La regina della festa
L’invito è stato diramato,
Lei ha declinato,
ma enigmatica com’è
potrebbe, con un colpo a sorpresa, arrivare.
La stanno aspettando,
c’è chi dice che non verrà,
è raro che lo faccia.
Ma la regina è l’anima della festa,
in tanti le hanno telefonato per supplicarla.
Lei intanto nel suo camerino
si guarda nello specchio,
vede la profondità dell’oscurità
sa che è la sola a saper gestire il parco giochi,
sa che tutte le giostre in movimento devono avere
un coordinamento.
E lei è capace, lei ha talento.
Due gocce di morfina per addormentare il cuore,
due litri di valeriana per stordire la mente,
l’abito nero per avvolgere la sua pelle,
tacchi vertiginosi per traballare sul palco.
Entra trionfante e sorridente,
la sala è affollata,
lei tace e sorride
che altro potrebbe fare?
Lo scorge, è lui che l’aspettava
che le offre lo strumento per attivare la giostra.
Si accendono i riflettori…
Lei lentamente aziona il primo motore:
impugna il manico e con un colpo deciso fa girare la ruota.
La ruota della fortuna si ferma su una donna
che felice d’essere eletta si lascia condurre dalla regina
su un enorme letto del peccato.
Ancora un altro giro e la ruota
si ferma su un uomo straniero,
che fremente si lascia portare sullo stesso letto.
Tutti osservano impazienti e silenti,
non vogliono interrompere la magia che sta per iniziare,
vogliono vedere come lei saprà ubriacarsi fino a svenire
è questa la sua specialità.
La regina della festa
inizia a danzare con una sensualità sconvolgente,
ondeggia il suo corpo sulle note di una musica suadente.
Non deve spogliarsi, sotto il vestito non c’è niente
c’è solo il sogno dei presenti.
Solleva danzando sinuosamente l’abito sulle cosce fino all’inguine
e si avvicina al fortunato selezionato.
Danzando si china su di lui seduto sulla poltroncina,
gli abbassa, ondeggiando a tempo di musica, la lampo
e mentre continua a danzare si accovaccia fra le sue gambe.
Ora non danza più con le gambe e con i fianchi,
ora è la sua bocca a danzare per lui, per loro, per gli avidi spettatori.
Si chiude il cerchio attorno a lei.
A passo lento le si sono stretti attorno
per osservare e invidiare meglio il fortunato.
Fa caldo, le mani del primo cerchio sono sul suo corpo.
Si alza, si volta, li guarda ma i suoi sguardi non sono rivolti a loro,
il suo corpo è dissociato dall’anima, dai pensieri
e senza una parola si avvia,
tutti la seguono.
Ora, su un enorme letto è circondata,
toccata, baciata.
Chi la brama, chi ansima, chi scalcia
a strattoni si fanno largo quelli che stavano dietro.
Chi raggiungerà la prima fila, riscuoterà il premio, il sogno.
Per gli ultimi, forse non ci sarà occasione.
E così è!
Quando la regina sviene, si interrompe la corsa.
Si rianima, si alza e si allontana.
La seguono ancora, ma rispettosi della sua scelta
attendono gli eventi.
Lei prende la donna su cui la ruota aveva puntato,
la sfiora, l’accarezza, la bacia, la infiamma e infiamma il pubblico.
Ammicca al fortunato selezionato, invitandolo con un solo cenno a mangiare le delizie
della preda.
Ora i due si prendono e via via tutti i presenti, uomini e donne, si sciolgono
in amplessi insperati.
La regina adesso è libera. Sotto una doccia infinita, lascia scorrere l’acqua
che le rimuove le scorie dell’assurdo. Non accenna ad uscire, vuole morire sotto
quel getto potente d’acqua.
Ma prima o poi uscirà, si vestirà e lascerà il salone delle feste, dove tutti ormai
sanno camminare da soli.
I leprotti hanno bisogno di una regina per trovare il coraggio di fare ciò che sognano
ma non osano fare.
E lei è lì per questo, non ha un manager, non ha un padrone,
non ci guadagna un centesimo, è tutto gratis, offerta spontanea.
Lo fa perché sa che quello è il suo ruolo.
Perché quello è il suo linguaggio
perché quello è il modo di lasciare il segno
perché quello è il modo di farsi amare.
La regina si allontana, l’effetto della morfina e della valeriana, sta svanendo
e di corsa su un auto prima che sia troppo tardi, mentre nella sua testa risuona
l’invito:
“venghino, siori e siore, venghino, c’è da bere e da mangiare,
le giostre sono gratuite
potete partecipare, giocare e divertirvi a volontà.
Il parco divertimenti resterà aperto fino all’alba.”
La sirena di un’ambulanza la ridesta, il ritorno alla realtà
è quello che sa.
Si trascinerà verso il suo nido… dove potrà finalmente morire.
Tante volte toccherà ancora il fondo, tante volte sfiderà la morte
finché di colpo, si alzerà in volo,
lasciando di nuovo tutti col naso in su a guardarla andare via.
