Racconti erotici vs racconti porno
Stavo ripensando ad un commento che ho lasciato poco fa su un blog, a proposito di
racconti erotici, o storie erotiche, rispetto ai racconti porno.
Il mio pensiero recentemente si è modificato.
Ultimamente mi interrogo parecchio sulla distinzione tra i due generi. Ho come la sensazione che il filo che li divide si stia assottigliando.
Fino a quando me ne disinteressavo, avevo la convinzione che la differenza fosse non così sottile: il racconto erotico è affidato all’immaginario… quello che accende il desiderio e l’immedesimazione; il racconto porno è invece chiaro, diretto, senza margini di fantasia e, ciliegina sulla torta, volgare, non solo per il lessico utilizzato, ma per tutta la struttura.
Ora, che seguo un po’ di più, pur non essendone tuttora attratta, vedo che sempre più scrittori di racconti erotici, al di là di quanto affermano, contaminano e fondono i due generi (l’erotico con il porno). Non riesco più a scorgere quella che prima era una netta differenza.
Ma c’è una netta differenza fra racconti porno e racconti erotici?
Se ne fa una questione meramente lessicale, ma temo che la scrittura erotica sia diventata piuttosto descrittiva, a prescindere dalla scelta dei termini, questi sì, non volgari. Ma non basta. Sì, certo, è esente da volgarità, ma non c’è più spazio per l’immaginazione.
Vedo che quasi tutti ormai descrivono (con tutti le attenzioni lessicali) e io non ne sono immune, peraltro. A conferma di ciò, ho fatto alcuni esperimenti scrivendo e descrivendo (credo di averlo fatto in una decina di post), spingendomi oltre quel fil rouge erotico, che lasciava solo immaginare… intuire.
La cosa non mi soddisfa, ma… piace.
Riconosco che parlare di erotismo non è facile: ciò che piace ad una persona può non piacere ad un’altra. Alcuni desiderano leggere le parole per come si citano nella realtà: le parole “figa, cazzo” non sono scandalose ma reali e ben ci stanno in un contesto letterario; per altri, invece, sono volgari perché l’erotismo deve avere un alone di sensualità del vedo e non vedo. Difficile, quindi, perché, appunto, soggettivo. Ma per questo, ritengo che nel primo caso, siamo nell’ambito dei racconti di sesso – che non sfociano nel porno, ma che restano fuori dalla letteratura erotica. Che male c’è ad ammetterlo? Serve forse a rassicurarci? Serve a farci dire: «io no, io leggo e scrivo solo racconti erotici, giammai racconi di sesso e men che meno, storie porno… che volgarità…»
E tuttavia, credo che la scrittura erotica, nella sua originaria accezione, sia in agonia, a favore del racconto, diciamo così, di sesso. Non è porno, ma non è neppure un vero racconto erotico.
Resta integro, allo stato attuale, l’erotismo in poesia, in versi. Quello sì è ancora incontaminato…
Come questo:
Dell’onanismo e d’altri demoni
morbida m’inarco sul mio Ego
e mi dissolvo…
di carezze lucide e di fremiti…
e silenzi
e gemiti caldi
in corsa fino all’Apice
e ritorno…
e ancora silenzio,
lento, e affannoso in quiete.
Nessuno tocchi il mio Demone…
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giu 25th, 2009 | Scritto da Kristalia | Categorie: Osservatorio


marzo 12th, 2010 at 18:59
io la penso come wilde, esistono solo cose scritte bene e cose scritte male… poi i confini tra erotismo e “porno” svaniscono, e un racconto ben scritto, coinvolgente, che suscita emozione ha la sua ragione di esistere anche se sfrenato e con un uso di lingiaggio più reale, magari volgare e animalesco…
alla fine è solo una distinzione di semantica e sensibilità a spingere più oltr eun lato o l’altro del sottile filo che li “dovrebbe” dividere…
luglio 2nd, 2009 at 19:08
«Complimenti…ho girovagato qui nel tuo sito e scrivi proprio bene…presentare qualcosa a qualche editore?»
Antony, i complimenti sono conferme e io li gradisco sempre.
No, non ho presentato nulla… In ogni caso, grazie di cuore!
luglio 2nd, 2009 at 10:59
il filo a mio parere è già rotto.
del resto è normale che sia così. la nostra società ci porta a cercare sempre il limite ed a superarlo.
ai primi dei novecento era erotica, anzi pornografica, una caviglia scoperta; oggi forse non è più considerata pornografia neanche un’ispezione rettale con videocamera.
di pari passo anche la letteratura si è adeguata e così prima si immaginava mentre ora si scrive “cazzo” o al massimo si ricorre a vecchie iperboli ottocentesche come “verga”.
a.y.s. Bibi
luglio 1st, 2009 at 18:56
Complimenti…ho girovagato qui nel tuo sito e scrivi proprio bene…presentare qualcosa a qualche editore?
giugno 29th, 2009 at 22:35
No, non sbagli. Sono passionale con tutto quello che ne consegue. Perché essere passionali ha implicazioni su tutta la vita, non solo sessualmente.
Va bè, oggi sono un po’ giù e magari non mi entusiasma la mia passionalità, causa, talvolta di forti tensioni. Il guaio è che nonostante la mia passionalità, non esterno completamente ciò che ho dentro… non svelo mai del tutto – sicuramente per non ferire – e ciò, finisce col farmi male.
Ti ringrazio per la bella e lucida analisi. Sei un osservatore e mi fa piacere.
giugno 26th, 2009 at 21:57
la differenza tra racconto erotico e porno… davvero molto interessante.. io spesso mi diverto a scrivere pensieri e storie a livello piccante, mi intriga parecchio… però tendo a non scendere mai di livello lessicale sul banale del porno.. il porno, non che non mi piaccia sia chiaro, lo vedo più come una dorma troppo diretta e scoontata del narrare un qualcosa di stupendo come il sesso., nell’erotico invece c’è più malizia e senso di intepretazione da parte di chi segue la storia dal di fuori. una persona che legge penso sia più intrigata e presa da un qualcsa di erotico che lascia spazio all’immaginazione piuttosto che da una cruda e palese narrazione dei fatti, semplice volgare e scarna.
Comunque quello che scrivi mi piace un sacco, non solo perchè hai talento nel trovare le parole e conosci la sintassi, ma più che altro per il modo in cui a mio avviso riesci ad immedesimanrti nel tuo “dire”, nel tuo “comunicare”.. segno secondo me di una donna molto passionale… mi sbaglio?