Sesso: la caduta…
Il mito del maschio italiano?
“Il maschio italiano ha perduto il primato de…”
Ma l’uomo italiano è uguale a tutti gli altri occidentali, si differenzia solo per le modalità d’approccio, di corteggiamento.
Dunque, a mitizzarlo sono stati i luoghi comuni e le stesse turiste straniere che in Italia si sentivano più desiderabili perché gli italiani – a differenza dei maschi loro connazionali, diciamo cosi, più distaccati – stuzzicavano l’ego femminile.
I risultati statistici non vanno visti solo numericamente, ma vanno indagati.
La mia reazione a caldo è stata abbastanza brutale. Ho commentato la notizia cosi:
e certo! I maschi italiani sono troppo impegnati a filare le donne dell’est – le quali sono notoriamente e naturalmente inclini a compiacere gli uomini occidentali – per semplificarsi la vita. In primo luogo, per evitare una competizione dialettica con le connazionali, evitare il confronto sia intellettuale che sessuale, ed in secondo luogo, perché l’impegno è meno gravoso anche sul fronte economico.
Mantenere un’amante dell’est – a detta degli stessi italiani – è meno impegnativo, sia dal punto di vista dei regali, sia dal punto di vista del tenore di vita da offrirle, sia da quello intellettuale.
Le donne hanno dato le risposte che i maschi si aspettavano, mostrando gratitudine e disponibilità.
Per onestà intellettuale, dichiaro che queste non sono mie considerazioni, bensì rivelazioni fatte dagli uomini a me personalmente; tracce inequivocabili di queste dichiarazioni, sono rinvenibili in tutti i forum da “bar” in cui gli uomini si ritrovano a parlare di donne.
Ma una risposta più concreta la possiamo cercare nel dato che segue, che credo sia l’altro punto nevralgico del problema. Riprendo la citazione del precedente post:
Eppure, i dati sembrano contraddirsi, perché l’Italia negli ultimi anni registra un aumento del numero di rapporti sessuali: risulta che gli italiani lo fanno una volta ogni 3,2 giorni. Si direbbe, quindi, che i conti non tornano, tranne che non si prenda in considerazione una variabile: il tradimento.
Ecco dunque svelato un piccolo particolare: in Italia si fa più sesso, nonostante le coppie sposate dichiarino una progressiva disaffezione verso questa pratica, perché il sesso, appunto, si fa fuori dal matrimonio. Stressati dal lavoro, dai figli e dalla famiglia, gli italiani, che rimangono pur sempre degli inguaribili passionali, trovano rifugio nel tradimento. Insomma, quello che non si trova nella coppia, sia essa formata da marito e moglie, compagno e compagna, fidanzato e fidanzata, lo si cerca e lo si trova nell’ amore extra coppia.
Io penso che l’epoca in cui viviamo, caratterizzata dal consumismo e dalla fretta di accumulare esperienze e cose, influenzi anche la qualità dei rapporti umani.
L’uomo occidentale tende alla superficialità e consuma velocemente, cibo, notizie, saperi e piaceri.
Il piacere ha mille volti, ma qui ci interessa quello sessuale
Ebbene, anche il piacere sessuale non sfugge a questa logica consumistica dell’accumulo. La sua risposta agli stimoli che gli arrivano dai media è vorace.
La crisi culturale e spirituale della società contemporanea ha contribuito a riformulare la scala dei valori: la caducità, l’immediato, il momentaneo nella vita, conducono l’uomo contemporaneo al disorientamento e quindi alla ricerca dell’approdo. L’occasionalità soggioga la vita dell’uomo.
L’uomo è legato alla sua circostanza, per cui la vita è da intendersi come una molteplicità di possibilità umane mai esaurite.
Per dirla con Sartre, l’uomo è libero per forza, perché questa libertà di scelta consiste nel fatto che si sente intimamente sollecitato a scegliere il meglio e il meglio è una cosa che non dipende dal suo arbitrio: quando sceglie di fare o di essere, c’è sempre una scelta che si presenta come quella che “deve” fare, che “deve” essere.
La scelta migliore ha il carattere di necessità e le circostanze, circum stantiae – ciò che ci circonda – determinano la causalità delle scelte.
