Sguardi felini
Racconti erotici -
La situazione era intrigante, i nostri sguardi si incrociavano, si osservavano come fanno gli animali quando sono in avvicinamento, e poi si penetravano, comunicando l’un l’altro il desiderio di esplorarsi.
I messaggi erano chiari, promesse mai fatte che si svelavano ai nostri occhi.
Non sapevo chi fosse, ma i suoi occhi sapevano accendere il mio desiderio.
Quando un uomo riesce a guardarmi come se fossi la sola donna che in quel momento desidera e non come una possibile occasione di svago, abbasso le mie barriere e lascio andare la mia carica erotica, senza riserve.
Fu un pomeriggio intenso e diverso dal consueto. Lui versatile, sembrava adattarsi alla mia sessualità. Ma, allo stesso modo, io mi adattavo alla sua.
La sintonia non è qualcosa che si crea, l’intesa è a pelle, una questione di chimica che si manifesta sin dalle prime battute. O c’è o non si crea in un momento successivo.
È come quando ballando con uno sconosciuto, lui sa scioglierti senza sbracarsi in esagerati gesti. Non serve toccare qui e là… basta quel tocco, magari lieve, un respiro e la chimica fa il resto. Non con tutti, non con tutte.
Non tutti gli uomini hanno lo stesso tocco, non tutte le donne reagiscono allo stesso modo e viceversa.
So di avere un erotismo cerebrale, come si dice… raffinato, forse sofisticato e non è facile assecondare le mie inclinazioni. Mi piace il sesso selvaggio, ma non sempre e non per tutto il tempo. Certo, quando ci vuole ci vuole, ma ci vuole anche dell’altro per me.
Invece la maggior parte degli uomini si prodiga in performance sessuali di lunga durata, sfoderando una resistenza da maratoneta e aspettandosi il consenso, se non l’elogio.
La convinzione diffusa è che lo stallone sia la massima ambizione femminile.
Pensate che alcuni di questi, alla fine della “fatica”, mi domandavano se stessi meglio.
Io?
E perché dovrei?
Sol perché ho goduto parecchio?
Presuntuoso, ma cosa ti fa credere che io ti incontri per la tua ars amandi?
E quale sarebbe quest’arte amatoria? La tua resistenza?
Ma va là.
Naturalmente, ho sempre scelto di soprassedere, non ho mai risposto a certe domande. Non sono strutturata per offendere gli uomini. Quindi sorrido e taccio.
Ma Vincenzo, questo il suo nome, era anche cerebrale, non si limitava al sesso e con lui il viaggio nell’erotismo è stata una memorabile avventura.
È superfluo raccontare cosa abbiamo fatto minuto per minuto, perché seguivamo quello che ci suggeriva il nostro corpo e la nostra vena creativa.
Sazi e soddisfatti, siamo finiti sotto la doccia a giocare come se ci conoscessimo da sempre.
Ma un nuovo sguardo, un’altra scintilla ha riacceso il desiderio.
Ci siamo presi, stavolta con impeto, senza ricerca del sublime, assecondando la nostra cupidigia.
Si interrompe, chiude la doccia e ancora bagnati finiamo su quello sconcio giaciglio.
I nostri sguardi felini ci suggeriscono l’attesa.
Prendo la sciarpina di seta, lì, sul comodino. Gliela lego attorno agli occhi. Voglio sorprenderlo… ci sta.
Mi allontano, siamo l’uno di fronte all’altra. Ce l’ha tesissimo, bello e pieno di vigore, è un invito allettante, quasi irresistibile per una lei ancora affamata ma…
e poi così inerme, nelle mie mani, potrei fargli qualunque cosa…
Mi allontano per lasciare che i piedi possano avvolgerlo.
Così posizionata, inizio a massaggiarlo delicatamente, come farei con la mano.
I miei piedi percepiscono le sue pulsazioni… continuo, gli piace e mi piace.
Su e giù con fermezza e delicatezza.
Su e giù, lo sento sussultare.
Su e giù, mi accenna che non resisterà per molto.
Su e giù, vuole vedere, vuole vedermi, si toglie la benda.
Su e giù, geme ed esplode.
“Non me l’avevano mai fatto”.
“C’è sempre una prima volta”, rispondo io ammiccante.
“Vorrei dirti che ti prenderei ancora, ma… sono solo un maschietto e dopo tre volte alla mia età… potrei fare una brutta figura”.
“Esagerato, ne hai poco più di 40“.
“Ah, monella e insaziabile”.
“Ma no, dai che sto scherzando“. Sorridiamo, ridiamo divertiti.
Non è detto che l’orgasmo sia il fine ultimo di una sex-session. E poi, io sono venuta a volontà prima di questo feet-massage.
Ma tutto questo, l’ho soltanto pensato, ovviamente, come sempre. Mi sono limitata a sorridergli felice di averlo conosciuto.
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dic 13th, 2009 | Scritto da Kristalia | Categorie: Sui tacchi a spillo


marzo 29th, 2010 at 11:25
Mi piace l’atmosfera allo stesso tempo intensa e scanzonata di questa situazione con Vincenzo, figura imprevedibile, aperta al “gioco”, come te.
dicembre 13th, 2009 at 23:15
impagabile… femmina, sempre più femmina… lo sguardo, le mani di lui che con un tocco la fanno sciogliere… la testa intanto pensa, l’erotismo non si può fotocopiare, ogni volta è una sensazione, un’emozione diversa… lui bendato e la voglia esplode… basta poco, in fondo, se è poco saper scopare così bene la testa…