puttane (e puttanieri)
Racconto di Duval
Esistono (a mio parere) tre tipi di puttane:
- puttana da strada
può anche lavorare in casa, ma è sotto protezione/costrizione di uno o più magnaccia; siamo nel campo della delinquenza, imposta e subita, dell’abbruttimento etico e comportamentale da entrambi i lati, dell’oscuramento delle coscienze; un campo minato dal quale non esito a stare lontano; in troppi ne dissertano, in pochi con cognizione. Ha mercato fra i puttanieri, appunto, da strada; una razza che non fa onore alla categoria.
- puttana libera
è la puttana standard, il target per eccellenza della maggior parte dei puttanieri. Ha scelto liberamente la “professione” anche se, non di rado, tacita la propria coscienza (non ho mai capito questa necessità!) con presunte costrizioni del fato maligno. Offre il più ampio spettro di scelta economica in base a presenza fisica, età, tipo e durata della prestazione, location ed altri parametri spacciati per lo più come “optional individuali differenzianti”. La maggior parte sa di barare su questi optional, alcune credono veramente di “essere diverse” al grido di “anche una puttana è una donna”. Appunto, dico io, e quale mai optional speciale può avere una qualsiasi donna, relativamente alla semplice pratica sessuale? Quasi tutte hanno due tette, naturali o siliconate, due grandi labbra, due piccole labbra, un clitoride, un orgasmo più o meno intenso, più o meno veloce, più o meno simulato.
In questa categoria si annidano le “alto bordo intellettuali”, le più insidiose; sono le più belle o che si credono tali, quindi le più care e, spesso, le più presuntuose. Provengono a volte da brevi momenti di professioni “da esposizione” (modelle, attricette, velinette …) e faticano a dimenticare qualche provvisorio successo nel “bel mondo”, attribuendolo con strenua volontà più al proprio “essere” che al proprio “apparire”.
Dicevo che sono le più insidiose, perchè? Qui entra in gioco, necessariamente, il fruitore del servizio, il puttaniere. D’altro canto: no puttaniere, no puttana.
Anche i puttanieri si dividono in tre categorie: lo svuotapalle, il sognatore e IL Puttaniere.
Allo svuotapalle poco interessa la controparte, se ha le palle colme non va tanto per il sottile; se è carina meglio, se è giovane meglio, ma va bene comunque, l’importante è che non chiacchieri troppo; lo svuotapalle è l’epigono dell’uomo Uomo, che usa la donna a fini sessuali, non prendendola più a bastonate ma dandole un osso per il servizio. Egli non ha tempo né voglia per cercarsi una donna “a gratis” (spendendo poi molto di più), ha cose più importanti da fare.
Io credo che questo tipo di puttaniere sia, in assoluto, colui che più potrebbe mettere in crisi la puttana, ridotta al ruolo di merce da acquistare per ricavarne un momentaneo piacere. Ed io temo che, alla fine, questo sia il tipo più diffuso di puttaniere, al di là delle dichiarazioni e dell’apparenza.
Molte puttane, avvertendo il pericolo per la propria autostima, tendono a rovesciare i termini della questione: “Se non ci fossi io saresti costretto a farti delle seghe, incapace di trovarti una donna ‘a gratis’, uso la mia figa per fotterti dei soldi, il gioco lo comando io”. Non v’è chi non veda quanto debole sia codesto assunto.
Poi c’è il puttaniere sognatore, il più delle volte inconsapevole. Sappiamo tutti di chi o di cosa si tratti. Su costui si abbatte l’insidia della “alto bordo intellettuale”. Essa difende sempre, ovunque e strenuamente, quasi mai richiesto, il valore della propria libera scelta e, come catarsi purificatrice, annuncia sempre ed ovunque la propria vittoria sul maschio pagante: “gli uomini sono tutti prevedibili, io so quando, come e cosa dire loro, a volte mi basta lo sguardo, a volte il moto delle labbra; io faccio loro credere ciò che vogliono credere e gli fotto i soldi, quando e quanto desidero”.
In alcune di esse si intravede quasi un moto di rivalsa e di rivincita universale contro l’intera storia maschilista. Io non conosco il puttaniere sognatore ma intuisco che grave potrebbe essere l’insidia portata ad alcuni di loro dalla “alto bordo intellettuale”.
- la Puttana
rara come tulipano nero, preziosa come acqua nel deserto, fresca come luna in cielo, calda come sole d’agosto.
La Puttana (p maiuscola) non ha target, non DEVE essere bella, non DEVE essere giovane, non DEVE fare il mestiere; deve ESSERE.
Per lei esiste IL Puttaniere (p maiuscola).
LA Puttana e IL Puttaniere non si descrivono, si “sentono”, per chi vi riesce.
