Metto via
Mi hanno invitata, anzi, già faccio parte di comunità di scrittura di diversi generi.
Ce ne sono tante e non riesco a seguirle tutte, ma una mi incuriosisce perché tra le varie categorie, ne contempla una dedicata alla diaristica.
Non male, me la sono sfogliata, ho letto e penso che potrei pubblicare qualcosa. Però non so distinguere ciò che nel web è da considerarsi diario piuttosto che racconto. Non è sempre facile la distinzione, c’è un filo sottile che divide le lettere/racconto, dal diario.
L’idea del diario però non mi spiace se ripensato in modo tradizionale, come mai ho avuto in vita mia. Chissà perché.
E a ben pensarci, anche questo blog non è impostato come un vero e proprio diario, fatto di pensieri, istantanee, appunti disordinati. Potrei integrarlo, no?
Allora ritengo che posso scrivere a mo’ di diario in quelle pagine, ma posso farlo anche in questa, che è la mia home.
Caro diario,
Ieri sono cominciate le operazioni di smantellamento.
Ho deciso di togliere il blocco psicologico che ostacolava l’inizio dell’impacchettamento di tutto.
Mi pesava e mi pesa tuttora farlo, però devo pur cominciare se voglio traslocare entro la data stabilita.
Ora mi riposo un po’ ma non sono stanca, ho solo voglia di appuntare i miei pensieri.
Inscatolare i libri mi è costato, perché li vorrei sempre a disposizione e l’idea di sigillarli per diversi giorni, mi turba, ma me ne faccio una ragione.
Storia e poi ancora storia, ho una biblioteca storica. La amo forse ancor più di quanto abbia amato gli uomini.
Ma li ho amati? Al momento posso dire che uno o forse due, sì.
È poco? E chi stabilisce il senso della quantità? Non è forse la qualità delle storie che forgia un uomo/donna?
Libri sparsi per tutta la casa: Diritto, Economia, Codici civili, tributari, che noia. Anche questa scrivania è stracolma al punto da permettermi appena di vedere il monitor del pc.
Sono circondata, quasi avvolta dalla carta, sospetto che sia parte integrante della mia vita.
E poi filosofia, qualcosa di psicologia, sociologia.
Mio Dio, di quante cose mi sono occupata… e mi occupo ancora. Alterno istanze, stati passivi e relazioni a indicizzazioni e posizionamenti, a strategie di marketing e comunicazione, poi scrittura per il web, per magazine, e a tempo perso, curo i miei blog, che sono diversi.
E qualche avventato -uno – dice che non sono versatile
Alla faccia: ho cambiato
ra di cal men te vita almeno 4 volte con annessi e connessi… e sconnessi.
Pensa se lo fossi secondo la sua discutibile interpretazione che mai farei. Ah forse, mi manca l’infedeltà cronica. In questo la mia versatilità ha dei limiti, convengo. Touché.
Lettere, appunti, inviti, riconoscimenti, attestati… che me ne faccio?
Dvd, corsi, minimaster, Seo, Sem, che casino!
Cartelle, schizzi, telefoni. Di tutto.
Trovata Webcam ancora sigillata. Devo averla da qualche anno, ammazza quanto mi interessava usarla.
Sciascia, Pirandello, sono innamorata della Sicilia, terra che non mi appartiene, ma che sento forte come la sua storia.
Tedesco, coito interrotto.
Spagnolo, bella lingua. Belli gli spagnoli, nel senso umano ed erotico del termine, ma con i francesi mi sono trovata meglio.
Raffinato il loro erotismo, non da sottoscala.
Forget forgot… caffè. Voglio fare sesso. Non l’amore: sesso come si deve e basta. Ma non ho voglia di uscire, non ho voglia di incontrare nessuno. E allora autoerotismo? No. Stasera no. Sesso sesso sesso, punto.
Alzo lo sguardo e vedo negli scaffali, ancora liberi, altri libri: semiologia, comunicazione, marketing. Riabbasso gli occhi e una marea di fogli mobili, tutti scritti, dilaga. Parole che si susseguono senza soluzione di continuità.
Libri di inglese, to be or not to be. Devo inscatolare e basta.
Manca alla mia libreria la narrativa erotica, so di non esserne attratta. Strano per una che ne parla, ma di che parlo?
Racconto semplicemente una parte, se vogliano anche piccola, delle mie esperienze.
Manoscritti, bozze, mezzi racconti, coiti interrotti. C’è un romanzo che forse non terminerò. Perché nel work in progress, non riesco a delinearne la fine e i professionisti della scrittura dicono sia importante avere già il quadro complessivo della storia prima di iniziare a scrivere. Deciderò nella nuova casa, eventualmente. Magari lo butterò.
To be or not to be.
Non sto semplicemente imballando, con l’occasione sto riordinando ed è forse proprio questo che mi creava turbamento.
Ma ogni tanto è bene far piazza pulita.
Buttare, buttare pezzi di vita, e mentre strappi fogli, ricevute, biglietti aerei e ferroviari, la mente vaga.
Ogni pezzo un ricordo che affiora. Quanti viaggi, aveva ragione Emilio a dirmi che viaggiavo come una trottola, ero sempre in trasferta. Era una scelta.
La penisola me la sono fatta in lungo e in largo, ma raramente visitavo i luoghi dei miei soggiorni.
Visitavo gli umani. È un mezzo di conoscenza da non sottovalutare. Quanta umanità ho incontrato… toccato.
Belli e brutti. Nell’antica Grecia credevano che i brutti fuori avessero una brutta anima. Infatti, nell’Iliade, l’antieroe era rappresentato in modo orribile. Io non so cosa dire, non sono nessuno per poterne discettare.
Belli, brutti, senza lode e senza infamia. E quante brutte persone – brutte dentro – sono riuscita a dimenticare, come mi accingo a dimenticare questo.
