Giochi erotici : Sabbah

I vostri racconti erotici

I ventiquattro ospiti, giunti in parte dall’Europa e in parte da varie città della East Coast, erano riuniti nel salone e, con la complicità degli aperitivi, stavano facendo conoscenza.
La padrona di casa aveva molte cose per cui valeva la pena festeggiare; una nuova residenza, il trasferimento a New York, la fine di una carriera frenetica, l’inizio di una nuova vita…
Per fare questo, aveva organizzato una serata molto speciale…

Una cena francese seguita da un’orgia, francese pure quella.

La differenza tra un’orgia comune e un’orgia francese è che a quest’ultima partecipano solo persone di bell’aspetto.
Marquise aveva selezionato gli inviti con molta cura e gli uomini e le donne presenti rispondevano a canoni precisi.
Erano assenti le coppie di coniugi o di fidanzati (le donne erano single oppure divorziate, o avevano lasciato i mariti a casa).
Gli uomini erano tutti rigorosamente etero e le donne rigorosamente bisex.
Erano presenti due escort che la padrona di casa frequentava da tempo.
E tutti ritenevano che il sesso fosse una cosa fantastica.

La cena, preparata da un cuoco parigino molto amato in città, era piuttosto ammiccante.
Nel menu trovavano posto ostriche importate e aragoste del Maine, cacciagione e cioccolato azteco…
I due camerieri, un ragazzo di chiare origini spagnole e una ragazza svedese e molto bionda, erano una delle sorprese che l’anfitriona teneva in serbo per i suoi ospiti.

Verso mezzanotte erano tutti sparsi per il salone con cognac e sigari, cullati da un sottofondo jazz.

A un cenno convenuto, la cameriera svedese molto bionda venne a inginocchiarsi ai piedi di Marquise e delicatamente le sfilò i sandali di velluto rosso.
Con molta dolcezza prese a massaggiarle i piedi mentre gli ospiti guardavano in silenzio.
Dopo qualche minuto la fanciulla iniziò a succhiare le dita dalle unghie scarlatte e fece scorrere la lingua lungo una caviglia, risalendo lentamente.
Sospirando Marquise si lasciò aprire le gambe e scivolò lungo il divano, verso le labbra semiaperte della ragazza.
Sentì le mani che le toglievano la biancheria e poi sfioravano per un attimo il clitoride gonfio.
Elke, questo il nome della ragazza, le passò la lingua lungo l’incavo del collo e poi scese a scoprirle un seno.
Mentre con una mano premeva ritmicamente contro il suo sesso bagnato, Elke le prese nella bocca calda un capezzolo e cominciò a succhiarlo.
La piacevole tortura si protrasse per qualche minuto, finché Elke si spostò e le infilò la testa fra le gambe.
Senza fretta cominciò a leccarle la zona dell’inguine e poi si aprì la via fino al clitoride.
Quando la ragazza iniziò a leccarla avanti e indietro, infilandole dentro la lingua e le dita, l’orgasmo esplose quasi istantaneamente.

Gli invitati avevano fino a quel momento assistito alla scena senza muoversi.
Quando Marquise urlò fu come se avesse spezzato un incantesimo.

Gli uomini e le donne presenti iniziarono a cercarsi.

Nel giro di pochi minuti gran parte dei vestiti giaceva sul pavimento e i giovani corpi nudi si confondevano su divani e tappeti.

Elke non si era tolta la divisa da camerierina se non per il fatto che aveva eliminato gli slip e adesso mostrava, sotto il corto gonnellino, il sesso ornato di una peluria biondissima.

Marquise guardò in direzione del cameriere latino.
Era appoggiato al pianoforte ed era ancora vestito ma l’erezione era visibile chiaramente sotto i pantaloni attillati.
Andò verso di lui e guardandolo fisso gli ordinò in spagnolo di togliersi i vestiti.
Quando fu nudo, Marquise si inginocchiò e per un minuto lo prese in bocca.
Poi si alzò, gli girò le spalle, si appoggiò con le mani al piano e nella sua lingua madre gli chiese di scoparla da dietro.
L’uomo entrò con un’unica spinta e lei si sentì riempire.
Lui l’afferrò per i fianchi e cominciò a fotterla energicamente.
Mentre l’eccitazione saliva lei lo investì con un torrente di volgarità iberiche, spingendolo ad affondare di più.
Mentre lui la scopava, Elke si avvicinò e cominciò a succhiarla di nuovo, sculacciandola e affondandole le unghie nelle natiche.
La stimolazione contemporanea fu troppo e Marquise venne nella bocca di Elke.
L’uomo però non le lasciava tregua e continuava ad affondare ancora e ancora, finché non sentì che stava per esplodere. Allora uscì da lei ansimando.
Marquise ed Elke si inginocchiarono e lo presero in bocca, intrecciando le lingue sull’asta bagnata.
Elke affondò un dito bagnato nell’ano dell’uomo; lui mugolò e smise di trattenere l’orgasmo.

Nella sala i rumori del sesso andavano crescendo.
Marquise vide una delle sue migliori amiche impalarsi sopra un ragazzo di colore che lei conosceva bene… sapeva cosa stava provando…
La osservò mentre lo cavalcava freneticamente e con le mani si allargava le natiche, vogliosa di essere ulteriormente riempita.
La cosa non sfuggì a uno degli ospiti, che si avvicinò e la prese da dietro, soddisfacendo così la muta richiesta di lei.

Marquise girò lo sguardo intorno.
Tutti gli ospiti erano piacevolmente intrattenuti.

La sua prima festa americana poteva dirsi un successo.

[racconto di Marchesa de Merteuil]

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set 11th, 2008 | Scritto da Kristalia | Categorie: In punta di penna

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