I poliamori: come ti confeziono un servizio

Domenica 15 febbraio, verso le ore 23:30, su Raitre andrà in onda Tatami.
Tema della trasmissione: la “coppia swinger“.

Il 13 gennaio sono stata contattata via email:

Ciao Kristalia,
sono un giornalista di Raitre e ti scrivo perché sto lavorando a una puntata della nuova serie di TATAMI, trasmissione condotta da Camila Raznovich, che sarà dedicata al tema dei “poliamori“.

Vogliamo raccontare in particolare se e in che modo la nostra società si sta evolvendo verso forme di coppia e relazioni amorose capaci di aprirsi senza reticenze a rapporti – non solo fisici – superiori a due.

Credo che la tua esperienza possa essere un vero e proprio osservatorio in questo senso, per questo mi piacerebbe fare una chiacchierata in merito.

Ti anticipo alcune domande, per inquadrare un po’ la questione.

1) Vorrei capire infatti se, a tuo parere, è diffuso il fenomeno di mogli che consapevolmente e complicemente regalano al proprio marito una serata con un’accompagnatrice;
2) oppure se vi sono realmente uomini che passano delle serate “indipendenti” con un’accompagnatrice ma con il permesso della compagna/coniuge abituale;
3) Poi se ti è mai capitato di innamorarti di più persone contemporaneamente.

Di seguito i miei recapiti e se la cosa ti interessa ti contatterò io per telefono

Ho dato la mia disponibilità a collaborare via email escludendo qualsiasi forma di partecipazione in tv, con la precisazione che la mia testimonianza è limitata allo scambismo. Non ho esperienze dirette di poliamori.

«Non so bene come tu sia atterrato sul mio blog, ma sono contenta di poter contribuire alla “causa”.
Mi piace l’idea di dare alle persone – generalmente informate poco e sommariamente – un quadro più attendibile, diverso dai luoghi comuni.
Ti faccio un esempio: sulla prostituzione, nelle varie forme; così come per il fenomeno dello scambismo, o, in generale, delle trasgressioni sessuali, constato che non c’è chiarezza, nonostante fiumi di inchiostro spesi ad opera di giornalisti e addetti alle inchieste.
Ne conosco anche le ragioni, ma non è questo il tema per il quale mi hai contattata.
Orbene, tu mi anticipi delle domande che richiedono una ponderata risposta – che non si limita ad un semplice sì o no – oltreché una conoscenza diretta.
Ci sto!»

Ed ecco la sua risposta:

Sono contento che mi hai risposto perché con Tatami intendiamo proprio parlare di alcuni fenomeni in modo franco e senza pregiudizi, ma soprattutto offrendo spunti di riflessione ai nostri spettatori.
Se ti va prova a guardare le puntate delle precedenti stagioni sul nostro sito per avere un quadro completo del nostro stile www.tatami.rai.it

Va bene per l’intervista via mail, eventualmente passiamo al telefono in caso di ulteriori approfondimenti.

Visto che scrivi – e anche bene! – ti propongo un’intervista diversa dal solito schema domanda+risposta. Io elenco alcune tematiche che vorremmo approfondire e tu puoi scrivere quello che pensi e che la tua esperienza insegna.

1) il tema centrale della puntata è se è possibile vivere serenamente un’affettività (puramente sessuale e/o più complessivamente relazionale) che partendo da una coppia si estenda a un nucleo più ampio di persone. Ho trovato vari esempi di questo genere: http://www.polyamorysociety.org/ , oppure la storia di Mr. De Bruijn, primo “poligamo” olandese http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001033391 , per non parlare dei vari siti di swingers.
A questo proposito, mi viene in mente: le donne che vivono esperienze di scambismo in ville e club, oppure che regalano al proprio marito una serata con un’accompagnatrice (dimmi tu quale termine è preferibile) come arrivano a questo tipo di approccio; sono partecipi, motori delle fantasie, oppure più spesso schiacciate sui desideri di mariti desiderosi di “scoperte”?

2) Nel mondo dello scambismo e delle trasgressioni più varie ti è capitato di conoscere più spesso:
- persone mediamente represse che vivono morbosamente la sessualità come una rivincita o uno sfogo…
- oppure persone che non hanno bisogno di trasgredire perché hanno già mentalmente varcato alcune soglie e vivono il piacere come un’esperienza già data per “normale”?