Questione di tempo, ne passerà ancora, ma conosco la mia capacità di rimozione.
Macché, niente si rimuove del tutto, tutt’al più finisce in un angolo sperduto del cervello – è il massimo del capolavoro che possiamo fare – laddove i ricordi non sono facilmente accessibili se non con un impegnativo sforzo di memoria. E a volte non riaffiorano lo stesso. Benone!
Abbiamo un cervello efficiente, capace di lavorare per noi affinché le persone peggiori – quelle che non avresti voluto incontrare, quelle che sono uno scherzo della natura – vengano resettate come quando pigi il tasto canc.
Vibra il cellulare. La Ferrari è in garage, usa la Matiz… è più agibile. Le utilitarie sono alla portata di tutti, solo che tutti le vorrebbero snobbare, ma ripiegano per praticità. Il rapporto prezzo/prestazioni è conveniente.
Questa busta? 16.12.08 Milano Borromeo CMP. Come sarà finita in mezzo ai libri?
Grande e caro carissimo amico…
“Ciao Kris, quando me l’hai letta mi è molto piaciuta.
Poi ti ho chiesto di mandarmela e l’ho letta e riletta. Faccio spesso così: rileggere subito a volte mi fa trovare la logica di ciò che leggo ma ne perdo l’impressione.
Prima della tua ‘Paura’ ho sentito lo smarrimento, l’incertezza, la mancanza di un muro dietro il quale trovare una difesa.
Ecco forse ho trovato l’immagine: ti vedo dietro un muretto, bimba, accovacciata nella speranza che ??? passi e non ti trovi, non ti veda.
Ti vedo così.
Questo è ciò che mi hai trasmesso. Se per ‘bello’ intendi essere riuscita a trasmettere una sensazione, allora ci sei riuscita benissimo. È bello!
A quel tuo amico che ti dice di uscire, non saprei cosa dire… Anche se lo conosco… abbastanza bene, potrei dire che ciascuno segue la propria strada. Lui l’ha affrontata a modo suo, appunto uscendo. Ti racconto cosa è successo a lui…
“Un giorno ha aperto una porta dietro la quale credeva ci fosse tutto ciò per cui aveva vissuto. In fondo non si era mai accorto neppure che esistesse quella porta!
Aprì e al di là c’era solo dell’arido deserto.
[...]
Ciò che aveva trovato e costruito “dopo” era stato fatto con piena coscienza di ciò che faceva: non era frutto di abitudine, esperienza o educazione. Era frutto di passione, di ragionamento, di amore: era davvero Vita.
Ora io non so dirti se la mia esortazione sia giusta o meno. Non lo so perché la sua scelta fu istintuale: aveva perso tutto. Non aveva null’altro da perdere.
Siamo Esseri standardizzati ma quelle piccole differenze che ci caratterizzano impediscono fortunatamente di avere soluzioni che vadano bene per tutti.
In fondo questa è una grande fortuna!
Ci consente quell’individualità che ci rende unici!
Mio carissimo e fidato amico,
chissà se ti ho risposto, ma a voce sì, senz’altro. Ci accomunano alcuni passaggi della vita: le scelte frutto di passione e ragionamento e amore. Solo che io agivo non perché non avevo nulla da perdere, anzi, sapendo di poter perdere tutto. Questo è il passaggio che ci differenzia. Perché il mio male di vivere concepiva la vita come una scommessa. Testa o croce. Ma siccome ho agito con passione, ragionamento, amore, non ho rimpianti, perché so che in quel momento, in quelle circostanze, volevo così.
Tu mi vedi: “dietro un muretto, bimba, accovacciata nella speranza che ??? passi e non ti trovi, non ti veda”.
Cosa o chi sarà ??? non lo so, ma perché spero di non farmi trovare? Come è fatta la mia mente?
Ieri rileggevo la dualità dello spirito, che casino. E questo esistenzialismo mi tormenta. A cosa aspiro?
Sono un’artista della vita, una fantasista, ma edifico solo grandi ponti interiori, che poi non posso condividere facilmente, perché pochi hanno voglia di soffermarsi a riflettere. che io sia insieme dionisiaca e apollinea è evidente a molti, ma ignoro il peso dell’uno sull’altro.
La mia razional-passionalità, il mio essere razionale e irrazionale mi scombussola, ma soprattutto, il mio sapere di non sapere, la mia filosofia del dubbio, mi allontana dalla folla. Per questo ho scritto Paura e lo riscriverei oggi, e forse anche domani.
Intanto, m’è passata la voglia. No, c’è e forte, e tanta, ma non mi va di farlo. Stasera ha vinto la testa. Uff…
Meglio me.
La cosa positiva di questa operazione è che sto buttando sacchi di appunti, carta e cartaccia, e tanta altra roba. Grande pulizia, erano anni che accumulavo.
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mag 12th, 2010 | Scritto da Kristalia | Categorie: Scarabocchi


giugno 7th, 2010 at 04:06
Mi piace molto la tua scrittura.
Luigi
maggio 18th, 2010 at 00:57
Kris, quando scrivi così fai venire la pelle d’oca… continua a mettere via… continua a scrivere… a emozionare e emozionarti… continua a sguinzagliare i tuoi pensieri senza mettere ordine fra loro… stanno bene così, uno accanto all’altro, razionali e irrazionali, passionale e travolgente come l’onda che ogni giorno ti accompagna… quando metti via i tuoi brividi
maggio 16th, 2010 at 22:02
“Metter via”.. sarebbe bello ma chi ci riesce?
Per quanto metto via mi restano sempre cose, coriandoli di vita che ti fanno tornare indietro nel tempo.
Ci riproverò anch’io..
a.y.s. Bibi