[Duval]
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giu 15th, 2008 | Scritto da Duval | Categorie: In punta di penna


giugno 20th, 2010 at 22:47
Mi sfiori le labbra ed esci per andare a lavorare, rimango ancora un pò nel letto prima di iniziare la mattina, ho molte commissioni da sbrigare quella è l’ unica mattina libera della settimana…no, non ancora mi alzo tra poco.
Penso alla sera prima, abbiamo fatto l’ amore e come sempre hai goduto solo tu, fingo sempre l’orgasmo non so perchè eppure mi piace far l’amore ma non riesco a toccare il culmine sarà un mio limite. Mi piace fantasticare su quello che potrei provare ma che in realtà non provo, a pancia sotto mi solletico il pube, sento che ha voglia di godere…sfioro sulle mutandine sottili il clito che subito risponde facendomi muovere il bacino…ho qualcosa di strano stamattina…ho voglia di godere fino in fondo.
Penso ai video che tante volte mi hai chiesto di guardare con te…mi sono sempre rifiutata per vergogna, per timore di scoprire qualche mia reazione particolare, sono sola…posso osare se non mi piace lo tolgo. I titoli scorrono, immagini di coppie che scopano…le solite cose -penso- inizia la trama: una bella ragazza con curve abbondanti si masturba davanti all’uomo che in piedi la guarda, sembra le piaccia molto questa scena (penso che non mi toccherei mai davanti al mio uomo)…cambia scena lui adesso glielo infila in bocca senza delicatezza e lei lo succhia lo spinge giù fino in gola per poi risalire…abbasso il volume ma sento il respiro affannoso di lui…(gli piace anche davanti alle telecamere? boh…). Un’ altra scena sussegue, adesso lei è nella posizione classica con lui sopra che affonda il cazzo ripetutamente, il volto di lei mi stupisce, ho l’impressione che le piaccia veramente…inizia ad eccitarmi quella scena…intanto continuo a sfiorare leggermete la fessura che inizia a bagnarsi aumentando la libido. Cosa succede…è entrato un’ altro uomo nella stanza, lei adesso è sopra sta cavalcando il primo uomo, l’altro ha un’ asta fenomenale…lunga e rigida, non ho mai visto nulla di simile…si inginocchia leccandole il buco dietro lei sembra gradire, lo sento dai spasmi, dai respiri che ha…il primo si ferma dentro…oddio anche l’altro la sta penetrando da dietro…lo fa lentamente mentre il respiro di lei si fa sempre più eccitante ed eccitato…si muovono entrambi dentro che scena…mi accorgo di essere fradicia ma ho bisogno di essere penetrata da qualcosa…vado in cucina e vedo le banane, non so perchè ma ne prendo due…corro di nuovo in camera non voglio perdere nessuna scena. Mi spoglio completamente così i movimenti sono più liberi. Intanto la donna è sudata e e urla ma sono urla di piacere…allargo le gambe senza staccare gli occhi dalla TV, mi infilo la banana nella figa bagnata, subito la sento fredda ma muovendola su e giù si scalda velocemente…guardo ancora la ragazza che scatenata cavalca e si fa cavalcare dai due uomini senza sosta…dietro non l’ho mai preso ho paura del dolore ma sono sola se voglio provare…se mi fa male la tolgo: penso- Prendo quella che ho davanti, è bagnata e scivolosa l’appoggio vicino al buchino che si stringe e si allarga, sono troppo eccitata la infilo dentro un pezzo, la reazione è strana, sentro che davanti si bagna di più e devo muoverla dietro, mi sto eccitando molto…prendo l’altra banana e cerco di metterla davanti…non ci riesco mentre quella alla tv non ha fatto fatica…insisto finchè entra…sono piena ovunque, le muovo entrambe anche se la posizione è scomoda, sono concentrata sta per arrivare l’orgasmo…mi sposto leggermente sul fianco per far entrare meglio quella dietro e ti vedo………mi stai guardando stupito con occhi strani…tra il malizioso e lo stupito, non mi hai mai vista così…ti avvicini mentre velocemente sfilo i frutti dal mio sesso, ormai è tardi hai visto tutto, chissà da quanto tempo eri lì a guardare…rossa e confusa non mi esce una parola…nulla…ti guardo aspettandomi chissà quale reazione…invece ti siedi accanto e mi accarezzi il viso, mi baci dolcemente….sono confusa non so cosa fare, l’imbarazzo mi blocca…mi stendi e mi accarezzi la fessura, senti che è fradicia…non so cosa ti succede ma in un lampo ti spogli ce l’hai già duro, la TV continua le