La spiaggia

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Racconto di Fabiola

Finalmente sola, su di una spiaggia deserta, una piccola insenatura incontaminata circondata e protetta da una fitta vegetazione.

Distendo il telo e inizio a svestirmi lentamente, guardandomi in giro. Non c’è traccia di altri esseri umani nei dintorni, nessuna voce a disturbare quella quiete naturale.

Rimasta in costume, mi allungo/sistemo sull’asciugamano e mi faccio cullare dal rumore delle onde del mare, mentre la mia mente divaga.

Mi tolgo il reggiseno del costume e mi distendo con gli occhi chiusi. Il sole bacia il mio corpo, lo accarezza, Ti immagino accanto a me, e pigramente inizio a sfiorare ogni centimetro della mia pelle, il seno, la pancia, l’ombelico, l’interno coscia.

Senza fretta la mia mano sinistra accarezza il seno, i capezzoli induriti, mentre la mia mano destra si introduce furtiva sotto i minuscoli slip e coccola la mia parte più intima, la sfiora con delicatezza, ne percepisce il calore, l’eccitazione, gli umori che si stanno formando.

Improvvisamente sento uno fruscio. Mi blocco, le mie mani rimangono come sospese, in aria, e volgo il mio sguardo verso l’origine del rumore. Tra le fronde di un albero intravedo un ragazzo che mi sta fissando. I suoi occhi mi catturano, sono magnetici, scuri, intriganti …

Di nuovo continuo il mio gioco, mentre i miei occhi si immergono dentro quelli dello sconosciuto. Decido che è uno spettacolo dedicato solo a lui. Percepisco eccitazione nell’aria, interesse, ma sento che non devo avere timore di niente. Rimarrà in disparte, ad osservare, a trarre piacere dalla situazione, da quello strano gioco.

Il mio ventre sussulta, si muove, il mio respiro si fa più corto, ma intenso. Decido di osare. Le mie dita affondano nel mio sesso, si bagnano, si muovono con decisione, sento una strana sensazione pervadere il mio corpo. Mentre lo accarezzo fisso lo sguardo sul fisico prestante dello sconosciuto, sulla sua espressione seria ma presa dalla situazione, sulla vena gonfia lungo il collo, e percepisco la sua eccitazione, il suo coinvolgimento, e immagino Te al suo posto, Ti sento accanto a me, su di me, dentro di me, Ti desidero, Ti voglio … desidero le tue dita intrecciate alle mie, che mi penetrano, che mi invadono, che mi ottenebrano la mente, e finalmente lo sento, sento il piacere che mi pervade tutta, che mi fa impazzire, la mia testa esplode.

Infine, spossata, mi dimentico dello sconosciuto, del mondo che mi circonda, rattristata soltanto che Tu non sia più accanto a me, e dolcemente mi abbandono tra le braccia di Morfeo, cullata dal rumore armonioso ed intenso delle onde del mare.

Racconto di Fabiola

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set 28th, 2009 | Scritto da Kristalia | Categorie: In punta di penna

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