3) a tuo parere il superamento consenziente della coppia è un fenomeno di nicchia destinato a restare tale – magari solo per una ristretta cerchia di persone colte e abbienti o “addentro alla materia” – oppure può essere un primo segno di un fenomeno più ampio di superamento di massa della coppia tradizionalmente intesa?

4) il mondo degli swingers italiani è simile a quello del resto d’Europa o degli Usa? Se vi sono differenze in cosa consistono?

5) Nella tua scrittura, nel tuo blog, è possibile rintracciare elementi di una corrispondenza amorosa multipla: ovvero tu per prima, come vivi la possibilità di rapporti multipli, sia sessuali sia “amorosi”? E in che modo sei arrivata alla tua attuale consapevolezza e posizione in merito?

6) Qui ti chiedo una cosa più delicata di cui possiamo discutere in tranquillità: hai amici/amiche che sarebbero disposti a venire in trasmissione per parlare di come vivono apertamente un rapporto di coppia allargato? e tu come vedresti una possibile partecipazione in cui raccontare non il tema “escort” ma quello polyamory/swinging?

Ti ringrazio in anticipo per la disponibilità e spero che questa discussione sia utile per trattare il tema in questione con uno stile diverso da quello approssimativo e pruriginoso dei colleghi di molti TG…
Aspetto tue,

(nome e cognome)
Redazione TATAMI – RAITRE

La mia risposta:

«Domande 1 – 2 – 3
Credo che le coppie scambiste, non si possano inquadrare in un solo tipo.
Sono differenti gli approcci a questo mondo, cosiddetto alternativo, e, comunque, non convenzionale.
Dipende essenzialmente dal background culturale e ambientale dei soggetti, oltreché dalla complicità che si instaura nel rapporto coniugale o di convivenza.
Tra le possibili motivazioni:
- la voglia di rinvigorire un rapporto non più sessualmente intrigante;
- la curiosità nei confronti di un mondo di cui si sente molto parlare. La voglia di sperimentare, anche se non è necessariamente dettata ad una fantasia oggettivata.
- la vera apertura mentale di entrambi, che porta all’esplorazione di una sessualità fantasticata e già consolidata.
- l’aspirazione di uno solo dei coniugi, che ha già sperimentato (o anche no) e vuole coinvolgere la compagna.
- coppie che scelgono insieme un percorso alternativo e stuzzicante, perché escludono il tradimento con tutte le implicazioni e conseguenze.
Il sabato sera, o altra sera della settimana, anziché andare al cinema o al pub, vanno in un elegante club (se optano per il locale di classe), magari anche solo per trovarsi con persone che hanno una visione del sesso non stereotipata e simile alla propria. Ambienti in cui non si sentono giudicati e men che meno perversi.
È  vero anche che ci sono donne che vanno per essere corteggiate apertamente, per il piacere di mostrarsi in abiti che né al cinema, né altrove indosserebbero… vanità! Di contro, gli uomini, appagati narcisisticamente, possono godere di avere accanto una donna desiderabile, pavoneggiandosi. Poi, tutto può evolvere… possono limitarsi a questo piacere, o scambiare partner.
Diciamo subito che internet ha contribuito alla diffusione e alla proliferazione del fenomeno, un tempo di nicchia.
Molta gente, per spirito di emulazione, o nella speranza di provare una trasgressione di cui sente tanto parlare, si è approcciata a questo mondo, attraverso i siti a ciò preposti. Ce ne sono un’infinità. Proprio in questi giorni ne è nato un altro.
Quindi, per sommi capi, dividiamo gli scambisti convinti, dai curiosi, anche se poi, spesso, convergono sulla stessa linea.

Non sono in grado di sapere con certezza se vi sia una spinta dell’uno, piuttosto che dell’altra. Però, quando uno dei partner accetta per “sfinimento”, si tradisce, e lascia, sia pur involontariamente, percepire il suo disagio. Sono coppie destinate a sfaldarsi, anche perché non riescono a trarre divertimento da tale esperienza.
Non mi è comunque capitato di conoscere coppie tese, sofferenti, o frustrate al punto da vivere morbosamente la sessualità come rivincita o sfogo. Anzi, le numerose coppie che ho conosciuto, sembrano aver addirittura consolidato il proprio menage familiare.
Forse lo sfogo si può rintracciare in qualche singolo, ma non ho, francamente, conferme per affermarlo.