scene ma io sono rapita dai tuoi occhi…le tue carezze si fanno insistenti, mi tocchi anche dietro…cerco di fermarti ma sei deciso ad andare avanti…mi giri di schiena inginocchiata non oso dirti di no…lo metti davanti lo infili deciso quasi violentemente ma non sento dolore anzi, un piacere mi pervade ovunque ti muovi dentro e seguo il ritmo ansimando e sbattendo contro te, il tuo sesso mi prende e arriva a toccare un punto che fin’ora non avevo mai scoperto…mi piace, mi lascio andare completamente in quel vortice di piacere…ancora qualche colpo ed esci, lo appoggi dietro spingendo piano, mi irrigidisco ma solo per un momento…le mie natiche ti avvolgono tutto e pian piano entri ed esci…che sensazione stupenda…sto facendo ciò di cui mi sono privata da anni…ti aggrappi ai fianchi e spingi giù…un grido mi esce dalla bocca…questo scatena in te un possesso mai visto, spingi sempre più forte ansimando sulla schiena, entri ed esci senza lasciarmi spazio di sorta, i nostri respiri intensi ti eccitano, mi stai prendendo tutta senza vergogna nè remore, sono completamente nelle tue mani e come mi piace, anche tu sei preso da questo coinvolgimento inaspettato, mi stringi fortissimo le chiappe affondando l’asta in fondo, siamo un’ unica cosa, unico respiro e movimento, io seguo te tu segui me regalandomi sensazioni inimmaginabili…con la mano mi avvicino al clito, è gonfio sento che sta per esplodere…lo tocco senza ritegno e un’ orgasmo mi sconvolge i sensi, mi dimeno con te dentro mentre continui la folle corsa, non rallenti ma vai sempre più in fondo violentemente e l’orgasmo è infinito…senti battere le mie pareti contro le tue ti senti morire di piacere, la tua donna sta godendo dentro te….piano rallenti un pò fino ad uscire dal buchino…lo metti davanti il calore ti avvolge e scivoloso vai giù senza fatica…sento una cosa strana…mi piego per farti avvinghuare completamente dentro quasi entri anche con le palle talmente è forte la presa…stai arrivando anche tu sbattendomi come mai hai osato fare…ecco stai arrivando, lo sento dal respiro da come ti aggrappi per non perdere il ritmo…all’improvviso l’eccitazione mi fa impazzire, non mi rendo conto che sto urlando -ancora ancora- sei un cavallo impazzito affondi dentro me e il liquido caldo mi inonda la figa…lo spruzzo è talmente forte da contrarre le mie viscere e sconvolgente è l’orgasmo che mi violenta e sconquassa l’interno…stringo le mani sulle lenzuola sbatto la testa sul cuscino e urlo, sto godendo urlando e godendo coplo dopo colpo rallenti anche questa corsa dandomi tempo di riprendere respiro…ho la vista annebbiata mentre tu esci da dentro e ti stendi con lunghi sospiri, mi lascio andare sul leto tutta sudata e sconvolta…sento la tua voce che dice;-ho bucato ero tornato per prendere le chiavi della tua macchina-…mi giro, ti guardo e sorrido, so che è l’inizio di una nuova emozione per Noi.
settembre 13th, 2008 at 22:12
Fib … Allora al solito diciamo le stesse cose in modo diverso?
Uff … Io lapiderei i buonisti ad oltranza, i pacifisti pavidi, i moralisti amorali …
Ma sono pigra … Ed anche buona, pacifista ed amorale …
Quindi dopo l’autolapidazione mi stanco e me ne f … o!
Kisses …
Marina
settembre 13th, 2008 at 13:29
@ Bouche.
Non ho detto che odio il termine, ho detto che lo trovo volutamente dispregiativo e per questo non ne amo e non ne apprezzo l’uso.
E’ cosa diversa del ” pane al pane e vino al vino” è disprezzare la persona in quanto tale e questo non lo trovo ne giusto ne tanto meno corretto. A prescindere dal mestiere che questa o questo compie per vivere. Disprezzeresti forse un’ urologo ? eppure si occupa alla fine della stessa materia, “maneggia” quotidianamente gli stessi “attrezzi” compiendo operazioni che in un diverso contesto entrerebbero a pieno titolo nelle più crude perversioni, e lo fa per denaro, non certo per spirito caritatevole. Ed allora ? lapidiamo anche urologi, ginecologi e andrologi ? Perchè queste professioni sono “rispettabili” e quello della prostituta, meretrice, operatrice del supporto sessuale … no ?
Se poi, come dicevo, disponi di quella pietra .. bhe, scagliala, ma per quanto possa contare per te e per chiunque, non avrai ne la mia comprensione ne tanto meno la mia approvazione.
