Sesso a pagamento: inchiesta a puntate

Sesso a pagamento

Nascita e avvento dei siti web e ridefinizione dell’offerta sessuale

I primi siti pubblicitari sono nati negli anni novanta, e le pioniere si collocavano in una fascia medio alta, definendosi accompagnatrici di classe, colte, avvenenti, eleganti e naturalmente esperte.

Selezionavano i clienti e il prezzo di partenza si aggirava attorno al milione a serata. Si parlava, infatti del “club del milione”.
Le giovani erano meno pretenziose, forse perché carenti di cultura e savoir faire che potevano fare la differenza, ma più verosimilmente perché più soggette a concorrenza delle coetanee straniere.
Di conseguenza le richieste più impegnative, dal punto di vista della tariffa, erano fatte da donne sopra i trent’anni.

Successivamente, con la diffusione a macchia d’olio di internet, molti operatori, emulando i precursori, hanno riempito la rete di siti pubblicitari e per riempire il catalogo, hanno cominciato a offrire il servizio alle donne che fino ad allora si pubblicizzavano attraverso i quotidiani, come peraltro accade ancor oggi.

Il web si è riempito via via di professioniste vere e sedicenti, fino a trasformare il fenomeno in vero business e a creare una rete di informazioni sempre più capillari.

Io credo che fruitori di questi servizi siano stati i primi a recepire l’evoluzione del web, anticipando, se così possiamo dire, il web 2.0.
Infatti, il settore è un generatore di forum e quindi di interazione. Altro che social network di cui pullula la rete.
Quei forum nati agli inizi del 2000, ne hanno anticipato i termini e le modalità.

Agli inizi erano veri e propri gruppi di “supporto” e solidarietà fra “puttanieri” (come amano definirsi) contro i “fake” (termine che mira a stroncare l’attività della prestatrice d’opera.
Gruppi discussione asincrona, specchio del relativismo, in cui i convenuti si rispondono l’un l’altro o si limitano a leggere ciò che gli altri hanno da dire.

Chiunque può inserirsi nella discussione a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Continua

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gen 17th, 2008 | Scritto da Kristalia | Categorie: I comportamenti tribali

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One Response to “Sesso a pagamento: inchiesta a puntate”

  1. 1
    Giuseppe Iannozzi Says:

    Oggi chi va con una escort, pretende che non sia solo bella ma anche donna di cultura, che faccia presenza, che non sia un’oca. A potersi permettere simili servizietti soprattutto e solo i VIP, l’operaio difficilmente può aver bisogno d’un’accompagnatrice. Al limite va a puttane, per 30 Euro a botta. Adesso il web offre seghe gratis o quasi: ci vuole poco per trovare del porno in rete, free. Agli inizi tutto era a pagamento. Oggi non più. Domani non lo so! Ma il mercato del sesso, crisi a parte, è quello che ancora un po’ tira. ;-)

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