Seduzione: l’incontro successivo
Racconti erotici -
Mi piacevano gli incontri al buio…
Più d’una volta, ho sperimentato il brivido dell’ignoto, con l’adrenalina alle stelle, senza sapere che volto avesse l’uomo che mi stava toccando, aspettando senza fretta il momento in cui mi avrebbe tolto la benda e ne avrei visto il viso e il corpo.
Sono stata anche fortunata, non lo nego, forse perché chi con me costruiva questo gioco, sapeva il fatto suo. Contava, forse, e sottolineo forse, sul fatto che la sorpresa finale, per me, sarebbe stata piacevole. Ed in effetti, le poche volte che ho indossato la benda prima di vedere l’uomo, sono state positive, sotto ogni punto di vista, incluso quello estetico.
Però, gli incontri successivi, se c’erano, avvenivano a occhi scoperti
L’incontro successivo – II parte
Ci rincontrammo un mese dopo, al solito posto. La benda non serviva più.
Era una giornata calda e decisi di indossare un abito leggero e avvitato, il cui corpetto evidenziava il decolletè generosamente e si stringeva in vita, lasciando la schiena scoperta.
Il colore chiaro dell’abito faceva risaltare l’abbronzatura che la lampada solare, già da tempo, mi donava.
Sopra, un giacchino leggero a coprire e rendere meno vistosa la mia persona.
Un paio di sandali grigio perla, fissati attorno alla caviglia da una elegante catenella, mi rendevano più sexy.
I capelli raccolti, in modo volutamente casuale, lasciavano cadere alcune ciocche, come chi si è appena ricomposta dopo un avventuroso incontro d’amore.
Il trucco appena accennato, ad eccezione del rossetto, rigorosamente rosso a delineare nettamente il contorno delle labbra, quale messaggio erotico, che, significativamente rappresenta la soddisfazione fallica.
Ci incontrammo sotto un pergolato antistante il motel romano e dopo un intenso abbraccio ci dirigemmo verso la camera di cui lui aveva già la chiave.
Salendo le scale, iniziò a frugarmi sotto la gonna, compiacendosi del fatto che sotto il vestito ero nuda. Non avevo neppure il perizoma e così procedendo, giungemmo davanti alla stanza già eccitati.
Appena dentro, senza spogliarmi, posò le sue mani sui miei fianchi sapendo che questo gesto, oltre a simboleggiare per me l’atto di afferrare, aumenta la mia eccitazione.
Mi voltò facendomi appoggiare le mani sul letto e mi penetrò senza alcun preliminare, fino ad esplodere di piacere. Mentre io, pur notevolmente eccitata da sia da lui, che da quella situazione un po’ selvaggia, non raggiunsi l’apice. Ma non avevo fretta…
La complicità e l’intesa fra noi erano stabilite: ci sembrava di conoscerci da sempre, e non solo per l’incontro precedente, ma anche grazie alle lunghe conversazioni telefoniche che ci avevano permesso di conoscere le nostre inclinazioni, svelando senza remore i nostri desideri.
Così, con un solo sguardo, ad un solo cenno… l’adrenalina saliva e con essa, il desiderio prorompente.
Andai quindi in bagno. Lui mi seguì, e dopo essersi accuratamente lavato le mani, mi si avvicinò, puntando i suoi occhi nei miei con espressione compiaciuta…
Si chinò verso di me, e allungando il braccio, posò la sua mano senza alcuna esitazione, sulla mia parte più nascosta. Con la mano appena insaponata, sfiorava prima e penetrava poi, la mia intimità bagnata non solo di acqua.
Provavo imbarazzo, ed era proprio quello che voleva: farmi sentire a disagio mentre mi lavava e si prendeva cura di me, come volesse plasmarmi.
Lo lasciavo fare interpretando il mio ruolo di educanda nelle mani del suo educatore che disponeva, a suo piacimento, del corpo, della mente e mi preparava…
Mi asciugò delicatamente e mi guidò verso la stanza, adagiandomi infine sul letto.
Lì, esplorò tutto il mio corpo, palmo a palmo, fino a penetrarmi, dapprima con due dita, poi tre, poi piano piano, infilò tutta la mano spudoratamente dentro di me.
Così, a gambe spalancate, a sua disposizione, esposta ed offerta al suo piacere, che diventava mio… ero completamente nelle sue mani e questa condizione, a metà tra il pudore violato e il piacere fisico, mi fece quasi perdere i sensi.
Ero coinvolta cerebralmente, sentivo che il mio piacere dipendeva esclusivamente da lui, dalla sua volontà di procurarmelo a sua insindacabile discrezione.
Mi esplorava come stupendamente sapeva fare, mentre lo inondavo sconciamente, donandogli tutto il mio piacere.
Era il mio signore indiscusso. Venni ripetutamente.
La sua mano era bagnata e il suo sesso nuovamente teso, e ancor più fiero, quando me la passò sulla bocca per farmi gustare il sapore di cui s’era impregnata.
Si fermò ad osservare la mano piena di me, e guardandomi intensamente, la chiuse, stringendo nel pugno tutto quel che aveva preso di me… la mia essenza, ero tutta lì.
Mi sollevò e mi ordinò di accovacciarmi tra le sue gambe per soddisfarlo come meritava dopo l’immenso piacere che mi aveva procurato, e io, ossequiosamente, seguivo le sue istruzioni… grata e felice di omaggiare l’uomo che sapeva plasmarmi.
All’improvviso, mi sollevò per voltarmi e con la faccia al muro, mi sodomizzò nuovamente con impeto quasi animalesco.
Quando raggiunse l’apice ed esplose strozzando l’urlo, i suoi occhi brillavano e mi sorridevano.
Appagato, si distese sul letto tenendomi tra le sue braccia calde e rassicuranti.
La tua natura così visceralmente sensuale mi sconvolge. Sei una continua scoperta… il tuo corpo, la tua mente mi inebriano i sensi…
Lo diceva accarezzandomi dolcemente, come un innamorato e in quel momento lo era.
Restammo così a lungo, raccontandoci ancora qualcosa di noi, della nostra vita, finché, ci sorprendemmo avvinghiati a bramarci.
Ma stavolta facemmo l’amore appassionatamente, liberi da ruoli, come due amanti alla ricerca del piacere che, prolungato, arrivò all’unisono.
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gen 14th, 2009 | Scritto da Kristalia | Categorie: Schiusa a chiave

marzo 27th, 2010 at 16:28
bellissimo questo racconto… si scopre sempre qualcosa di nuovo o che hai letto e poi… e poi qualcos’altro ti ha attirato… ma poi tornare qui e leggere di quelle mani… ecco le mani qui hanno un ruolo speciale… ti esplorano, ti danno piacere, ti fanno sentire il tuo sapore… mani che non si saziano mai di te…bello poi che dopo tanto desiderio… dall’abbraccio rinasce la passione e “facemmo l’amore”…
marzo 16th, 2010 at 23:30
necessita di verificare
settembre 9th, 2009 at 17:13
Simona, rileggendo il tuo commento, posso dire che Gianni, il co-protagonista, non è fuggito.
Al contrario, è sempre presente… se mi rendo disponibile.
E’ un uomo – e che uomo! – non un ominicchio senza pantaloni. Per questo escludo si tratti della stessa persona.