E andrà oltre, dove nessuno più la toccherà.
Questa è la regina della festa…
Regina della morte e della vita.
Articoli correlati
ott 1st, 2009 | Scritto da Kristalia | Categorie: Scarabocchi

febbraio 17th, 2010 at 21:28
“La regina della festa… che racconto, umano, triste…quanta tristezza in quella regina per un attimo di piacere… che tutti reclamano senza conoscerne il prezzo… il prezzo umano, una lacerazione dell’anima più che del corpo… Sono un estremo sostenitore del rapporto umano, ad ogni livello, che nasce prima dall’ anima, che dal corpo…..l’anima…o…la testa in senso di comprensione non solo viscerale….
[cut]
….quanti in quella festa avevano una sguardo per l’interiorità della regina?per la sua anima o testa … (scusami per il gioco ripetuto di parole)…. e il segreto è tutto lì… molto spesso il sesso annebbia anche la vista più acuta e tutto si riduce mestamente ad un movimento ginnico….un esercizio olimpico… e la regina alla fine resta sola …incompresa”.
Eccomi.
Ma, partendo dalla fine, devo dirti che la regina della festa resta sola per scelta, perché molti vorrebbero tenerle compagnia più a lungo, ma la sola via che lei vede è il ritiro con se stessa, proprio perché non crede possibile le si possa leggere dentro. E allora è lei stessa a chiudere quella porta.
Quanto alle tue considerazioni, non ho risposte certe, le mie sono solo ipotesi, anche se riguardano me, anzi, a maggior ragione.
Credo tu abbia voluto mettere l’accento sulla ludicità della cosa, ovvero, quella che può sembrare la superficialità delle persone che non riescono a vedere oltre.
Ok, ma in questo caso, e solo in questo, posso comprendere, perché vedi, chi si reca in quei luoghi o si accinge a vivere un momento di sano divertimento sessuale, non è tenuto ad esplorare l’animo umano se c’è una regina consenziente.
Si è là per divertirsi e se la protagonista è capace di creare questo clima, tanto meglio. Perché dovrebbero indagare? E poi, vuole, la regina, farsi indagare?
Io dico di no. Quello è un modo, il suo di quel momento, di esorcizzare altri mali. Ma gli spettatori non sono tenuti a condividere le disarmonie interiori della signora, al contrario non devono esserlo, e lei non lo vuole. Non in quella occasione e poi… non tutti, è chiaro.
Quindo la regina ha risolto e risposto alle sue domande, ha cessato. Ha intrapreso un’altra via, perché la regina ha imparato a cercare la terapia per curarsi da sola, per cui è passata dalla “terapia del dolore” alla terapia efficace. Cioè, quando il dolore era lenito dalla “morfina” metaforica, ha iniziato il percorso di guarigione.
Però devo dire che ancora troppi uomini si aspettano da lei le stesse cose, perché di lei ricordano il sogno, l’irripetibile, il ricordo indelebile. Ma è guarita e… panta rei.
A distanza di anni, ha deciso di scrivere delle pagine cercando di vedersi dall’esterno, ma non è qualcosa che vuole duplicare: tenta di raccontare la tortuosità della mente umana, in questo caso, la sua, per invitare, ancora una volta, a sospendere i giudizi, perché niente nella vita è assoluto.
Io, pochi anni prima, non avrei potuto prevedere quel tipo di percorso, mi sembrava distante da me anni luce.
febbraio 17th, 2010 at 20:55
Ciao NeroWolf, ben trovato!
Nevvero, Bibi?
È sempre un piacere leggerti… come ai vecchi tempi. Nulla sembra cambiato, eppure scopriamo che tutto muta, a cominciare da noi. Ma non muta il rispetto e la voglia di confrontarci, di comunicare, di approfondire. Quando le persone sono autentiche, scrivono quello che realmente sentono, non si nascondono, il piacere di sapere che non si sta bluffando, è grande.
Noi abbiamo un nick con il quale entriamo in contatto con il mondo, ma dietro al nick, vivaddio, ci siamo, siamo veri e uguali a ciò che rappresentiamo nel virtuale.
Sono anni che ormai giriamo nei forum, nei siti… si può dire a ragion veduta che siamo navigati
Di te (virtuale) ricordo un particolare: tu mi conoscevi, ma ignoravi la mia presenza nel web e ignoravi la mia identità virtuale, tuttavia, sempre animato dalla volontà di esplorare un po’ di più l’animo umano, hai associato quel famoso nickname che catalizzava e infiammava migliaia di lettori, a me. Data la mia ostinata volontà di non svelarmi, ho glissato la tua domanda, ma alla telefonata successiva, l’ho poi ammesso pregandoti di non svelarlo ad altri.
MI sono sempre chiesta come tu possa aver abbinato quel nick a me, se in fondo, quando ci incontravamo, non dialogavamo delle stesse cose di cui si parlava in quel forum. Si parlava d’ogni cosa, ma mai di quei temi. Ecco, rimasi colpita dalla tua particolare attenzione, segno che cercavi di leggere “dentro”.
