Pelle di seta

Sinceramente non ricordo quando hanno cominciato a dirmelo.
Lo so praticamente da sempre e agli inizi mi stupivo anche un po’.

Quando poi hanno iniziato a dirmelo anche le donne ero ormai adulta e ho dedotto che evidentemente gli uomini non adulavano mentendo.

In effetti, la mia pelle è setosa, liscia liscia e carezzevole, così come l’odore che emana dicono essere inebriante.
Già a vent’anni mi dicevano che si sentiva dalla pelle la mia voglia di sesso. Che quando ne avevo voglia, mandavo come segnali animali. Io però ero riservata e scostante, e non mandavo messaggi subliminali…
però loro “sentivano”.

Gocce di sesso, il mio corpo liscio, morbido, armonioso, ma non secco e slanciato come una top model,
motivo, questo, che mi ha sempre fatta sentire un po’ meno bella delle mie coetanee.

Ora so che sbagliavo, e ho bruciato la mia giovinezza un po’ defilata, complessata e sofferente.
Non potevo sapere allora che proprio quel culo che io non amavo era in realtà il mio punto di forza, insieme a quella pelle da mangiare e a quell’odore che attirava tutti gli uomini adulti, ma troppo adulti per me.

Il seno. Anche il seno mi ha dato tanti pensieri: sempre lì a guardarlo a sperare che dimagrisse…
quella terza misura mi stava così scomoda per quegli anni
- anni in cui trionfavano le stampelle -
e non mi consolava affatto essere oggetto di attenzione di uomini “grandi”.

Erano i ragazzi giovani, i diciottenni che volevo e che mi ignoravano…

Il decolletè, quello sì, quello era indiscutibilmente bellissimo, le donne, le ragazze, le amiche tutte, me lo invidiavano.
Dicevano che avere delle belle tette è facile, ma avere una scollatura come la mia, era assai raro.
Effettivamente piaceva anche a me.

Su occhi, bocca carnosa ma ben disegnata e scollatura ci trovavamo d’accordo. Per il resto no.
Ho dovuto crescere molto per prendere atto che questo corpo che un tempo odiavo, era un corpo di femmina, che parlava di eros, nelle sue armonie, la sua pelle, l’odore, il seno, il culo sontuoso, a mandolino – dicevano (e io non lo volevo), da violare e da accarezzare.

Pelle di seta è dunque il soprannome che mi hanno affibbiato e che mi porto addosso ed è la spiegazione alla categoria così denominata.

Attenzione, questo post non è un elogio alle mie caratteristiche fisiche, ma l’antefatto, il preambolo che ha aiutato me a capire il perché di alcune scelte.
Cioè dal senso di inadeguatezza che provavo quando partecipavo alle feste adolescenziali, a situazioni di forte appeal.

Scrivere mi ha aiutata a capire, e ora che ho ancora qualcosa da aggiungere per completare il mosaico, sono pronta a dirlo al mondo.

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apr 30th, 2008 | Scritto da Kristalia | Categorie: Stralci

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