Diverso è il caso del’ “operatore ecologico”, dello “spazzino” o del “netturbino” termini sinonimi che indicano la medesima, indispensabile, professione.
Cordialità Bouche.
settembre 13th, 2008 at 05:00
Per Fib … Odi il termine puttana?
No, io credo che dare il giusto nome alle cose o ad atteggiamenti, o mestieri se vogliamo andare oltre, non sia offensivo.
Io se chiamo lo spazzino “operatore ecologico” mi sento idiota.
O se definisco un manicomio una “clinica per la salute e l’igiene mentale”, mi sento ipocrita.
Sai, a volte chi ti chiama “tesoro” trenta volte in un’ora di incontro ti insulta molto di più che se usasse epiteti forti, magari in un momento sfrenato.
Mah, forse un po’ di igiene mentale non guasterebbe al mio cervelletto. Magari un bidet all’emisfero sinistro, o uno shampoo alle sinapsi oramai croniche.
E un operatore ecologico in casa ora lo tratterei come un re, se faccesse il suo mestiere.
Con una puttana forse parlerei, scoprendo che usa l’italiano senza massacrarlo …
Scoprendo che di pietre non ne ha mai ricevute perchè nessuno ha mai sentito il desiderio di lapidarla.
Che lavoro fai?
La hostess in un centro massaggi … Ah la puttana …
E’ automatico, non offensivo.
Ma diamo a Cesare ciò che è di Cesare.
Sigle, epiteti eleganti, sinonimi fini, servono a poco.
Il rispetto è la base di tutto.
Puttane puttanieri, filistei e australopitechi.
Ma sì …
settembre 7th, 2008 at 13:55
Manca un paragrafo.
Quello delle mogli puttane, quelle che la danno via al solo scopo di fare un dispetto al proprio compagno, quelle che se la tiravano e che pretendevano dal compagno obiettivi irraggiungibili, quelle che cercano altri manici per dimostrare che loro Sono ed il compagno è sterco di struzzo, quante ce ne sono, un paio le ho incontrate, quelle che ti saltano addosso nei bagni dei supermercati, negli androni bui dei palazzi.
settembre 7th, 2008 at 13:38
Quanto detesto l’uso di quel temine, volutamente ed esageratamente dispregiativo. E’ qualcosa che non vorrei mai dover leggere e soprattutto sentir altrui pronunciare.
Ok, si vuol estrinsecare e definire il mestiere più antico del mondo, ma per quale ragione farlo in modo così sprezzante ? alla fine della fiera siamo tutti un po’ “puttane” l’operaio che vende il proprio lavoro, l’ insegnante che vende il proprio sapere, il prete che vende le sue convinzioni …
Usiamo dei sinonimi .. conviene a tutti.
Come diceva quello? “Chi è senza peccato scagli la prima pietra” …
settembre 7th, 2008 at 10:53
Sì, ricordo
ma sai anche che non l’ho scritto io quel pezzo… c’è pure il nome dell’autore in calce all’articolo 
e io per correttezza – che condivida o meno – non “ritocco” i pezzi: li riporto nella versione integrale, così come mi vengono consegnati.
Rispetto il copyright eheh.
settembre 7th, 2008 at 10:46
Mi ricordo di aver scritto un commento prima della rivoluzione del sito …
Avevo detto che avevi dimenticato una categoria di puttana.
LA NON PUTTANA.
Rispettabile, agli occhi del mondo, vende qualsiasi parte del corpo, interiora ed anima comprese, per piccolezze quali vendetta per uno sgarbo subito da una collega, ci si scopa il capo e la si sistema a dovere.
La non puttana non gode, non sa ammaliare, finge, è timida, velenosa, piena di invidia, falsamente bonaria.
No, non gode e non gioca, semplicemente la dà, per piccoli o medi tornaconti, e quasi sempre un uomo di fronte a due cosce aperte non si tira indietro.
La non puttana esiste anche tra le mercenarie, ed è quella che lo fa like a sex machine, senza un minimo di stile, sbuffando, arrogante. Ed è anche quella che quando la paghi fa la pudica, ma per cortesia ragazza non facciamoci ridere dietro, su …
La non puttana può essere anche quella che chiama le sue colleghe puttane ad oltranza, celandosi dietro ad un pudore e ad una modalità di incontrare “diversa”, che prevede conoscenza, tre o quattro uscite preventive. Happy hour, un cinemino perchè no? (Ma sei folle?) …
Perchè lei agli sconosciuti non la dà, neanche se la pagano, e bene.
La non puttana è la non donna.
E’ la miccia accesa vicino al tritolo
Terrificante. Pericolosa
Mai incontrata?
Io sì. Panico.
Dio me ne scampi e gamberi, oh signur d’amore accesso.
Bouche