Poi, per carità, io sono riconoscibile ovunque nel virtuale. Ho giocato e tu lo sai, ma le persone che leggono e leggono veramente, mi hanno sempre riconosciuta (come penna del web). Questione di personalità? Credo di sì.
E’ bello ritrovarsi, non stiamo riproducendo qualcosa di enorme come quel contenitore che un tempo ho attaccato proprio qui, su questo blog. E nemmeno vogliamo perché abbiamo bisogno d’altro, di più forse, di diverso comunque.
A questo punto, però, se vogliamo dialogare, noi animali da forum (e non da quelli che toccano in superficie i temi tanto per far un po’ di vetrina), dobbiamo passare ad una piattaforma che ce lo consenta, in modo totalmente libero, senza censure. E’ pronto da tempo, solo che la mia pigrizia mi ha impedito di riportarne il link sul blog.
Ho letto con attenzione il tuo commento e ti rispondo…
anzi no, lo faccio in un commento a parte, perché questo è già abbastanza lungo.
febbraio 16th, 2010 at 20:45
la regina della festa… che racconto, umano, triste…quanta tristezza in quella regina per un attimo di piacere… che tutti reclamano senza conoscerne il prezzo… il prezzo umano, una lacerazione dell’anima più che del corpo…
sono un estremo sostenitore del rapporto umano, ad ogni livello, che nasce prima dall’ anima, che dal corpo…..l’anima…o…la testa in senso di comprensione non solo viscerale….
…la testa è una gran cosa…… e lei lo guardò….(mi viene in mente) … e ad un tratto capì che non si era mai chiesta se era bello, sapeva solo che lui c’era con tutto se stesso, ogni volta che lei lo aveva cercato…e capì cosa volesse dire amare, non bello non brutto, il ricordo del suo volto non avrebbe potuto sbiadire col tempo…perchè non aveva importanza….rapporto completo con la testa….quanti in quella festa avevano una sguardo per l’interiorità della regina?per la sua anima o testa … (scusami per il gioco ripetuto di parole)…. e il segreto è tutto lì… molto spesso il sesso annebbia anche la vista più acuta e tutto si riduce mestamente ad un movimento ginnico….un esercizio olimpico… e la regina alla fine resta sola …incompresa. un bacio sul cuore con l’intento di scaldarti l’anima in questa gelida umida serata d’inverno. con affetto nero wolf.
ottobre 2nd, 2009 at 15:40
Regina della festa…. si forse, ma solo per fare sognare gli altri, per cercare comprensione da chi in realtà vede soltanto la patina esteriore, la Femminilità e la Passione che emergono, la straordinaria carica sessuale, il corpo, la Cosa, l’ Oggetto, con il tentativo di annientarsi nell’appagamento puramente fisico e negli sguardi ammirati e calamitati dei presenti…
pochi hanno veramente la possibilità e la fortuna di conoscere ciò che provi a tenere nascosto, custodito, ciò che la tua voce sensuale e la tua mente trasmettono…
hai bisogno di essere amata e accettata per quello che veramente sei, Kris,, una straordinaria donna, intelligente, riflessiva, carismatica ed indubbiamente con una forte carica erotica, ma non solo…
Spero che questi momenti del passato ti aiutino ad evitarlo di nuovo e a giocare di più con te stessa, a partecipare con la mente e il cuore a ciò che fai, perchè vale la pena di conoscerti completamente, sotto i punti di vista più intimi e personali, ma soltanto se chi lo fa lo sa apprezzare realmente, e non ti Usa per una propria soddisfazione personale…
E’ vero, noi donne spesso cerchiamo continuamente l’ammirazione e la soddisfazione negli occhi degli altri, perchè forse erroneamente così pensiamo di ricevere anche amore, ma non lasciarti più usare Kris se puoi… e non Regina della Festa di comparse provvisorie e senza anima…
un abbraccio, con affetto sincero…
ottobre 2nd, 2009 at 00:35
La regina del piacere, del desiderio, della sensualità… una sirena incantatrice con i suoi occhi, le sue mosse, il suo modo di camminare, il suo passo di danza, le sue mani, la sua voce,…una femmina che odora di sesso e che calamita lo sguardo e i desideri di chi la circonda… E’ lei… Ma il racconto stavolta è molto amaro… Sì c’è anche l’ironia, la sensualità, come può mancare quella… e si respira tanto il profumo di femmina, di Kris ma… Ecco l’amarezza: perchè la regina non parla tanto di sè, ma degli altri che le stanno intorno: lei ha il suo linguaggio, quello è il suo linguaggio e lei sa darsi tutta, ma gli altri… “Ma prima o poi uscirà, si vestirà e lascerà il salone delle feste, dove tutti ormai sanno camminare da soli. I leprotti hanno bisogno di una regina per trovare il coraggio di fare ciò che sognano ma non osano fare”. Loro si ostinano a non capire che la regina è una testa e non solo carne… per una festa, per la giostra che si accende… E quella testa rischiano di perderla, se non la vogliono capire davvero…Ma questa regina deve ritrovare il sorriso, nei suoi occhi dorati…