Di club ve ne sono tantissimi in ogni città e ciascuno ha una caratteristica che lo differenzia dagli altri.
Ma va puntualizzato che in tutti sono presenti, in numero variabile, uomini soli che ambiscono a isolarsi con la coppia. Segno evidente che ci sono numerose coppie aperte, inclini al sesso di tipo orgiastico: la donna propensa a fare sesso con due o più uomini, presente il marito, spettatore o compartecipe.
Qui, potremmo invece chiederci come l’uomo vive la condivisione della propria donna, vedendola con diversi uomini contemporaneamente. Infatti, si pensa spesso che la donna subisca un po’ la pressione o la richiesta del marito nell’aderire a questa scelta. In realtà, ho visto anche donne ben più motivate e spinte dei coniugi. Peraltro, la scelta o il gradimento, è quasi sempre fatta dalla donna.
Non solo scambisti dunque.

Il club privè, non è riservato in via esclusiva alle coppie, anzi, i singoli, per molti locali, sono la linfa vitale per il sostegno e la copertura delle spese relative al locale, personale incluso.
Le ville private, al contrario, possono essere più selettive: non sempre l’invito è esteso anche ai singoli, e, comunque, viene inoltrato soltanto alle coppie di cui si conosce l’autenticità motivazionale.
Va detto comunque che ci sono diverse tipologie di locali… da quelli “carnai” a quelli eleganti. È la coppia, che decide quale è l’ambiente a lei più congeniale, con l’atmosfera ideale.  Club selezionati, dove trascorrere la serata, magari ascoltando buona musica se c’è il piano bar, e non obbligatoriamente arrivare ad un rapporto di scambio sessuale. A volte è l’ambiente, il clima a creare le condizioni per divertirsi.
A volte, magari da uno sguardo, un gesto malizioso, ci si ritrova sullo stesso letto, al di fuori di occhi indiscreti, chiusi a chiave in quattro in un’alcova… o magari – per gli esibizionisti – in un letto a vista. E qui succede che lo scambio possa essere soltanto un gioco di contatti, senza proseguimento. Oppure, e mi è successo più d’una volta, un desiderio femminile porta le due donne a sfiorarsi prima, toccarsi poi, ed esplorarsi fino a fare sesso fra loro, lasciando gli uomini un pochino da parte.

C’ è un corteggiamento, che può essere accettato o garbatamente rifiutato. Si è in un contesto che predispone a scioltezza di costumi sessuali, ma si ha comunque a che fare con persone e con le loro preferenze. Nulla è dato per scontato.
Mai dire mai, innanzitutto. E mai cercare di giudicare senza avere una diretta esperienza. Non è possibile, si rischiano cantonate o giudizi superficiali, in ogni caso, non confermabili.

Domanda 4)
Credo che il mondo degli swingers non diverga troppo da un Paese all’altro: le aspettative e le motivazioni sono pressoché le stesse. Cambiano, casomai, le ambientazioni, la struttura dei locali o, la selezione degli aderenti e i costi di tesseramento, ma non la sostanza e l’obiettivo.
E comunque, anche all’interno dello stesso Paese, in Italia, nella fattispecie, ci sono differenze strutturali da città a città. Ciò dipende sostanzialmente dall’impronta che i gestori vogliono dare.

Domanda 5)
a- la risposta è rintracciabile nell’esposizione che ho fatto.
b- Io ci sono arrivata su un certo pressing del mio partner, e per dimostrargli che non avevo queste inclinazioni o desideri. Ma devo ammettere, tuttavia, che l’esperienza positiva della prima sera, mi ha fatto gradualmente apprezzare l’ambiente, anche se prediligo stare al centro dell’attenzione di più uomini, con o senza la presenza femminile. Ma questa – come lo swinging del resto – è una condizione possibile anche al di fuori dei suddetti locali.

Domanda 6)
Ribadisco che io non posso apparire e, in questo periodo, non mi vengono in mente persone disponibili. Ne sono rammaricata. Forse un collegamento telefonico? Mah, se ne può parlare.

Nota: auspico non venga stravolto il senso delle risposte nel caso in cui si dovessero operare tagli dettati da esigenze di spazio televisivo. Nel qual caso, gradirei avere copia dei tagli eseguiti.»

In una email successiva, ho inviato un supplemento alle mie risposte:

«Caro Cataldo, ho deciso di integrare la risposta numero 5.

