Cara amica, tu che mi adori, che dici che se tu fossi un uomo ti innamoreresti perdutamente di me, non sai che in me ti vedi perché anche tu sei come me. Magari con un approdo differente perché diversa è la mia esigenza di esplorare, anche a costo di naufragare.
Il naufragio mi consente di entrare negli abissi dell’anima e di guardarla anche con sgomento, perdendomi, ma lasciando il tempo necessario a orientarmi per capire quale strada devo prendere per risalire e ritoccare di nuovo terra, se terra cerco.
La verità è che non sempre cerco terra. Spesso ho bisogno dell’acqua (pulita o torbida) per nutrire la mia anima: per amare il mondo non posso che essere acqua e di acqua ho bisogno.
Ma, metafora a parte, sono acqua e come dici tu, non sono distratta rispetto alle cose materiali: sono oltre. Il mio pensiero, così come il mio sguardo, trapassa il tangibile, per puntare e penetrare ciò che cerco: la verità.
Chi mi ha “studiata” sostiene che non sono e non appartengo a questa terra perché non sono prendibile ed è forse per questo che non mi innamoro. Ma non è vero in assoluto, perché io mi innamoro sempre.
Mi innamoro delle avventura che la vita mi offre o che io abbraccio.
Non riesco ad innamorarmi degli uomini a causa dei loro limiti, ma ti assicuro che ho amato ogni cosa che ho voluto fare.
Ho amato intensamente, con slancio e passione, senza risparmiarmi… seguendo il mio temperamento: dalla testa al cuore.
E sai, forse anche il mio modo di fare sesso lo esprime… i legami, gli intrecci e gli allontanamenti
che creo involontariamente quando faccio l’amore, sanciscono la mia natura da possedere per il tempo che mi concedo, poco o tanto ma limitato. Poi mi allontano.
Allontano e riavvicino, poi respingo e mi faccio riprendere, ma sono gli ultimi attimi in cui mi si può possedere. Poi tutti fuori, fuori dalle mie carni.
Mi si può amare veramente se si capisce questo. Mi si può amare solo così.
Qui non è in discussione quanta parte di emotività e di razionalità ci sia in me, perché i miei emisferi cerebrali si intrecciano e tra loro e interagiscono.
Sono tanto razionale – anche troppo – così come sono tanto passionale.
Il gioco degli scambi avviene in me in modo naturale, per cui non prevale l’uno sull’altro.
Preferisco voltare l’angolo e vedere cosa c’è.
Quanto alla ricerca della verità, dico che andare oltre le cose, oltre le apparenze, è stato per me un processo fondamentale, non ho temuto di soffrire, perché per ambire alla libertà, bisogna percorrere le strade della verità.
Solo nella verità, dura, cruda e crudele, si è davvero liberi di scegliere. E quando raggiungi questa reale facoltà, hai conquistato tutto ciò che ti serve.
Certo è un viaggio che ti porta su strade impervie, piene di agguati, di tranelli, di trappole, ma con caparbia e fortuna, superati tutti gli ostacoli, tagli il traguardo di ogni tappa della vita.
Tappa dopo tappa, arriverò alla fine del mio cammino, sicuramente stanca, forse delusa, o magari più saggia, ma avrà avuto senso vivere, perbacco!
Per verità non si intende il contrario della menzogna.
Non si intende nemmeno la sincerità. Per Verità si intende: ciò che è.
Cercare la verità, in ogni anfratto dell’anima, della mente, del corpo. Nella gestualità, nelle espressioni, nelle parole, nei toni, nelle sfumature, nei silenzi.
E fuori di noi, in ogni angolo dove possa nascondersi, in posti impensabili, al di là di ogni prevedibilità, lontano dal sospetto, dalla rappresentazione.
Le maschere si annidano perfidamente e si ammatassano dentro il nostro cervello al punto da confonderci.
Cercare la verità comunque, a qualunque costo, anche il più doloroso, anche se ti piantano una coltellata al petto, anche a costo di morire, ma trovarla per vivere.
La sopravvivenza non mi affascina. Se queste sono le condizioni, declino.
