L’impertinente
Racconti erotici
Stuzzicava, la ragazza, insistendo sulla sua totale disponibilità.
“Mi dia un’occasione, so adattarmi, so essere diligente, accomodante, servizievole e gratificante”.
Continuava a vomitare parole guardando dritto negli occhi la sua interlocutrice che silenziosa e implacabile la osservava scrutandone le intenzioni.
“Tutto quello che voglio è una possibilità. Posso fare di tutto e poi, se posso dire: il suo fascino mi ammalia, mi turba e vorrei far mia la sua elegante femminilità, ma decisa, quasi fredda, eppure sensuale”.
“Il suo modo di accavallare le gambe, lo stile, la classe con cui indossa qualsiasi capo. A lei non servono firme, perché è lei stessa a firmare ogni elemento che le sta addosso. Le movenze delle sue mani, l’eleganza del suo atteggiamento mai tirato, mai superbo. La naturalezza in ogni cosa che dice e che fa.
Una chance per poterla emulare, solo questo”.
Lungo silenzio.
La signora, con espressione ferma, la guardava senza proferire parola. Del resto, le aveva già tolto ogni illusione, troncando sul nascere le belle speranze dell’esuberante giovane.
Non amava trovarsi in condizioni di insistente adulazione. Sapeva evitarle e sapeva glissare con uno charme che nessuna scuola le aveva insegnato; e se ci si trovava, stava ad osservare senza compiacersene, la veridicità delle lusinghe.
Aveva un sesto senso piuttosto sviluppato, atto a preservarla dai tranelli delle facili parole. E poi, sapeva bene che chi troppo parla, poco “stringe”, poco crede in ciò che dice.
La verità è che le persone troppo espansive, prodighe di parole, quelle che parlano ancor prima di conoscere l’interlocutore, sono preda degli impulsi, degli istinti, che, il più delle volte, non corrispondono a reali intenzioni.
Le persone poco ponderate, cioè le persone passionali, non la convincevano, anzi. Preferiva personalità forti, attente, non vittime dell’esuberanza istintuale.
Lei, cerebrale, sapeva che le persone forti, sanno moderarsi e quando parlano e agiscono, lo fanno con cognizione di causa.
Le altre sono avventate, immature, entusiasmabili con nulla e con nulla si contraddicono.
Anche nell’erotismo le persone fredde sanno creare situazioni più variegate, stuzzicanti, invitanti. Le persone passionali spingono come animali e oltre questo non riescono a fare perché la creatività non attiene la sfera emotiva, ma quella del pensiero.
La creatività sta al pensiero, come la passionalità sta all’impulso.
E lei, questo lo aveva sempre percepito. Raramente si era trovata splendidamente con le persone passionali.
Più frequentemente, la sua eccitazione era provocata da partner cerebrali, come lei.
Ma come fermare quella piccola valanga di ragazza?
Come allontanarla senza deluderla o, peggio, ferirla?
Siamo alle solite, la naturale propensione a non ferire, la inducevano a spegnere sul nascere questi fuochi. Ma stavolta, forse per distrazione o forse per una scheggia impazzita, non aveva fermato la imprudente ragazza.
Ilaria è vicina, si accovaccia e guardandola negli occhi, le sfiora il ginocchio. Non saprà mai se un brivido ha attraversato anche solo per un momento la signora imperturbabile, che fredda e impassibile fissa la ragazza lasciandola fare.
La mano di Ilaria scorre lenta sulla coscia della bella e altera signora mentre scioglie la resistenza della gamba destra fino a quel momento accavallata sulla sinistra.
Si sposta al centro e avvicinando le sue labbra sfiora l’interno della coscia che sta accarezzando.
Resiste, la signora, quasi sfidando il coraggio della ragazza. Non vuole, eppure accetta la provocazione.
Dove vorrà arrivare? E cosa vorrà dimostrare, Ilaria?