La circostanza è determinante e la circostanza contemporanea ha riformulato la scala dei valori.
Oltre ai nove milioni di italiani che ammettono di fare sesso a pagamento, ve ne sono altri non quantificati che ricorrono altri metodi di approccio, quali, ad esempio, il cosiddetto cybersex, ovvero il sesso virtuale, e a questi dedicano larga parte del loro tempo libero (questo aspetto coinvolge entrambi i generi, per forza! Ma qui il tema riguarda il maschio italiano).
La psicologa psicoterapeuta e sessuologa Loredana Petrone ce ne dà un saggio che meglio di me sintetizza il fenomeno. Leggete:
La sessualità, sin dalla notte dei tempi, è stata avvolta da mistero e curiosità. Gli adolescenti, da sempre, hanno cercato di soddisfare le loro curiosità attraverso l’utilizzo di giornaletti e riviste porno, che si guardavano di nascosto e creavano una vera e propria tempesta ormonale.
Successivamente sono arrivati i video, da richiedere anche in edicola con gli occhi bassi e la mano pronta a prenderli e metterli furtivamente in tasca.
Poi il telefono con i vari 144 e 166 che facevano lievitare le bollette e arrabbiare tanto le madri che non capivano come fosse possibile.
Oggi la sessualità ha un nuovo e temibile alleato: il computer.
Non c’è dubbio che una delle più grandi novità del III Millennio è Internet.
E in Rete si può: studiare, conoscere, amare, fare sesso, in una sola parola si può vivere.A causa della rapidità con la quale Internet è entrata nelle nostre vite, pochi di noi sono consapevoli che questa potente tecnologia ha profondamente cambiato molti aspetti del nostro modo di vivere.
I primi ad essere ‘travolti’ da queste grandi trasformazioni sono stati gli adolescenti. Tutto il loro mondo si è trasformato rapidamente. Anche il mondo degli affetti e della sessualità hanno subito e stanno subendo i cambiamenti più radicali.Infatti, il sesso è una delle parole più frequentemente ricercate su Internet e la soddisfazione di interessi sessuali, o cybersesso, è una delle attività più comuni.
La sessualità virtuale è ricercata, perché è largamente accessibile, disponibile nella privacy della propria stanza, libera da ansie legate al confronto, anonima e chi la usa non corre il rischio di contrarre malattie trasmesse sessualmente o di imbattersi gravidanze indesiderate.
Il cybersesso diviene un’attività in cui è possibile mettere in atto attività sessuali eccitanti e/o gratificanti. Queste includono, ad esempio, guardare foto o video erotici, leggere materiale sessuale, utilizzare chat erotiche, scambiarsi email ed immagini esplicitamente sessuali, condividere fantasie sessuali mentre entrambi ci si masturba.
Inoltre, grazie alla webcam è possibile ‘esibirsi’ in diretta , guardando e lasciandosi guardare, senza, però, doversi realmente confrontare.Questo tipo di sessualità, anche se allontana l’ansia da prestazione, è molto pericolosa, perché:
- il tempo dedicato online potrebbe diventare sempre più lungo, determinando chiusura ed isolamento dal mondo esterno.Molte ricerche hanno mostrato che le persone che hanno sviluppato la dipendenza da cybersesso tendono a rimanere connesse ad Internet allo scopo di ottenere soddisfazione sessuale per un numero superiore alle 10 ore.
- Crea agitazione o irritabilità quando si cerca di auto-controllarsi o fermare la pratica del sesso online.
- Si utilizza il sesso su internet come un modo per fuggire o alleviare problemi o sentimenti come disperazione, senso di colpa, ansia o depressione
- Vengono ricercate, giorno dopo giorno, esperienze sessuali sempre più intense o rischiose. All’inizio ci si può rivolgere alle chat, rimanendo anonimi, solo per vedere se si riesce a trovare davvero un partner online. Man mano che si prosegue fra le varie chat la ricerca diviene più frenetica, intensa e dispendiosa in termini di tempo. Una volta che si è entrarti in contatto con un partner si può passare alla corrispondenza privata per email, fino ad arrivare ad un incontro sessuale dal vivo. Man mano si arriva a ricercare comportamenti sempre più rischiosi sia online che offline.
