dopo si sofferma nuovamente davanti ad un’altra stanza… e lì, con maggior determinazione, riesce, dopo un caloroso abbraccio, a prendermi in braccio (tra l’altro era un ragazzone corposo, dall’aspetto assolutamente rassicurante) e ad adagiarmi sul letto, riuscendo contemporaneamente a chiudere a chiave. Che abilità!
Devo ammettere che è stato appassionante e coinvolgente, direi sorprendente e strano.
Sorprendente perché mi ero formata la convinzione che i club privè fossero frequentati da “assatanati” del sesso, con atteggiamenti e approcci simili a situazioni da film porno. Immaginavo che gli uomini in questi ambienti fossero molto più fallocentrici, sempre pronti a sfoderare la loro migliore artiglieria per il proprio soddisfacimento.
E no, non è così, sbagliavo. La personalità delle persone cambia poco a prescindere dal contesto in cui si trovano… Massimo, infatti, era un ragazzo intraprendente, ma dolce, educato ed appassionato. Sembra incredibile, ma in quel letto, abbiamo fatto l’amore. Ne rimasi, infatti, stupefatta.
Quando siamo scesi gli amici risentiti lo hanno pesantemente insultato, ma lui, non curante, non si è staccato da me, mi teneva per mano come un cavaliere innamorato e protettivo.
Nel frattempo, percepivo l’imbarazzo generale dei presenti, amica compresa, che cercavano il giusto modo per avviare una festa-orgia con me, senza correre il rischio di un mio rifiuto.
Insomma, alla fine ci siamo trovati in camera con non so quante persone, ma io a quel punto, assediata da altri due ragazzi che tentavano di “proteggermi” da ulteriori assalti, ho scelto di stare solo con 3 uomini, pur accettandone, infine, un quarto.
Si può ben immaginare la scena di una donna con quattro uomini, ma in questo caso, il gioco si svolse diversamente, un po’ a ruoli invertiti rispetto alle previsioni.
In piedi, quasi appoggiata alla parete, aspettavo un po’ tesa, la loro prima mossa. Mi guardavano leggermente intimiditi, come per studiare le mie possibili reazioni ed invocare il mio esplicito assenso… che non ci fu.
Ma c’è sempre uno più ardito degli altri e questo iniziò a toccarmi, posando le sue mani sui miei fianchi per poi proseguire ad accarezzarmi audacemente. Mi scoprì i seni baciandomeli con avidità, e intanto la sua mano si infilava nelle mie mutande. Gli altri due ragazzi avvicinatisi si inserirono in questo gioco di mani e di bocche.
Mariano, il primo dei tre, girò allora dietro di me scoprendomi le natiche… cominciò a strusciarsi, facendomi sentire la sua potenza virile. Dalle mie spalle afferrò poi i miei seni offrendoli in pasto ai suoi due amici che sembravano non aspettare altro… e li baciarono, uno da una parte, uno dall’altra, mentre lui, afferrati i miei fianchi, iniziava a sodomizzarmi.
Gli fu facile scivolarmi dentro, perché io stordita dalle tenaci lingue di quei due sconosciuti che titillavano i miei capezzoli, al centro dell’attenzione di uomini che pensavano prima a me che a se stessi, ero spudoratamente eccitata.
La sensibilità dei capezzoli è tale che, se la lingua insiste nel modo giusto, delicata ma decisa e costante… paziente… procura frastornanti orgasmi.
Così, in balìa di uomini che esaltavano la mia sessualità sapendo toccare tutte le mie zone erogene, di lì a poco, raggiunsi l’acme.
Era entrata una donna, non so quando, non me ne ero accorta prima. S’era accovacciata fra le mie cosce ed aveva iniziato a leccare il mio sesso sconciamente bagnato, ma durò poco, credo, perché mi portarono sul letto e non la vidi più.
Al suo posto, un uomo sdraiato sotto di me, che io cavalcavo con vigore, mentre qualcuno ancora mi sodomizzava… e intanto, assaporavo a turno, gli altri due. Ecco qua, il quintetto era completo ed io ero completamente riempita.
Al termine di questo gioco erotico così coinvolgente, mi voltai e vidi, al fondo della stanza, gli uomini – e le donne – che non avevano potuto partecipare: erano rimasti a guardare, alcuni a bocca aperta, e certo, provai un leggero imbarazzo, non essendo io un’esibizionista.
Ma tutto è così naturale in questi ambienti, che ogni disagio, infine, passa.
A fine nottata (le notti li finiscono all’alba), Mariano mi ha riaccompagnata, ed in quella circostanza mi ha invitata, con una certa insistenza, a trascorrere la serata successiva al Balnea, promettendomi quasi solennemente che avrebbe avuto cura di non lasciarmi in pasto a chiunque.
E l’ha organizzata proprio bene, facendomi trovare lì ad attendermi due suoi amici-complici molto molto “interessanti”.
tag storie erotiche
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mag 4th, 2008 | Scritto da Kristalia | Categorie: Schiusa a chiave


luglio 19th, 2008 at 15:54
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