La seduzione

Strategie di seduzione

Leggo questa intervista a Franco Trentalance - un pornodivo, da quanto apprendo - il quale ci parla delle sue strategie di seduzione.

Ne traggo alcune considerazioni, ma prima mi pongo due domande:

le strategie di seduzione sono un efficace strumento di conquista?

E cosa si intende per tecniche di seduzione?

La seduzione è un’arte raffinata, ma proprio per questo, è soggettiva. La fantasia ritengo sia più efficace di qualsiasi manuale. Tra l’altro c’è un proliferare di manuali su ogni aspetto che riguardi i rapporti umani, che mi sconcerta. Io sono sempre piuttosto refrattaria e confesso di non averne mai letti, poiché credo nella specificità delle persone: ognuno di noi è originale; non è, anche volendo, una copia esatta di un altro.

È  possibile spiegare le diverse fasi e i meccanismi della seduzione?
Certo, ma non esiste una formula unica.
Sedurre è un gioco divertente ma complicato, che a volte inebria e a volte delude.

Convengo con l’intervistato che per sedurre occorrano delle attenzioni: osservazione e rispetto dei tempi e delle fasi, ed è proprio su questo che scatta l’imprevedibilità delle reazioni del destinatario delle nostre attenzioni. Non tutte le donne (e neppure gli uomini) reagiscono come da manuale.
I complessi meccanismi della comunicazione verbale e non verbale, non sono facilmente decodificabili perché non sono univoci. Una qualsiasi sfumatura può far scattare l’entropia comunicativa, l’interruzione del flusso comunicativo.

I Segnali di “go e stop” variano da caso a caso. Ad esempio, si dice che mordicchiarsi le labbra sia un segnale di stop, ma non è vero nel mio caso: al contrario… è un gesto che faccio automaticamente, quando il mio seduttore – con una parola, una smorfia, uno sguardo - riesce a far leva su specifiche parti del mio corpo.  Stesso discorso per le gambe strette e piedi uniti, intercettate solitamente come segnale di rifiuto. E perbacco! Dipende dalla situazione in cui siamo. Io ho spesso mantenuto questa posizione pur sperando che il mio seduttore mi saltasse addosso… che significa? Bisogna anche circostanziare… e non trascurare la specificità di ognuno. Non credo alle tecniche di seduzione perché non esiste un “linguaggio” comune a tutti/tutte e le forzature (le tecniche apprese), proprio perché innaturali, ridicolizzano il seduttore.

E dalla lettura integrale della lunga intervista mi sento ora più comprensiva nei confronti di quegli uomini che hanno scelto di rinunciare a una tal impresa. Sedurre una donna, così come il pornodivo narra, è francamente impegnativo, soprattutto con la consapevolezza del rischio di mancare l’obiettivo.

Indubbiamente, ci sono uomini attratti dalla sfida, ma ci sono tanti altri uomini che, per ragioni diverse, hanno smesso di provarci. E fra questi prevalgono coloro che optano per la più rapida via del sesso a pagamento: “pago, consumo”. Non devono spiegare, interessare, intrigare, piacere… osservare, attendere, intuire i gusti di lei, i momenti giusti, i segnali… non devono dimostrare alcunché.
Pagano per consumare, pagano per andarsene.

Una commentatrice di questo blog, ha rimproverato alle mogli di essere poco disinvolte sessualmente, attribuendo implicitamente ad esse, la causa principale del successo del pay-sex.
Ma non è semplicemente questo. Casomai, è solo uno degli aspetti, che però tratterò in un articolo a parte.
In realtà, molti uomini sono scoraggiati in partenza dalla difficoltà di sedurre una donna. La donna per sua natura è complicata, grazie anche al fatto che va oltre il mero aspetto fisico dell’uomo. Più facilmente si lascia attrarre da altri aspetti: come si muove, come gesticola, come la guarda, come le parla, cosa dice, come lo dice, come ammicca… e via via altri fattori che variano da donna a donna.

Qualcun altro adduce che gli uomini ripiegano sul sesso a pagamento perché respinti dalle donne cosiddette libere. Anche questo è vero in parte: è un luogo comune immaginare il puttaniere brutto e, di conseguenza, normalmente scartato. Non è così, o meglio, non è il motivo principale: ci sono uomini assai interessanti, di bell’aspetto, alcuni attraenti e con tutte le carte in regola per sedurre una donna. È che non ne hanno più voglia o tempo o pazienza… o non si vogliono cimentare.

Del resto, le tecniche di seduzione per conquistare una donna sono obiettivamente impegnative. Ed è perciò più semplice lasciarci rassicurare da certezze di ruolo piuttosto che mettersi in gioco, soprattutto nel sesso. Mi riferisco a società complesse come la nostra, soggette ad una sovraesposizione mediatica del sesso, mica da ridere. Il sesso usato spesso allo scopo di vendere qualcosa, in forma diretta o indiretta. Penso alle veline d’ogni tempo e comunque, i richiami, i messaggi più o meno subliminali ci arrivano da ogni parte, a cominciare dalla pubblicità: si pensi alle auto, ai liquori, ai dessert… tutto evoca sensualità, erotismo e sesso.

Questo purtroppo crea un immaginario e una serie di luoghi comuni sessuali capaci di appiattire la “creatività” di persone ormai ”impigrite” o adagiate, le quali rispondono quasi immediatamente ai continui solleciti che agiscono sul sistema simpatico.

A questo aggiungiamo pure il fatto che molti uomini già impegnati, non vogliono imbarcarsi in situazioni che mettano a rischio il rapporto di coppia. E quegli altri che, pur liberi, non sono pronti ad intraprendere una relazione duratura.

Sì perché, parliamoci chiaro: la seduzione è una lama a doppio taglio, basata spesso sugli equivoci, ma che produce effetti non sempre desiderati. Da una parte stuzzica la vanità del seduttore – oltre che del sedotto – perché mette a prova il suo fascino; dall’altra però, la sorpresa è dietro l’angolo: la persona sedotta potrebbe anche infatuarsi e nutrire delle speranze che il seduttore non intende alimentare.

Ho certamente omesso molti aspetti, ma insomma… ne possiamo parlare, no?



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ott 8th, 2008 | Scritto da Kristalia | Categorie: Osservatorio

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