Come dicevo, il primo approccio al club, è avvenuto ad opera di un partner-amico speciale, di cui narro nel mio blog.
Superate le comprensibili riottosità, dettate essenzialmente dal fatto che non provavo una vera attrazione nei confronti di questo tipo di sessualità aperta, ho rotto gli indugi, lasciandomi condurre.
Ho realizzato solo dopo un paio di mesi di frequentazione che l’ambiente mi piaceva e mi faceva stare bene.
È chiaro che il primo impatto è stato sconfortante: mi sentivo come esposta al mercato, anche perché, proprio in quella villa, si conoscevano un po’ tutti e io rappresentavo, tutto considerato, una novità appetibile.  Soprattutto perché mi ponevo, e mi pongo tuttora, in modo piuttosto “distaccato”, in abito da sera… magari decisamente scollato, ma elegante e non diverso dai tanti che si possono vedere in alcune trasmissioni televisive.
Ammetto che anche a me piaceva essere ammirata da uomini e donne, per la mise e la classe che sprigionava la mia persona.

Quando, lasciati i bagordi, sono andata a vivere con il mio attuale compagno, ho scoperto che questo tipo di ambiente mi mancava, e con savoir faire, ho iniziato a stuzzicare la sua curiosità, parlandogli di questi locali, senza entrare nei particolari. Era d’estate, lui era libero da impegni di lavoro e spesso, durante la giornata, per giorni e giorni, tornava sull’argomento, incuriosito e sedotto. Tanto ne abbiamo parlato, sino a farmi proporre da lui, l’esperimento.
Non gli dissi direttamente che avevo già frequentato. Lasciai che a scoprirlo fosse lui con il tempo.

Andammo quindi insieme, mano nella mano, come due ragazzini un po’ imbranati, verso questa avventura, esplorando il nuovo mondo.
La prima sera fu di osservazione. Se ben ricordo, andammo all’Araba Fenice e lui ne ebbe una buona impressione.
Tornati a casa, facemmo l’amore in modo travolgente e appassionato.
Due sere dopo mi propose di tornare. Trovai il coraggio di proporgli la villa che avevo conosciuto un anno prima con l’altra persona.  Fortunatamente la direzione non associò la mia identità all’altra, e tutto filò liscio.

Timidi, anche io impacciata, perché in fondo, non ero così smaliziata e soprattutto perché – questo l’ho imparato successivamente – l’approccio cambia se cambia il partner.
Da quella seconda sera, iniziò per noi la vera avventura.

È nei club privè che ho imparato a godere del piacere di essere ammirata e corteggiata anche in presenza del mio compagno, senza provare imbarazzo.
E lui, forse per la prima volta, provava e riconosceva l’analogo piacere e l’orgoglio di avere una donna desiderabile e, implicitamente, aumentava la speranza che questo procurasse occasioni di scambio.
Ci piaceva, andavamo anche 3 sere alla settimana: si cenava ai bordi della piscina, a volte allo stesso tavolo con altra coppia. Si andava poi a bere qualcosa seduti al piano bar e poi tutto poteva succedere… se lo volevamo. Capitava anche di darci appuntamento per una data sera. Chi l’ha detto che nei club debba consumarsi subito?

Non sempre ero disponibile. Talvolta, mi piaceva semplicemente andarci, e trascorrere l’intera serata ad ascoltare musica o a ballare.

Il nostro approccio era di tipo non attivo: non eravamo mai noi ad agganciare gli altri. In fondo, vuoi per timidezza, o per poca disinvoltura, ma anche per il piacere d’essere corteggiati, lasciavamo agli altri la prima mossa e fra le tante coppie che mostravano interesse, potevamo scegliere quella che sembrava essere in sintonia con noi. Ma poi è solo una questione di pelle, perché, in effetti, non conoscendosi, ci si può sbagliare e restare delusi.

La cosa certa era che, ogni notte, al rientro a casa, generalmente verso le cinque, nonostante avessimo fatto sesso con la coppia di turno, facevamo l’amore, stavolta io e lui e appassionatamente.
Ci siamo resi conto che questo tipo di atmosfera, accendeva il nostro desiderio…»

La sua replica:

Ciao Kristalia,
ti ringrazio per le risposte: è stato un quadro davvero illuminante per addentrarsi meglio nel fenomeno. E anche il racconto del tuo coinvolgimento personale è affascinante e psicologicamente molto profondo.
Ti rassicuro sul fatto che laddove citassimo il testo faremmo riferimento al tuo blog e a te.
Ho sottoposto il tutto agli autori e ti faccio sapere nei prossimi giorni che aggiornamenti ci sono.
Ti anticipo già un’obiezione che mi muoveranno: noi a Tatami siamo soliti far raccontare di persona e in studio le esperienze vissute, è difficile anche che si realizzi un collegamento telefonico… tutt’al più si potrebbe fare un servizio in cui non si riprende il viso.
Immagino anche che  le esigenze di privacy in questo caso siano imprescindibili, quindi ti chiedo a tuo parere come potremmo muoverci in questo caso: ovvero se è assolutamente impossibile averti in studio e se per caso conosci persone che sarebbero disposte a fare in qualche modo “outing” e raccontare davanti alle telecamere esperienze di swinging e amori multipli.

