L’odore del sesso – I parte

I racconti erotici di Lady P.

La nostra complicità era nata sin dal primo incontro. L’avevo raggiunto, come convenuto, a casa sua, alle ventitré. Recarmi da uno sconosciuto, a quell’ora, in un quartiere poco raccomandabile, mi inquietava, ma fa parte dei rischi del mestiere che siamo chiamate ad affrontare.

Salita al quarto piano del palazzo, avevo trovato la porta socchiusa.
Lui comparve immediatamente e con affabilità, forse dovuta alle conversazioni telefoniche che avevano preceduto l’incontro, mi mise  a mio agio. Mi colpì subito il suo appartamento straordinariamente bello e curato nei particolari, che evidenziavano un gusto raffinato e ricercato.
Me lo fece visitare tutto, dicendomi: «potrai venire ogni volta che lo desideri, anche solo per chiacchierare, o rilassarti sul terrazzo (incantevole), o dentro la vasca idromassaggio, o perché ti va di cenare con me».
Niente era lasciato al caso, ogni particolare dell’appartamento svelava la sua personalità eclettica. Anche la scelta musicale era in perfetta sintonia e contribuiva armoniosamente a creare l’atmosfera giusta.

Ci accomodammo sul divano a conversare. In breve mi parlò di sé e parlando parlando, non ci accorgemmo che era passata l’una da un pezzo.
Solo allora si decise ad offrirmi qualcosa da bere ed io chiesi un caffè. Ma prima di andare in cucina a prepararlo, mi domandò quale fosse il mio rate. Accidenti, credevo di averglielo comunicato telefonicamente.
È sempre imbarazzante dirlo a posteriori, soprattutto se ci si rende conto che la persona è assolutamente intrigante.
Vista la mia esitazione, insistette e infine, non senza imbarazzo, gli accennai quella che è di norma la mia tariffa. Ma non mi fece proseguire, lasciò la stanza e tornò con un plichetto che mi consegnò.
Io, senza aprirlo, lo misi nella borsa, come d’abitudine, mentre lui, raggiunta la soglia della cucina, osservava i miei movimenti.
Sorpreso mi domandò perché avessi riposto il plico senza controllarne il contenuto e io candidamente gli risposi che non sono solita farlo, consapevole del rischio di trovare sgradite sorprese.
Colsi la sua delusione e quando mi disse che avrebbe gradito che l’aprissi, mi resi conto di aver fatto una gaffe. Immediatamente estrassi il plichetto e guardai: mi aveva consegnato il triplo del mio rate e voleva vedere la mia espressione.
Lo guardai obiettando, ma lui insistette dicendo che ne aveva veramente piacere e aggiunse: «guarda che sei libera di andare ora, se lo vuoi, non voglio assolutamente vincolarti. Per me è stato emozionante e piacevolissimo conoscerti. Quindi, dopo il caffè, scegli liberamente cosa fare, il sesso fine a se stesso non mi interessa. Spero solo di rivederti presto».

Non volevo correre il rischio di rovinare tutto e di deluderlo, ma, sinceramente, non aspettavo che il momento propizio per fare sesso. L’avevo desiderato sin dall’ingresso in casa sua.

Quando mi portò il caffè, gli chiesi di abbassare un po’ le luci per creare un’atmosfera più intima e quando si accomodò accanto a me, dolcemente mi sedetti sopra di lui per avvolgerlo in un caldo abbraccio.
Credo, dalle sue reazioni, che anche lui non aspettasse altro.

Ci ritrovammo velocemente avvinghiati e spogliati, forse erano le due e io d’improvviso gli dissi che volevo restare da lui tutta la notte.
La sua cerebralità, affine alla mia, mi coinvolgeva creando in me le condizioni di totale disponibilità e abbandono.
Passammo la notte alternando momenti di passione a momenti forti, in cui i ruoli si confondono e tutto diventa accessibile, senza vergogna, senza paura.

Non solo non gli negai nulla, ma accettai e condivisi esperienze che ad altri paganti non concedevo.
Lui, conscio di aver trovato una partner dalla disponibilità illimitata – se stimolata cerebralmente – voleva percorrere le vie dell’eros, senza limiti, anche rasentandone lo sconfinamento. Ed altrettanto chiara era la mia determinazione a cogliere il massimo, senza riserve.

L’aria della stanza era satura di sesso, l’odore dei nostri corpi eccitati era ovunque intorno a noi e contribuiva ad accrescere la nostra carica erotica istante dopo istante.
A tratti mi sentivo amata e presa appassionatamente, a tratti mi sentivo profanata. Dalla camera al bagno, che accoglieva una grande vasca idromassaggio… e viceversa…
Mi resi conto solo all’alba di averlo ripetutamente inondato del mio piacere.

Verso le sette ebbi i primi cenni di cedimento, ero esausta e non riuscivo più a tenere gli occhi aperti.
Quando se ne accorse si abbandonò ed in pochi attimi esplose in un meritato orgasmo (devo riconoscere che sapeva gestirselo bene e interrompere e variare gioco. Beh, un artista del sesso, sicuramente).

Ci incontrammo nuovamente dopo pochissimi giorni.

Si erano create le premesse per quello che fu poi il nostro quarto incontro.

Note: mi sono lasciata prendere la mano da questo racconto, che in realtà, è solo un preambolo al racconto che segue.

Continua…

[racconto inviato da Lady P.]

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mar 29th, 2009 | Scritto da Kristalia | Categorie: In punta di penna

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One Response to “L’odore del sesso – I parte”

  1. 1
    Tartaruga. Says:

    Chiaro e semplice, ti trasporta in maniera completa in questa vicenda avvincente.
    Tartaruga

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