Chi usa chi?

Da giorni volevo scrivere questo articolo, anche se non so quale possa essere l’utilità, considerato che le convinzioni sono difficilmente scardinabili.

Il giornalista attacca come di consueto, ma stavolta su un terreno scivoloso perché dimostra di salire su una barricata senza soffermarsi ad esaminare aspetti della vita reali, diffusi, molto diffusi, e, soprattutto, senza un’analisi approfondita.

Andiamo per ordine.
Tanto per cominciare, definisce le prostitute “donnine allegre”: termine ambiguo, ipocrita, odioso, volto esclusivamente a disprezzare, senza la minima cognizione. Allegre perché? Io non ne ho viste tante ridere, e poi perché dovrebbero? Perché si fanno carico di ascoltare gli sfoghi dei clienti, le macerie umane?

In seconda battuta, ironizza sulla mancata richiesta di dimissioni (del premier) da parte delle opposizioni: forse perché lo fanno anche loro? Forse perché sanno che oltre il 45% degli italiani sono “clienti”? Forse perché conoscono la realtà dei fatti? Forse perché hanno gli stessi scheletri nell’armadio?

Proseguendo, afferma che gli uomini come il presidente del consiglio, trattano le donne come fossero casse di birra. Ma siamo sicuri?
Siamo sicuri di voler credere a queste favole? Chi tratta cosa?
Sono i puttanieri ad usare le sex-worker o sono le professioniste a usare gli uomini?
Penso che gli uomini trattino le donne come casse di birra quando le seducono intortandole all’unico scopo di portarle a letto (o altrove) per farsi una scopata. In questo caso – e solo in questo caso – la donna è un buco! Un oggetto, perché è stata manipolata con la seduzione, con l’inganno.

Ma quando lei decide che per essere “toccata”, e per dare piacere agli uomini, non vuole più stare al suo gioco! Decide quindi di stabilire un prezzo alle di lui voglie (per usare una frase cara a De Andrè; e a questo proposito, faccio notare quanto siamo banali e ipocriti ogni volta che esaltiamo i suoi testi dimostrando di non averli capiti o, peggio, dimostrando che la coerenza non è una virtù umana)
perché ha deciso che nessun uomo merita di divertirsi sulla sua pelle, perché non intende più sentire parole d’amore e di menzogna.
Decide di stabilire il prezzo della sua disponibilità: meglio valorizzare che regalare.
Mi desideri? Bene, vediamo fino a che punto sei disposto ad arrivare per avermi. Tanto, il tuo è solo un momento ludico… e allora quantifica la tua voglia: paga!

Il discorso è crudo, ma il caro Travaglio ignora che molte delle professioniste che lui ama offendere, un tempo hanno amato e ci hanno creduto. Facile cercare la pagliuzza negli occhi altrui, vero?

Ma dicevamo, chi usa chi?
Prendiamo la donna dei calendari, la tanto derisa Carfagna ed analizziamo: oggi è ministro delle pari opportunità, ieri faceva non so cosa, si spogliava, cercava visibilità.
Oggi è ministra. Per quanti anni avrebbe potuto fare calendari in una società che sforna tutti i giorni nuovi “talenti”?
Si è sistemata nel mondo politico: soldoni e vitalizio assicurato. E sarebbe questa la gloria dell’imperatore? Chi ha usato chi?
Lui ha usato lei o lei ha usato lui? Chi ci ha guadagnato di più?

Siamo proprio certi che queste donne siano delle cretinette che non sanno far altro che aprire le gambe? Uhmmmmm, io non ne sarei tanto sicura.

Al diciassettesimo minuto, Travaglio dice che “Berlusconi è ricattabile!” Allora conferma: non è lui che usa, ma è usato. E’ vulnerabile, dice Travaglio…
E le chiami casse di birra? Sono queste le donne oggetto? Oppure è lui il flipper?
Suvvia, queste cose lasciale dire ad una moglie ferita, ma tu cadi su bucce di banane. Tu uomo e professionista oculato.

Coerenza!
Antonella, Patrizia e compagnia cantante, hanno parlato. Sono oggetti? Bamboline?
E ci proponete ancora il video “il corpo delle donne”?
Quello che invece io trovo squallido, è l’uso del ricatto. Sempre, qualunque sia la motivazione e chiunque sia il ricattato o ricattabile.

Un’altra cosa, prima di chiudere questa prima parte dell’intervento. Al nostro presidente piacciono le minorenni. Perbacco, ci sono minorenni che sembrano donne adulte: la D’Addario ha un fisico e un portamento che tutto diresti, fuorché ragazzina.

E… non ci sono più le minorenni di una volta.

Autorete?

Detto questo, quel signore oggetto di tante discussioni, non avrebbe nemmeno dovuto candidarsi nel ‘94. Chi lo ha permesso – la nostra flaccida classe politica – si è reso complice e noi raccogliamo i cocci.

Attenzione agli ultimi 5 minuti del video.

Fine prima parte.

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ago 26th, 2009 | Scritto da Kristalia | Categorie: I comportamenti tribali, Osservatorio

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3 Responses to “Chi usa chi?”

  1. 3
    Peven Says:

    una parola a descrivere il tuo testo: capzioso. anche barricadero, ma quello già si sapeva.
    se tu conoscessi bene travaglio sapresti che le sue locuzioni sono spesso a sfondo umoristico, appigliarsi con le unghie a una definizione da lui data, veramente laconica e insignificante nel contesto, significa avere la coda di paglia.

  2. 2
    TuttaFuffa Says:

    Scusa l’emoticons infilate per sbaglio, il “base”=”paese” (e pure la ripetizione!); mannaggia a me che non rileggo!

  3. 1
    TuttaFuffa Says:

    Giusto un paio di chiarimenti: a mio avviso le “casse di birra” sono una metafora per i viaggi organizzati verso la villa sarda, che contavano, sembrerebbe (anche dalle foto de El Pais), decine e decine di ragazze; inoltre sono le parole “utilizzatore finale” usate dall’avvocato del BigB ad evocare “cose” e non persone. Seconda cosa: la Daddario è quarantenne, il problema è legato a Noemi Letizia (minorenne nelle frequentazioni pre-compleanno) e, pare, di una sua amica (tal Roberta se non sbaglio) che la accompagnò alla famosa festa di capodanno 2008/9, compiendo i 18 anni il mese scorso. I problemi credo messi in evidenza sono altri e non certo legati alla professione delle “donnine allegre” ma dalla loro professionalità (vedi tuo altro post). In ì_^oltre le cariche pubbliche dovrebbero essere assegnate in base al merito e al bene che quella persona può fare per il base. In breve, se la nostra ministra fosse lì per l’uso dei suoi servizi tramite il suo corpo, non andrebbe male se questo facesse il bene del Paese. Se si portasse a letto la metà degli italiani che ancora non va con prostitute o negoziasse con i capi di stato di altre nazioni per far avere all’Italia dei grandi vantaggi, tecnicamente potremmo obiettare di meno (in fondo in Belgio c’è stata una deputata eletta col “un pompino per tutti”) ‘__^
    Poi tiriamo fuori l’abuso della cosa pubblica, i problemi di sicurezza nazionale, etc.

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