- Si hanno ripercussioni negative sullo studio, queste conseguenze sono dovute al dispendio di tempo e di energie che richiedono le attività online, con conseguente trascuratezza dello studio e delle relazioni della vita reale.
- Negare l’evidenza della dipendenza nonostante le conseguenze.Le persone afflitte da dipendenza in genere continuano a mettere in atto i loro comportamenti nonostante molte conseguenze negative per sé e per gli altri. E’ come se rifiutassero di vedere o comprendere che i loro comportamenti stanno causando dolori e perdite, ignorando o negando la serietà delle loro azioni in modo da poter continuare a metterle in atto.
Questo processo di minimizzazione delle conseguenze, di evitamento delle responsabilità per le proprie azioni e di razionalizzazione delle ovvie conseguenze delle proprie azioni si chiama negazione ed è una caratteristica comune a tutte le dipendenze, ma che è favorita in modo particolare dalle caratteristiche proprie del cybersesso.
La negazione si insinua in maniera subdola nella mente dei dipendenti, incoraggiandoli e isolandoli progressivamente dalla realtà.
L’eccitazione online fornisce una fuga mentale ed emotiva dai problemi quotidiani. Un eccessivo coinvolgimento in questi comportamenti di fuga può portare alla compulsività e alla dipendenza.Cinque sono i fattori che giocano un ruolo fondamentale nel rendere Internet estremamente seducente ed eccitante, essi sono:
a) Accessibilità
Internet offre un ampio e facile accesso al sesso di tutti i tipi, 24 ore al giorno, sette giorni a settimana.
b) Isolamento
Forse la componente più potente del cybersesso è l’isolamento: esso fornisce una opportunità per separare la persona dagli altri e di mettere in atto qualunque fantasia si voglia, senza il rischio di infezioni trasmesse sessualmente o distrazioni provenienti dalla realtà. Essendo separato dal mondo reale, l’utente può crearsi le giustificazioni e le razionalizzazioni necessarie per convincere se stesso e gli altri che i suoi comportamenti sono senza vittime e senza conseguenze.
c) Anonimato
Internet fornisce la forma più anonima per ottenere ed usare materiale pornografico o interagire sessualmente con altre persone. Nessuna della persone con le quali si interagisce sa veramente dove l’altro vive, la sua età, il suo sesso o qualunque altra cosa.
d) Disponibilità
II cybersesso permette di ottenere l’eccitazione sessuale attraverso foto, storie, video, chat ed altro ancora. In aggiunta una persona può avere accesso esclusivamente a ciò che gli interessa senza bisogno, ad esempio, di comprare una intera rivista della quale gli interessano solo alcune parti.
e) Fantasia
In conclusione, il cybersesso fornisce una opportunità perfetta per sviluppare fantasie ed oggettificare gli altri senza paura di essere rifiutati.
La caratteristica di tutte le interazioni sessuali virtuali è che la persona può fantasticare senza responsabilità, conseguenze e rifiuto. In più, la varietà di possibilità che offre la Rete è enormemente ammaliante: qualunque tipo di attività sessuale si possa desiderare si può trovare nel Web.
Internet diviene soprattutto per gli adolescenti il luogo dove poter essere iniziati a qualsiasi tipo di sessualità senza sperimentare il rifiuto o l’ansia della prestazione, ma è anche il luogo della solitudine, del vuoto interiore, della non crescita, poiché manca il rapporto di confronto reale con il mondo esterno e con gli altri”.
Dissento parzialmente da Loredana Petrone, la quale, con tutta evidenza, ha portato a termine uno studio limitato agli adolescenti, più facilmente penetrabili.
Per anni ho seguito questo fenomeno e posso affermare, per testimonianza di molti soggetti coinvolti, che l’età non è la variabile discriminante.
Sono tanti, tantissimi i soggetti “maturi” dediti a questa pratica.
Con i prossimi post, cercherò di approfondire le possibili cause della caduta del mito, ma data la complessità del tema, devo continuare dividendolo per sotto temi, anche per semplificarne la lettura.
Seguitemi… scoprirete perchè
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gen 15th, 2008 | Scritto da Kristalia | Categorie: Osservatorio

