La spiaggia – II parte
I vostri racconti erotici
Qui la prima parte del racconto “La spiaggia”
VIBRAZIONI
Dune bianche coperte dalla vegetazione mediterranea. Dune carezzate dal vento e baciate dal sole.
Relax per fuggire dalla quotidianità.
Desiderio di libertà, di fondermi con la natura e volare nell’orizzonte limpido.
Immergermi nel connubio tra cielo e mare, unirmi e risalire, volare con i gabbiani. In questo luogo è rimasto il profumo della Tua presenza. Tutto parla di Te. Respiro la Tua essenza nella brezza marina che diffonde la fragranza speziata della vegetazione. Cullo il Tuo ricordo.
Avanzo sulla sommità delle dune della nostra spiaggia immensa e deserta. Rivedo il Tuo corpo nudo uscire dall’acqua, le mille perle che lo ricoprono.
Avanzi verso di me, il sole esalta la silouette fluttuante.
Sei vicina, lasci grondare i tuoi capelli sul mio corpo, le perle solcano la pelle tracciando una languida via verso il pube. Le raccolgo con la lingua, una per una, seguo la sua traccia e trovo la conchiglia fruttata cui attingo il piacere tremulo delle labbra congiunte. Insinuo la lingua con dolcezza, sento le Tue mani stringersi sui miei capelli, il Tuo respiro affannarsi, scivoli in ginocchio e ora le tue coppe mi offrono le fragole sporgenti e rigide. Le labbra, il bacio intenso, passionale, ci travolge. Mia nell’anima ancor prima che la pelle arda e ci consumi nel piacere.
Improvvisamente mi fermo, tolgo gli occhiali da sole. Un miraggio mi accoglie, o forse è realtà. Una ragazza è stesa sulla sabbia. Il corpo oliato, offerto ai raggi del sole, splende catturandomi. Le sue mani esplorano la propria pelle con la delicatezza di una farfalla. Mi ha visto, la guardo intensamente negli occhi. L’onda ci congiunge senza invadere.
Osservo le sue dita affusolate carezzare i capezzoli, scendere lentamente sul pube, inoltrarsi sotto gli slip. Mi guarda e attraverso il boxer vede la mia eccitazione incalzare. L’intesa celebrale ci conduce oltre la fisicità reclamata dai sensi. Disegno i movimenti che lei farebbe sul mio corpo e posso sentirne il contatto. Lei mi offre la sua rosa profanandola con le proprie dita, posso sentirmi entrare nei flussi caldi di donna, posso sentire il suo miele sulle labbra.
Mi pervade un brivido intenso, il mio corpo è proteso verso lei. Il suo sguardo si abbassa sulla mia virilità, passa la lingua sulle labbra, posso sentirle su di me. La complicità dello sguardo ci congiunge fino a farci roteare nel vortice del piacere.
Nell’attimo finale, le vibrazioni sono intense e si disperdono nella brezza marina, come i nostri sguardi immersi nell’orizzonte.
Chiude gli occhi immersa nel suo sogno. Mi chiedo se pure lei ha sentito dentro se il calore del suo lui, come io ho sentito perdermi dentro Te.
Racconto di Martin
Racconto “a quattro mani” iniziato da Fabiola
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nov 8th, 2009 | Scritto da Kristalia | Categorie: In punta di penna

