Fuori programma
Appuntamento fissato alle 18:30 davanti al bar mailorivelerò.
Arrivo puntualissima e con un’ansia diversa dal solito, più fibrillante forse. Conoscevo quell’uomo attraverso numerosi contatti telefonici molto stimolanti dal punto di vista intellettuale.
Non ero però attratta sessualmente da lui e non avevo quindi desideri erotici.
Un uomo di grande cultura che sin dal primo approccio ha esercitato su di me un forte, fortissimo carisma. Ne ero irrimediabilmente attratta e affascinata – ma non dal punto di vista erotico – pronta ad incontrarlo a qualunque condizione… Quel primo incontro doveva essere solo conoscitivo, il cosiddetto caffè.
Lo immaginavo cupo, austero, essenziale e con uno spiccato senso critico. Quanto all’aspetto esteriore, lo avevo dipinto con gli occhiali, capelli cortissimi, barbetta e anche un po’ bruttarello (mah, chissà poi perché) e sui quaranta. L’unica cosa che ho azzeccato è stata la barbetta.
In realtà mi è apparso un uomo molto giovanile, un po’ scapigliato, del tutto diverso dal mio immaginario. Sulle prime ero a disagio perché lui, abbastanza ermetico, non si sbilanciava e non capivo se ero di suo gradimento, ma la conversazione era piacevole e appassionante.
Parlando parlando si fece l’ora di cena e decidemmo di andare al ristorante ma, saliti in auto per avviarci, rimanemmo fermi a parlare ancora e d’un tratto ci siamo accorti che erano passate le 22:00.
Dio come vola il tempo certe volte e come fare a fermarlo… certo, non parlavamo di filosofia. Lui sembrava molto interessato ai miei racconti erotici trasgressivi e mi invitava a proseguire. Solo che, mentre raccontavo, mi agitavo sul sedile dell’auto, le mie mani un po’ nervosamente muovevano distrattamente la gonna e più volte mi si scopriva una gamba o si intravedeva la calza bordata di pizzo forse un po’ troppo seducente. Ritengo che con quei gesti, volessi solo controllare la mia voglia di saltargli addosso e, inconsciamente, mandavo messaggi erotici… subliminali.
I suoi occhi erano gonfi di desiderio e anche lui, agitandosi un po’ sul sedile, e ben appoggiato al suo finestrino e cercava di mantenere fede al proposito di non fare sesso.
Resisto al massimo ma, ad un certo punto, lo fisso e gli comunico il mio desiderio di abbracciarlo. Inizia qui la seconda parte della serata, quella fuori programma. Quell’abbraccio caldo e sensuale ha alimentato, semmai ce ne fosse stato bisogno, il nostro desiderio, che ormai voleva esplodere.
Ero pronta a farlo lì, in auto, travolta dall’impeto erotico, ma uno strano rumore ci ha destati e ci siamo precipitati a casa sua. Giusto un rapido passaggio in bagno e poi …
L’avrei divorato… ma poco dopo lui mi interrompe, mi solleva, mi adagia sul letto ed inizia magistralmente a baciarmi.
Mi abbandono a quell’intenso piacere, sempre gradito, fino a quando i nostri corpi finalmente si uniscono.
Il desiderio di incorporarlo e trattenerlo dentro me era tale da divenire una danza erotica di alta intensità e sintonia. Non ricordo le posizioni, forse tutte, ma è irrilevante. Il feeling, questo sì, volevo tutto ed ho concesso tutto. Lui, seppur coinvolto, credo almeno quanto me, gestiva e controllava bene le sue “emozioni” resistendo un tempo indefinito. Grande amante!
Quando sfiniti ci siamo rilassati, era ormai notte fonda. Eravamo anche assonnati e sotto quel suo caldo piumone mi stavo addormentando. Ma, all’improvviso, mentre ci incoraggiavamo l’un l’altra per alzarci e rivestirci, la mia mano ha ripreso ad accarezzarlo, lo desideravo ancora e ancora immensamente. Così, lui scivolato sotto il piumone, ha assecondato il mio rinnovato desiderio e quando ormai erano le 4, abbiamo deciso di affrontare il freddo della notte e mi ha riaccompagnata a casa.
L’amicizia si è poi consolidata.
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giu 6th, 2008 | Scritto da Kristalia | Categorie: Sui tacchi a spillo

marzo 27th, 2010 at 10:25
Lupetta! Sono come i lupi… il vizio non lo perdono mai
marzo 26th, 2010 at 02:56
ma pensa che l’avevo già commentato questo… eppure mi sembrava nuovo… forse perchè sai sempre sorprendere… pericolosa sì… non perdi mai il vizio
settembre 12th, 2009 at 23:49
Mmm hai detto che non eri attratta? Mai dire mai, quando scatta la chimica dei corpi… però c’era già quella della mente… allora non si pensa più nemmeno al caffè e… la cena sei tu, meglio anche dello champagne