Confessioni

Pomeriggio di fine estate. La mia casa milanese era illuminata dal sole ancora alto, l’umore non altrettanto.

L’attesa.
La solita attesa e le domande che fingo di non sentire. Insistono, ma mi occupo d’altro: mi preparo, come di consueto, nulla di straordinario. La mise è sempre nera, la mia lingerie è seducente, lo so, e l’atteggiamento che mi connota contribuisce ad accentuare il fascino che la mia persona emana.
Osservazioni e considerazioni condivise da tutti. Cosa mi procura ansia, allora?

Vivaddio, non si può piacere a tutti, magari!
Purtroppo, foss’anche una percentuale risibile dell’1%, è per me inquietante, perché non posso sapere se il prossimo apparterrà a questa fascia e io l’insuccesso lo soffro maledettamente.
Le mie insicurezze, mascherate da un’aurea tranquilla e carismatica che incute persino disagio, in realtà sono a fior di pelle. Ben pochi mi hanno vista tremare, ben pochi lo hanno notato. Ebbene sì, io tremo ad ogni nuovo incontro, sia esso professionale, che di puro diletto.
Tremo, ma la mia espressione è quasi eterea, insospettabile. Chi può accorgersene?
Lo dico io: poche, pochissime persone. Il mio sorriso quasi cordiale e un po’ malizioso, copre tutti i travagli dell’anima.

Eppure non mi arrendo: alla sicurezza che deriva dalle conferme degli affezionati e fidelizzati “amanti”, scelgo il nuovo.
Il mio difetto era di mettere in coda d’attesa chi già conoscevo, a favore dell’ignoto.
Adrenalina? Sfida?
Forse sfida o bisogno continuo di affondare… oppure ricerca di nuovi consensi… non lo so. Ma ogni nuova persona mi dava il senso della conquista. Terapia blanda atta a lenire antiche ferite. I soliti noti, appagavano questo mio bisogno, ma alla richiesta di reincontrarmi, rinviavo… la conferma già c’era. Avevo bisogno di altre e nuove vitamine per l’anima.

Quel giorno anche. Stesso umore, stesso tremore. Voci interiori tacitate o stordite da musica e preparativi. Poi, ancora forum, mail, brevi conversazioni a imbambolare la mia mente.

Il cellulare vibra, dall’altra parte, lo sconosciuto mi avvisa che è arrivato. Spengo il pc, mentre termino l’ultima sigaretta e spruzzo un po’ di “anti-tabacco” nell’ingresso.

Riprendo a tremare, sta salendo. Gli aprirò la porta e forse cederò sulle gambe tremanti o forse no.
Osserverò i suoi occhi, pochi secondi per leggere le sue emozioni… positive o negative. Un solo sguardo attento, il mio, quello sguardo che definirà l’esito della mia performance. Tutta la mia arte erotica racchiusa in una manciata di secondi: se saprà guardarmi comunicando il suo desiderio, la gioia di conoscere me, proprio me, addirittura l’entusiasmo, io potrò portarlo sulla luna. Perché così sono: se con gli occhi sa trasmettermi il suo ardore e la brama di toccare proprio me, io mi squaglierò e gli restituirò tutto ciò che mi ha dato soltanto con lo sguardo.
Si sprigionerà tutta la mia carica erotica con l’intensità che mi appartiene, o sarà semplicemente sesso. Sesso fatto bene, certamente, ma solo sesso.

Non è vero che l’ars amandi di un uomo è legata alla sua esperienza o capacità di stare con una donna. In verità, ben pochi uomini sanno amare eroticamente una donna, sanno penetrarle la mente.
Sono una continua metamorfosi; per alcuni, una macchina da guerra, l’icona del sesso, ma per altri, una sorpresa continua… Dipende da quei minuti iniziali.

Dallo spioncino lo vedo, è davanti alla porta, incrocio le dita e apro.

Sorrido, mi sorride, anzi, spalanca un sorriso come di sollievo. Sorridendo lo scruto, cerco in lui le risposte che io non posso darmi.
È un attimo, lui mi prende la mano, e baciandola mi dice “incantato!”
Il suo sguardo è eloquente, sono sollevata, chiuderò gli occhi e mi darò con tutte le mie energie. E non fingerò, perché io sono così. Per quello sguardo posso darmi fino a stremare di stanchezza, ma darmi con passione.

