La serata con il gigolò continua

La stessa sera dopo una sosta al bar, abbiamo ripreso a “viandare” per il locale. Io e il gigolò.

Un giro in discoteca, una lunga parentesi al piano bar, un altro spuntino e qualche giro fra i salotti e salottini davanti alle camere del club. Gli avventori aumentavano.

Verso mezzanotte il locale era affollato e io sempre più confusa seguivo Luca mano nella mano, fiduciosa perché era un accompagnatore attento e sicuro di sé.

D’un tratto, mi fissa e mi dice: “Krì, scegline uno”.

Sorpresa e un po’ annebbiata provo a decodificare il senso della sua richiesta e realizzo che devo scegliere un uomo con cui fare sesso. Penso che abbia deciso di farmi fare il “salto”… con 2 uomini.

Confusa mi guardo intorno, non vedo, fatico a mettere a fuoco, ma poi riconosco un ragazzo che per tutta la serata mi aveva fissata languidamente, sperando in un contatto, un approccio, un aggancio anche solo di sguardi, che io avevo negato.

Senza pensarci troppo, gli dico: “quello”.

Luca si allontana pochi secondi, lo avvicina, gli dice qualcosa e poi mi conduce al primo piano, in una camera… Deduco gli abbia detto di salire con un amico, visto che non è salito da solo.

Ora siamo in 4… io, Luca e questi due sconosciuti. Palpitazione… tensione… io non dico una parola… Luca si allontana dicendo

Bene, ragazzi, io vado a prendere la biancheria pulita. Nel frattempo, voi mettetevi a vostro agio… torno subito.

Io lì, pietrificata, guardo l’uno e l’altro e spero restino fermi. Ma mentre uno mi si avvicina, indietreggio fino a toccare con le spalle la finestra e dico con un fil di voce

ehm, è la prima volta che mi trovo in una camera sola con 2 uomini… preferirei aspettare Luca

Silenzio… erano disarmati. Fortunatamente non erano aggressivi e sono rimasti lì, impalati ad attendere il rientro di Luca. Forse avranno pensato che ci stavamo prendendo gioco di loro, o forse no.

Al rientro, Luca scuote la testa. Capisce che io ero riuscita con il mio musetto e lo sguardo un po’ smarrito,  a bloccare i due baldi giovani. Dice qualcosa che non ricordo e mi scaraventa sul letto. Non brutalmente, ma in modo piuttosto determinato. Non ricordo bene i particolari, e dopo poco, si stacca da me invitando o incoraggiando con lo sguardo i ragazzi a “proseguire” ciò che lui aveva iniziato.

Luca che aveva promesso, garantito, giurato e spergiurato che mi avrebbe sempre tenuta sotto controllo, si era accostato alla finestra. Lì, in piedi, osservava o controllava che tutto filasse nel verso giusto. Per la verità, controllava anche che non ci fossero stranezze del tipo penetrazioni non protette, forse perché supponeva che io, inesperta, non me ne sarei accorta… e forse aveva ragione. Infatti, ad un certo punto, l’ho sentito redarguire uno dei ragazzi: “a no! senza non se ne parla!” E poiché, il ragazzo evidentemente ha giustificato che li aveva finiti, adirato replica

non venite in questi locali se non siete abbondantemente muniti. Ora andateveli a procurare, altrimenti la festa si conclude qui!

Non ci crederete, ma questa frase ha scatenato l’inferno.

Uno dei due si è precipitato giù dagli amici a farsi dare un bel po’ di materiale di consumo, informando, però, che “su, in quella stanza, c’era una situazione particolarmente intrigante”. A quanto pare, gli amici (ho saputo dopo che si trattava di un gruppo che aveva fatto la sua prima “spedizione” in un club) ci hanno raggiunti.

giochi erotici

Non ho mai saputo quanti fossero. Ricordo una folla, mani, turbinio attorno a me… e quel ragazzo, proprio quello che mi aveva puntata ore prima, non mollava. Veniva e ritornava, senza tregua, come avesse un auto-ricarica. Chissà quante volte è venuto. È uno dei pochi particolari che ricordo.

Per il resto, credo di aver fatto di tutto, tutto ciò che si aspettavano fra l’entusiasmo della “folla” e il mio stordimento.  Ero caduta in una stato di trance… e poi…

La tregua

Una voce, diversa dai suoni che avevo sentito fino a quel momento… una mano che mi accarezza, mi ridesta.  Mi sussurra: “che donna fantastica, facciamo un film insieme?” Apro gli occhi, mi accorgo di essere sul letto accanto a quest’uomo e una donna… nessun altro. Giro la testa all’indietro cercando Luca… non c’era. Mi sollevo preoccupata. Penso che mi abbia tradita, non ha tenuto fede alla sua promessa di sorvegliare… ma la donna intercettando le mie ansie, mi dice

si è assentato un momento. Stai tranquilla torna subito. È venuto a chiamarmi chiedendomi di venire qui a “badare” alla situazione e ad allontanare tutti, dato che sono ormai le 4,30. Ci sono io, non avere timori

Cioè, vuol dire che Luca si è fatto sostituire da un’amica per non lasciarmi sola? Ne ero contrariata.

A proposito, io sono Luisa

Luisa e Paul, l’artista… due futuri amici. Tutto quello che ricordo di quelle ore, è la conversazione con questi due, umanizzata dall’assenza della folla… tranne uno, il solito più intraprendente degli altri, tale Gaetano.

