Sesso: dati statistici

Le statistiche sul sesso

Ha fatto lo scoop, l’inglese, e non ha nemmeno scoperto l’acqua calda; ma non si liquida così un tema che ha mille implicazioni.

Io eviterò le generalizzazioni e mi limiterò a parlare del tipo italiano, lasciando che ognuno analizzi i problemi di casa propria: del proprio Paese.

Partiamo dai dati riportati sul sito www.fuorilemura.com

Anche questa ricerca torna a mettere in luce le difficoltà delle coppie italiane nell’intimità.
Al questionario della Simg, distribuito negli ambulatori di famiglia su tutto il territorio nazionale, hanno risposto 549 persone (279 donne e 270 uomini), tutti in buona salute e in maggioranza (il 54 per cento del totale) con meno di cinquant’anni.

Il 58,8 per cento delle donne ha dichiarato di sentirsi insoddisfatta della propria vita sessuale, mentre la percentuale è più bassa per gli uomini (53,7 per cento). Quasi la metà delle intervistate, inoltre, ha confessato di non riuscire a raggiungere l’ orgasmo, mentre per l’ uomo il problema più frequente è risultato la difficoltà di erezione. Non è un caso che l’ Italia sia al terzo posto in Europa per consumo di Viagra, dietro a Germania e Gran Bretagna.

Raffaella Michieli, coordinatrice dell’inchiesta, ha dichiarato: “Le persone alle quali abbiamo offerto il questionario erano in buona salute e in maggioranza al di sotto dei cinquant’anni, nell’età in cui teoricamente si è raggiunta la maturità sessuale e la si dovrebbe vivere pienamente. Per di più, nel 70 per cento dei casi, si trattava di coppie sposate; soltanto l’11 per cento erano single senza una relazione stabile. Non abbiamo, perciò, motivo per dubitare dell’attendibilità dell’inchiesta”.

La scarsa frequenza e qualità dei rapporti sessuali, la mancanza d’ interesse per il sesso, la mancanza di piacere nel rapporto sessuale, il coinvolgimento in relazioni extra (magari più di una simultaneamente): sono tutti sintomi di insoddisfazione sessuale con il proprio partner.

Ciò che colpisce di più è che il problema non riguardi solo coppie consolidate da anni di matrimonio, ma anche coppie molto giovani.
Da una statistica del febbraio 2006, infatti, risulta che nel primo anno di matrimonio gli italiani hanno 1 rapporto sessuale ogni 2 giorni. Poi la media scende progressivamente: accade così che nelle coppie sposate dai 2 ai 20 anni i rapporti diventino 1 o 2 alla settimana, per passare poi ad una media di 1 rapporto alla settimana quando la coppia supera la soglia dei 20 anni di vita coniugale.
Eppure, i dati sembrano contraddirsi, perché l’ Italia negli ultimi anni registra un aumento del numero di rapporti sessuali: risulta che gli italiani lo fanno una volta ogni 3,2 giorni. Si direbbe, quindi, che i conti non tornano, tranne che non si prenda in considerazione una variabile: il tradimento.

Ecco dunque svelato un piccolo particolare: in Italia si fa più sesso, nonostante le coppie sposate dichiarino una progressiva disaffezione verso questa pratica, perché il sesso, appunto, si fa fuori dal matrimonio.
Stressati dal lavoro, dai figli e dalla famiglia, gli italiani, che rimangono pur sempre degli inguaribili passionali, trovano rifugio nel tradimento.
Insomma, quello che non si trova nella coppia, sia essa formata da marito e moglie, compagno e compagna, fidanzato e fidanzata, lo si cerca e lo si trova nell’amore extra – coppia.
Questi dati ci portano inevitabilmente ad una constatazione: oggi c’ è qualcosa che non va nella comunicazione di coppia; e in essa il sesso gioca un ruolo importante.

Come per la comunicazione verbale sono necessarie padronanza e ricchezza della lingua, così per la comunicazione sessuale è necessaria la padronanza della propria mente, del proprio corpo e delle risposte di entrambi.
In poche parole, bisogna avere le carte in regola per essere davvero “competenti” ad esprimersi sessualmente. I processi della crescita devono aver portato ad integrare una personalità equilibrata con una matura espressione della libido.

Il comportamento sessuale risponde indubbiamente a un copione che ogni individuo porta dentro di sé, ma che può essere corretto a volte drasticamente dai centri dell’emotività.
Deve essere chiaro che i problemi sessuali, avendo quasi sempre una causa psicologica, devono essere affrontati e risolti con una terapia adeguata. Questo anche per evitare di rinforzare la stortura mentale di tanti individui che pretendono di vivere il “sesso a tutti i costi”, senza prendere in considerazione le anomalie della propria personalità”.

Ho volutamente riportato questo estratto (che è uno dei tanti resoconti stilati da diversi sessuologi) per facilitarmi il compito.

Da dove arrivano le statistiche?
Quali sono i luoghi dell’intervista e i soggetti intervistati?
Le indagini arrivano normalmente dai consultori o ambulatori medici, cui le coppie o i singoli giungono per svariati problemi.

La domanda successiva è:
chi si rivolge ai centri suddetti? Chi ha problemi.

Dunque comincia a restringersi il campione degli intervistati. Ovvero, le schede sono compilate dai soggetti che si sono rivolti ai centri.

Altra domanda:
possiamo stabilire percentualmente quanti sono gli italiani (uomini e donne) che si rivolgono a queste strutture? No, ma si è propensi a ritenere questa percentuale inferiore al 30% della popolazione adulta.

Allora, se su un campione di intervistati, pari a 100, circa 56 persone
hanno ammesso di avere problemi o anorgasmia, significa che gli altri 44 non hanno dichiarano di avere problemi sessuali.

Questo porta a concludere sommariamente che 44 (su 100) sommati ai presunti 70% della popolazione che non hanno ricevuto e compilato il questionario (perché non si sono recati in ambulatorio) otteniamo una media del 12% di italiani con problemi o malumori sessuali.

Fatta questa valutazione statistica, posso passare alla discussione; però, per ragioni di tempo, devo suddividere il tema in più post.

Va be’, chi l’ha detto che un argomento si deve esaurire in un solo post?

Continua…

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gen 12th, 2008 | Scritto da Kristalia | Categorie: I comportamenti tribali

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3 Responses to “Sesso: dati statistici”

  1. 3
    AWoman.AMan Says:

    Non è affatto facile recuperare dati in questo campo, nel quale le persone passano facilmente dalla negazione di ciò che sono alla mitomania.
    Rimane da incrociare statistiche diverse, e cercare di stimare il fenomeno.
    Di recente è apparso un articolo sulla stampa
    (http://awomanaman.splinder.com/post/18117792#comment)
    su scambismo e non-chiusura delle coppie. I dati sono paragonabili con altre ricerche simili precedenti.

  2. 2
    Kristalia Says:

    Sono d’accordo con te. Sempreché, naturalmente, le statistiche siano corrispondenti alla realtà.
    Ma accade non di rado che invece vengano usate come strumenti allarmistici.
    Per esempio, i dati statistici che ho riportato, non sembrano realistici, perché riguardano un campione limitato della popolazione indagata. Percentuale che a conti fatti, scende ben al di sotto del 20%.
    Ciao e a presto.

  3. 1
    AWoman.AMan Says:

    Mmh, molto interessante.
    E’ sempre importante avere dati derivanti da ricerche di buon livello coi quali smontare dicerie e credenze sciocche o, più spesso, malevolmente moraliste.

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