Gli offro una bevanda, conversiamo brevemente, i soliti discorsi del più e del meno, ma vedo che è fremente ed è giusto metterlo completamente a suo agio, così finiamo sulle lenzuola di seta blu.

Aveva per me una forma di adorazione. Qualcosa che superava l’ammirazione, l’attrazione sessuale.
Quella volta mi chiese di raddoppiare il tempo a disposizione, adeguando, sua sponte, il rate convenuto.
Così le volte successive: l’intera serata.

Durante ogni incontro, sapeva accarezzarmi con la sua lingua di velluto, con abnegazione, quasi venerandomi; ci avrebbe passato le ore sul mio corpo a baciarlo e con quale voluttà!
Per lui, l’ansia da prestazione non esisteva. Il suo piacere orgasmico era procrastinato. Voleva accarezzarmi e baciarmi, per inebriarsi e dissetarsi di me.

Oh, certo, tanti uomini lo fanno, ma ognuno ha il suo stile, tanto da poterlo riconoscere a occhi bendati.

passion1 Confessioni

Autorizzo il protagonista di questa storia – che mi legge costantemente – a proseguire nei modi e nei tempi che riterrà.
È un esperimento di scrittura a 4 mani. Come viene viene.

****

Aggiornamento: la seconda parte del racconto si trova nei commenti.

.

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lug 15th, 2009 | Scritto da Kristalia | Categorie: Sui tacchi a spillo

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18 Responses to “Confessioni”

Pagine: [2] 1 » Mostra tutto

  1. 18
    ben Says:

    il segreto di Kris è che… quando ti scopa la testa sei dentro di lei e lei dentro di te…e ti regala brividi speciali… e vorresti averla di più e ancora… e vorresti berla, dissetarti alla fonte del suo piacere, del tuo… forse. Se lei vorrà

  2. 17
    luc560111 Says:

    In aggiunta a quanto ho poco sopra scritto riprendo una piccola parte del mio primo post.

    “”Mi apre mi accoglie mi fa accomodare …… e …… mi sono sentito come trafiggere da un fulmine…. non mi interessava più nulla .. in quel momento il mondo…. l’universo era LEI !!
    Si lei !! Meglio di come l’avevo immaginata e sognata.
    Si lei !! Con quelle labbra ed ora anche con il suo volto
    Si lei !! Con quel corpo che non vedovo l’ora di assaporare
    Si lei !! Da adorare ……. Maledicendo quasi … lo scorrere inesorabile del tempo.”"

    Si !!! chi conosce Kris anche a diverso titolo può certamente confermare che LEI diventa L’UNIVERSO per il tempo che trascorri con lei.

  3. 16
    luc560111 Says:

    Mentre raggiungevo il luogo del nostro primo incontro l’unico pensiero era …immaginare il suo volto ! Le fotografie infatti lo velavano; anche se intuivi che comunque doveva essere un bel volto. In aggiunta poi, non ho mai provato l’ansia da prestazione…….. non mi è mai interessato…. non dovevo partecipare ad un concorso di durata e quant’altro (finirei tra gli ultimissimi) ! Le ansie sono invece sopraggiunte ……. poi..!! dopo averla conosciuta !!! Perché Kris ti affascina fin nei profondi ed imperscrutabili anditi del tuo animo. Vorresti rimanere sempre con lei !!! Il tempo che scorre diventa fonte di ansia e ti assale la tristezza del dover andare via….. se non altro perché devi andare a lavorare. E d’ altro canto ….. se Kris riesce ad affascinare con questi suoi scritti immagina cosa significa lo stare con lei. Non riesco a trovare le giuste parole……. ti basti il fatto che ciò che più mi turba è la tristezza quasi disperazione del non poter trascorrere la mia vita con lei…….

  4. 15
    ben Says:

    Se ancora potevo avere qualche dubbio… il passaggio sullo sguardo è qualcosa di illuminante, di speciale.. Ma ve la immaginate una escort che riflette: “Osserverò i suoi occhi, pochi secondi per leggere le sue emozioni”… E via con quel turbinio di pensieri, perchè dallo sguardo dipende se sarà solo sesso o se si sprigionerà tutta la sua arte erotica per portarlo… sulla luna… Fantastico, altro che escort, scusa Kris… Dall’inquietudine iniziale, l’attesa e l’insicurezza addirittura… quasi un’ansia da prestazione che invece dovrebbe cogliere l’uomo, no? Ma di fronte a una donna che ti prende così la testa, così speciale… certo che un uomo può avere una voglia matta di inebriarsi, di dissetarsi… e infatti l’incontro va oltre quello del puro rapporto, brutto dirlo ma all’inizio era così, donna-cliente…. e anche quel tocco finale di lei: “ogni uomo ha il suo stile, tanto da poterlo riconoscere a occhi bendati”… è delizioso.