Luisa lo esorta a muoversi, a levare le tende ma lui temporeggia rivestendosi con calma e mi chiede per l’ennesima volta il numero di cellulare. Io frastornata ed esausta e non ho voglia di parlare. Gli faccio cenno di no, ma lui insiste. Luisa si spazientisce e lui esclama:

scusate se insisto, ma io sono sbalordito e sconvolto … in tutta la mia vita non mai incontrato una donna così, mai avuto esperienze simili

Mi volto, lo guardo e gli domando: “quanti anni hai?” Lui ingenuamente risponde: “23″.  Ributto giù la testa un po’ sgomenta e dico: “a 23 anni parli di tutta la tua vita… sai quante situazioni vedrai nei prossimi 20-30 anni?”

Hai ragione, ma ti prego, dammi il tuo numero, così potremo incontrarci tutte le volte che vogliamo

No Gaetano. Non ci saranno altre occasioni.

I 5 minuti di Luca erano diventati 20 o anche più. Luisa alla mia destra, mi accarezzava, e così faceva Paul alla mia sinistra. Perché li intenerivo così?

Ripensandoci, quelle carezze asciugavano le mie lacrime. È stata proprio Luisa a raccontarmi mesi dopo che quella notte piangendo le ho detto che il mio Joe mi aveva scaricata… e lei era rimasta colpita da questo mio sdoppiamento: fino a poco prima ero preda di tante mani, mentre ora stavo piangendo.

“Ne ho viste tante di situazioni, ma come stasera mai. Sei sconvolgente”.   E tuttavia, aveva ben capito che ero lacerata e che quell’orgia era stata tanto casuale, quanto una grande sbronza… avevo annegato nel sesso il mio dolore. E da allora, tante volte mi sono ubriacata… da astemia qual sono.

Il viaggio di ritorno

Luca, io sono delusa perché non sei stato di parola. Avevi promesso che non mi avresti tolto gli occhi di dosso e invece, quando io ho avuto bisogno non c’eri.

Quando? Quando hai avuto bisogno? Io sono stato sempre là. Mi sono allontanato un momento perché…

Tu non c’eri quando ti ho cercato. Io dopo tutto quel casino ho riaperto gli occhi quando quel tipo mi parlava di film… ti ho cercato perché intervenissi e tu non c’eri. Io so solo questo.

Krì, mi dice spazientito

io sono stato lì tutto il tempo, ma permetti che dopo 4 ore non ce la facevo più? Avevo bisogno anch’io… e sono andato da Silvia (?) . Ho chiamato Luisa che è un mastino – ma l’hai vista? – e le ho detto di venire in camera, mandare via tutti perché era quasi l’alba… L’ha fatto si o no?

E già – replico – io mi affido a te, e tu mi affidi ad un’altra… va bè, chiudiamo qui il discorso. Ma non so se potrò ancora fidarmi di te.

A casa

Krì, hai visto che hai combinato? Eri eccitantissima… sai quanti erano?

No, non lo voglio sapere e in fondo credo che neanche tu lo sappia con esattezza. Erano tanti, troppi…

Adesso basta sesso. Devo affogare nel sonno e dimenticare, forse… chissà

Non ti vedo… non vi vedo.

[Continua...]

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lug 12th, 2008 | Scritto da Kristalia | Categorie: Schiusa a chiave

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7 Responses to “La serata con il gigolò continua”

  1. 7
    Kristalia Says:

    Caro Leonardo, le tue parole mi hanno sinceramente toccata.
    La scena che hai rappresentato conferma che hai ben capito lo spirito del racconto.
    Sei un osservatore attento e sensibile e mi hai commossa descrivendo quel volo, dove l’anima si stacca dal corpo.
    Grazie di cuore,
    Kristalia

  2. 6
    Leonardo Says:

    Sei riuscita a trasportarmi in quella stanza ma in una forma molto particolare: io ero lì come fossi uno spirito e osservavo quello che facevi, ma in realtà vedevo la tua anima lacerata.
    E anche se tutto intorno l’ambiente era carico di erotismo e piacere intenso, il tuo corpo lo provava in maniera stordita, come se fosse ubriaco, ma il tuo essere no… era cupo e sofferente.
    E in mezzo a quella folla incredula ed entusiasta, vedevo le lacrime che solcavano il tuo volto…
    mentre anche tu ti trovavi sospesa in aria con me. E accarezzandoti ti sussurravo: lascia il corpo a loro, e resta con la tua anima quassù, accanto a me.
    Leonardo

  3. 5
    Desiderya Says:

    Mi hai fatto morire con questa avventura strepitosa. L’evidenza dei contrasti, il darsi e ritrarsi, donarsi totalmente nel corpo, procurando piaceri indicibili, ed allontanarsi con la mente.

    Desyderia

  4. 4
    blank Says:

    penso come Ero che hai un bellissimo stile narrativo, avvincente, con le giuste pause e anche io penso come lui che il racconto trasmette tensione e sofferenza.
    Te l’ho detto nell’altro post, non sono scelte consuete le tue di pagare prima una accompagnatrice, poi un gigolo per misurarti, non e’ una scelta da tutti, e’ difficile, tormentata.
    L’aggettivo di Ero, e’ appropriato: straordinario!!

  5. 3
    kristalia Says:

    @Ero, pressapoco è così.
    Grazie del contributo.

    @anonimo,
    che intendi dire?

  6. 2
    Ero Says:

    è avvincente, eccitante, eppure triste. tieni fino alla fine il fiato sospeso mentre fai salire l’attesa e l’eccitazione, ma nel contempo comunichi l’isolamento nel quale ti poni anche in mezzo a tanti.
    Straordinario!!
    Re Ero

  7. 1
    Anonimo Says:

    oasodsa

    azzo

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