Considerazioni finali:

il giornalista, ha chiarito soltanto dopo aver ricevuto la mia relazione, che la sua redazione “è solita far raccontare di persona e in studio le esperienze vissute”.
È stato molto attento a non precisarlo quando io – prima di accettare – ho posto la condizione. Quando, cioè, ho chiarito che la mia collaborazione sarebbe avvenuta solo via email.
Furbo, molto abile nell’acquisire il materiale necessario.
E c’è di più: pare sia un vizietto di Tatami operare in questo modo, perché una giornalista che conosco e stimo, e che in passato ha pubblicato una mia storia rispettando le mie condizioni, mi ha confermato che la suddetta redazione tende ad acquisire tutti gli elementi necessari alla realizzazione dei servizi, senza citare poi la fonte.

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feb 13th, 2009 | Scritto da Kristalia | Categorie: I comportamenti tribali

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4 Responses to “I poliamori: come ti confeziono un servizio”

  1. 4
    Kristalia Says:

    Antonio, ti chiedo scusa. Sono imperdonabile e non ho giustificazioni per il ritardo e mi auguro che tu non sia risentito con me.
    Non è facile rispondere alla tua domanda e io posso solo esprimere il mio parere. Credo che i club privè e – diciamolo pure – l’approccio con lo scambismo, possa essere intrigante per le coppie “solide”, non in crisi.
    Ti dico questo perché se non c’è una buona complicità e intesa, la coppia si sfalda. Per carità, questa potrebbe essere solo la goccia che fa traboccare il vaso. In tal caso, si può rischiare.
    Viceversa, se si sta tentando di ricucire il rapporto, il club non credo sia la strada da perseguire. Però, chi sono io per affermarlo?
    Quanto agli indirizzi nella provincia di Bari, prova qui: http://www.federsex.com/incontri/club-prive-club-privee/puglia_clubprive_prive_club_privee_club_privato_Bari_Brindisi_Foggia_Lecce_Taranto.htm

    Ti rinnovo le scuse e ti ringrazio.
    Kristalia

  2. 3
    antonio Says:

    Siamo una coppia un pò in crisi. I club privè potrebbero essere utili alla risoluzione della crisi? Dove possiamo trovare gli indirizzi dei club privè nella Provincia di Bari?
    Grazie

  3. 2
    Kristalia Says:

    Se il tema della trasmissione era il superamento della monogamia e l’affermazione di una rete di relazioni plurime, avrebbe dovuto essere trattato con maggior rigore e approfondimento.
    Una giovanissima e non ancora collaudatissima coppia che pratica lo scambismo, e la testimonianza della poliamorista Serena Anderlini D’Onofrio, non sono testimonianze esaustive, specie, se da contraltare ci sono teorici di opposto avviso, che hanno avuto un certo spazio nel programma.
    Che servizio è? Serve soltanto a dire: “noi sappiamo che esiste il fenomeno, perché noi siamo all’avanguardia, ma più di tanto, non siamo in grado di parlarne e non possiamo dirvi”.

  4. 1
    AWoman.AMan Says:

    Raro che in televisione e sui media italici ci sia giornalismo di qualità che tenta di descrivere la realtà come è, con un minimo di metodo di indagine scientifico, o solamente una delle mille cazzate tra il morale l’ideologico ed il sensazionalistico che forma il ciarpame che la televisione distribuisce 24h al giorno a piene mani.
    Di tanto in tanto si leggono, ad esempio, delle cose pseudo accademiche più o meno sconcertanti sullo scambismo, da esperti di sessuologia, esperti da_scrivania, che non sono mai entrati in un privé e pontificano reboantemente sul sesso oltre la coppia, come ben sai, Kristalia.
    Come e’ stata questa trasmissione? Hai visto il servizio, Kristalia? Come è andato? Non possiedo il televisore, così ho comunicato del servizio aprendo una discussione nel forum di LeClubPrive.net, viediamo se arrivano delle risposte da parte di iscritti che l’hanno visto.

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