  5. 14
    luc560111 Says:

    Non vorrei fosse una ovvietà, ma condivido pienamente e totalmente ogni singola frase nonché parola del commento di Kris. Personalmente la mia carica di erotismo è esattamente uguale sia che conosca una professionista sia che conosca mia moglie. Ed aggiungo che in entrambi i casi la mia carica si “svilisce” se non viene corrisposto questo atteggiamento sia, nella peggiore delle ipotesi per finta, nel caso a pagamento, sia per mancanza di volontà nell’altro caso.
    Riprendendo una frase riportata in un successivo post ” non per denaro lo fa ma per mio diletto” la modificherei anche in quest’altro modo “lo faccio per mio diletto” e per farlo sono disposto anche a pagarlo. E poi….. non si pagano fior di quattrini per avere qualche orologio o quadro o qualche altra cosa per la propria collezione ?
    Perché se questo lo faccio per soddisfare il mio erotismo non può essere libero e creativo ?
    …se devo svuotare il “sacco” cioè soddisfare l’esigenza spicciola dell’eiaculazione all’ora vada con una prostituta O.T.R ….. ma se invece voglio liberare e concretizzare il mio erotismo… questo non è possibile in o.t.r per tanti motivi tra cui il tempo e quant’altro.
    Tra le altre cose il soddisfacimento della carica di erotismo non necessariamente abbisogna dell’atto finale della penetrazione ed eiaculazione. Perché l’erotismo non è qualche cosa di meccanico ma in esso viene risvegliata la componente più intima e privata dell’uomo. Tant’è che coloro che subiscono la prostatectomia radicale e conseguentemente perdono la possibilità all’eiaculazione e parte anche della capacità erettile non perdono la carica erotica e trovano soddisfacimento comunque.
    Che cosa è comunque importante e ambivalente, devono tutti voler soddisfare la carica erotica. !
    Luc.

  6. 13
    UnUomo.InCammino Says:

    Sicuramente il rapporto erotico vincolato da transazione in denaro è una zona completamente sconosciuta per me.
    Attenzione, io non la giudico negativamente in assoluto – queste cazzate le lascio a moralisti, sempre mediocri, di varie sorti. Dico che per me è un rapporto troppo sbilanciato su questioni di potere-denaro (è un rapporto centrato su Manipura che, nel mio caso, non è un chakra “forte”:
    A me affascina pure, a volte penso che dovrei proprio varcarlo quel limite e andare con una escort, un’artista dell’eros a pagamento.
    Ma tutto ciò si scontra con il mio ego: perché cazzo dovrei pagare una per metterla al centro delle mie attenzioni e del mio piacere?
    Sarà la mia parte femminile che si gode parecchio attenzione e protagonismo?
    Insomma, non se ne fa nulla perché le osservazioni contro sono più forti di quelle a favore.
    Ho cercato di esplorare con la mia donna amata le frontiere del sesso a-morale, preferisco molto, rispetto al mio sistema valoriale i rapporti libertari, senza denaro e trasgressivi (nel senso più letterale del termine, almeno per me e lei) del sesso in numero maggiore a due e dello scambismo
    Quello mi attira molto di più, non per denaro lo fo ma per mio diletto e questo è per me molto erotizzante.
    Ci vuole molta intesa, convinzione, una base culturale, mente libertaria audace e voglia di evolvere trasgredendo, senso di complicità tra due amanti che vogliono esplorare e vivere quel mondo e ciò, nel caso di A-Woman e me, c’è stato a singhiozzo e solo in parte.
    Certo, c’è l’altro mondo del sesso mercenario, mi attira sì ma mi repelle anche.
    Sicuramente il denaro in mezzo costituisce una barriera, probabilmente rende più liberi da implicazioni di tipo sentimentale e il sesso meno legato può avere qualche chance in più di essere più libero, più arte per arte. Dipende molto dalle persone, penso.