La vita sì, quella mi seduce per il suo mistero, per l’imprevedibilità sottesa, per la mia predisposizione a sorprendermi.
Quante volte indossiamo l’armatura per andare a fare una guerra che non sentiamo nostra – non dico nel lavoro, giacché dobbiamo pur procacciarci il denaro per i nostri bisogni – con parenti, conoscenti, mezzi amici, mezzi amori per sentirci più integrati, più apprezzati?
E quante volte ce la facciamo mettere dagli altri (l’armatura e la maschera
), per rispondere meglio alle loro aspettative?
A volte l’ho fatto anche io, a volte.
E quante volte accettiamo di indossarla per comodità? Perché tutto sommato non ci sta così male addosso, magari ci rende persino più attraenti, interessanti e poi… il beneficio che procura, messo sul piatto della bilancia, è compatibile con le nostre aspettative: sentirsi amati, o, quanto meno, ottenere riconoscimento, affetto.
Ma sentirsi è una percezione: non è essere amati!
È comprensibile che l’armatura ci consente di fronteggiare il nemico, ci sta comoda, ci protegge, ci abbraccia persino, a volte.
È una scelta, una condizione: non voler approfondire, esplorare oltre ciò che ci viene rappresentato, perché la verità farebbe un male boia.
Ma allora, rinunciando a questa ricerca o simulando di farla – però in modo blando, tanto da ottenere le risposte che speriamo – rinunciamo anche alla libertà. La libertà di scegliere conoscendo la verità.
È un percorso pericoloso, che richiede talento o forse solo la capacità di affrontare il dolore che può squarciare.
Sono consapevole, tuttavia, che molte persone continuano a ignorare ciò che accade attorno a loro, preferendo accontentarsi – per il quieto vivere – di fermarsi alla superficie, a ciò che viene loro rappresentato, anche se in fondo in fondo, sanno che stanno vedendo/sentendo qualcosa che non corrisponde alla verità, ma è tanto comoda.
La verità, del resto, ha il grosso difetto di non farsi trovare facilmente; bisogna camminare e la strada è in salita, non sarà lei a cercare e trovare noi.
Sta a noi… andarla a cercare.
Ogni riferimento a fatti e persone, non è casuale.
Articoli correlati
- La scelta del tempo
Quando scrivo qualcosa, non preciso il periodo. Scrivere al presente, è una scelta stilistica, non temporale, né, ancor ... - Ma guarda un po’
Avevo in testa questo brano, così ho deciso di cercarlo su youtube per il piacere di riascoltarlo. Ma per trovare il vid... - La parola amore
“Come può usare la parola amore? Io la evito nel modo più assoluto.
Con lui e con altri non so cos’è l’amore, so cos’è... - C’è tempo
Rimembranze
«un tempo in cui mi vedrai accanto a te nuovamente, mano alla mano...»
Le ricordo. Parole ridondanti, st... - Assonanze
«Sono fortunata, evidentemente, è come se per lui fosse un mestiere; senza saperlo sa con esattezza che cosa deve fare, ... - Perdersi
È ora che te ne vai.
E ti lascio in quelle notti al buio ad aspettare
con le ginocchia in bocca in quel silenzio in... - Amarti m’affatica
http://www.youtube.com/watch?v=UX1YuUt8sOw&feature=related... - La parola
"Le parole ...
… Tutto quel che vuole, sissignore, ma sono le parole che cantano, che salgono e scendono…
Mi inchino d... - Ridefinizioni
La ragazza contestava un servizio del Tg:
"possibile che quando muore una persona tutti la ricordano come eccezionale... - The dark side of the moon
Sembra proprio appurato che la verità faccia male. La sua rivelazione è causa di feroci reazioni, abbassamento della raz... - Ora che sono pioggia
Ora che son pioggia e come il mare vado via,
che la lunga strada del tempo, io l'ho vissuta,
che ho accettato il p... - Le ombre della sera
«Sono fortunata, evidentemente, è come se per lui fosse un mestiere; senza saperlo sa con esattezza che cosa deve fare, ...