Di certo sa, la signora, che quell’impavida ragazza non è all’altezza di un vero gioco erotico.
La signora sa captare alle prime battute. Basta il tono della voce, lo sguardo, se ci
arriva… un bacio.
Dal modo di baciare sa intuire il tasso di erotismo del/della partner.
Tutti fanno sesso, chi bene chi male, pochi hanno l’ars erotica.
Ma la ragazza è ardita, determinata. Vuole e si batte per avere, mentre le sussurra:
“voglio inglobarla, madame. Voglio bere la sua essenza per impossessarmene, per arricchirmi
della sua straordinaria femminilità e tutto il resto. La desidero perché voglio essere come lei.
Mi faccia attingere alla sua fonte, mi faccia felice”.
Una pazza! Che senso ha tutto questo ambaradan? Perché prestarsi a questo gioco insensato?
E perché dovrebbe assecondare questo capriccio?
Lei non amava gli ardori giovanili, non ne era mai stata attratta, anche perché spesso si
rivelano deludenti: tutta passione, istinto e l’istinto non è mai una buona guida per raggiungere le vette del piacere assoluto.
Con uno scatto forse spazientito o forse disincantato o annoiato, afferra il polso della ragazza e con un gesto le indica di alzarzi.
Con le mani sui fianchi la induce a sedersi sulla scrivania davanti a lei. Questa virata spiazza la ragazza convinta spavaldamente di condurre il gioco.
Ma ora è la signora a decidere. La fissa a lungo, mentre la giovane trattiene quasi il respiro. Poi abbassa lo sguardo, posa le mani sulle ginocchia della giovane divaricando le cosce e con un tocco maestro, ne percorre la lunghezza compiacendosi di sentire i brividi sulla sua pelle. Una scossa percorre la ragazza quando le mani sensuali della signora sfiorano il suo fiore fremente.
Vent’anni, un viso contornato da capelli neri e la fronte coperta da una frangetta dispettosa. La bocca carnosa e due occhietti vivaci e scuri fanno di lei una vera monella un po’ troppo sicura di sé. Ha ancora le mutandine addosso, bianche, vezzose, con il pizzetto che accentua la freschezza di quella rosa deliziosa dalla peluria folta e bruna, come i suoi occhi.
La fissa e accennando un breve sorriso, infila un dito per procurarle un altro brivido. La ragazza è pronta e fremente. Dalla maglietta sottile spuntano i capezzoli impertinenti che urlano di essere liberati… come avviene. I suoi piccoli e turgidi seni si offrono in pasto alla signora. Vogliono essere leccati, mangiati, torturati e la signora ci sa fare, sa come farla rabbrividire e scalpitare.
Un gesto secco, indica alla ragazza di sollevare le ginocchia per posare i piedi sulla scrivania, mantenendo le gambe allargate. Lo spettacolo che si offre è ora di un giovane corpo spalancato e offerto ai piaceri che la signora vorrà prendersi.
E’ facile adesso farsi largo tra le gambe aperte. La ragazza è lì, disponibile, in balìa dell’altera signora che, con la sua lingua vellutata la porta al limite dell’irresistibile… per poi fermarsi. Riprende a stuzzicare i piccoli e provocanti capezzoli, titillando sino a farla impazzire con un orgasmo che in questo modo non aveva ancora provato.
E’ così intenso da farla tremare visibilmente. Ma non è finita. La signora non intende, adesso, lasciare tregua all’impertinente ragazza.
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dic 16th, 2009 | Scritto da Kristalia | Categorie: Schiusa a chiave

dicembre 24th, 2009 at 21:21
“Una scossa percorre la ragazza quando le mani sensuali della signora sfiorano il suo fiore fremente”… eh sì quelle mani che sanno avvolgere riempire donare… mentre l’attesa e il desiderio crescono… quell’orgasmo che arriva dai capezzoli, che la fa tremare… è un’onda che travolge, quella è l’ars erotica…e riecco la signora, padrona del gioco…