  7. 12
    Bibi Says:

    Mmm insomma..
    A livello personale posso dire che invece esiste differenza tra “pagare” ed “amare”. Atleticamente o forse fisicamente no, ma mentalmente parecchia.
    Nell’incontro a pagamento potevo cercare moltissime cose, fantasie, giochi ect ect ma l’amore direi proprio che non lo cercavo proprio. Mai andato con occasionali o non professioniste, mai avute relazioni extra coniugali proprio perchè cercavo la “professionalità”.
    Ovvio che la “professionista” poteva giocare anche ad essere l’amore con la A maiuscola ma dipendeva se era quello il gioco che avevo intenzione di giocare.
    Esemplifico per far capire a tutti, anche quelli meno “esperti” del settore.
    Una delle cose più ambite nei rapporti a pagamento è il bacio. Deve essere coinvolgente, passionale ect ect deve far sembrare tutto vero. Io non ho mai baciato nessuna professionista proprio perchè ritengo sia una cosa privata.
    Forse sono anch’io un’eccezione….
    a.y.s. Bibi
    P.S. forse siamo d’accordo, non so.. idee forse un pò confuse ..sarà il caldo.

  8. 11
    Kristalia Says:

    Uomo, dipende con che occhi lo vedi. Se guardi in superficie, cioè cosi come si preferisce vedere, allora sì. Attenzione però, che la visione superficiale è sempre in agguato, basti pensare che in questo blog ho addirittura un box in bella vista, a ciò dedicato e alcuni non se ne sono ancora resi conto :-)

    Devo anche dire che quasi tutti gli uomini alle prese con i commenti nei vari blog, convengono con te… Poi però, resta emblematico il numero (stimato) di frequentatori… quantomeno stridente.

    Tu dici che “la creatività, la passione è semplicemente libera e creativa è incompatibile con il denaro e con le esigenze di mediazione e di negoziazone che esso comporta.”

    Dissento. Da ex credo di poterlo fare senza essere tacciata di strumentalizzazione. Cioè, non ho alcun interesse, adesso, a dichiarare cose non rispondenti al vero. Anzi, sarebbe interessante se confermassi la tua linea, perché è ciò che al pubblico piace sentire o leggere. E invece, cerco di mantenere l’obiettività sino in fondo.

    Se devo essere sincera, io ho conosciuto sia in ambiente “libero”, sia in ambiente professionale, gli uomini e ti dico che non cambiano. L’uomo, che paghi o che usi altri strumenti di conquista, mantiene la sua indole e la sua specificità erotica. Il suo “quoziente” passionale non può mutare, nemmeno volendo.
    Se non vale niente da pagante, non vale niente manco da “conquistatore”. E viceversa.
    Per cui, l’uomo non cambia approccio erotico in base al fatto che paghi o no.
    Questa è solo un’illusione, da parte di coloro i quali, non frequentando, liquidano “l’affaire” legato al puttanesimo, con la speranza che sia asettico o solo funzionale allo “svuotamento”, frutto di un bisogno impellente.

    Io non sono in grado di sapere come sia l’approccio con le stradali, e dunque, potrebbe anche accadere ciò che tu ipotizzi, e forse, in quei casi c’è l’impellenza.

    Viceversa, quando un uomo, cerca, guarda con attenzione le proposte in internet, legge il profilo della donna che lo ispira, contatta, telefona e ritelefona… cerca la magia, cerca qualcosa di più. Sai, non si diverte a buttare via svariate centinaia di euro per stare con una donna con la quale la creatività e la passionalità sono pari allo zero.
    Al contrario! Tant’è che in diversi casi ne restano delusi (i motivi possono essere diversi e non sono oggetto di questa disamina), ma spesso ne sono entusiasti.

    Anzi, ti dirò che spesso l’uomo paga proprio nella speranza di vivere il suo sogno (erotico), e spesso, lo realizza, e questo solo spiega perché molti diventano abituali. Con alcuni si crea persino una complicità data dall’affinità intellettuale-erotica.

    Per dirla più schiettamente: se leggi il racconto “Il bell’antonio”, scoprirai che lui è una delle tante “eccezioni” alla tua teoria.
    Altro esempio, il protagonista dell’ultima storia che ho narrato: “Incontrarsi” è arrivato a me da pagante… (l’ho raccontato nel post: “Seduzione”) Altra eccellente “eccezione”, come vedi.
    E per concludere, Luc o Luciano, tanto per citare alcuni nomi di questo blog, cioè, colui che ha proseguito il racconto che stiamo commentando, è un’altra “eccezione”.

    Potrei continuare, ma fidati, spesso trovano quello che cercano: creatività, libera espressione della passionalità, erotismo, sessualità. E lo dico sinceramente.

    Kristalia

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