Internet e sesso
Il sesso tira sempre: morbosa curiosità?
La gente si chiede perché tante donne quando cessano l’attività decidono di scrivere un libro.
Effettivamente ci sono molte pubblicazioni cui, ogni anno, se ne aggiungono altre, e tutte di successo.
Ho ipotizzato che la risposta potrebbe risiedere nel fatto che forse sono convinte di aver trovato la chiave di lettura di questa società maschile che fa sesso compulsivo, e vogliono portare la loro testimonianza a scopo divulgativo…
O forse, più verosimilmente, la fame di sesso e di libri che in fondo descrivono scene erotiche, è tale che il successo è assicurato (quindi il business è assicurato) anche se la trama è ripetitiva.
È un po’ come i film porno, che non hanno un filo logico da seguire, ma soltanto l’azione quale tema centrale del film.
Internet e il sesso
Tempo fa mi è arrivata nella casella di posta elettronica, una e-mail che reclamizzava l’ultima pubblicazione di una ragazza squillo, che ha cessato l’attività e nel libro dichiara di aver fatto questa scelta per libertà.
Il link apriva ad un blog, nel quale sono stati postati un centinaio di commenti, da parte di donne e uomini inorriditi.
Ho riscontrato enorme conflitto fra morale, tentazione e azione.
Gli uomini, frequentano virtualmente e fisicamente l’ambiente, ma fuori dal contesto specifico si dichiarano integerrimi e schifati.
Tutti animati da buone intenzioni, hanno condannato la ragazza tacciandola di immoralità, di spudoratezza, di disonestà.
Quanta ipocrisia!
Sono stata tentata di rispondere ma infine ho scelto di astenermi.
Avrei scritto che 8-10 milioni di italiani che hanno rapporti frequenti o occasionali con prostitute, sono un dato statistico, incontrovertibile, e che fra i maschi che hanno lasciato il commento nel blog, ci sono degli ipocriti, falsi moralisti, e, ancor peggio, moralizzatori: quelli che pubblicamente condannano, e privatamente usufruiscono di tali servizi.
Invero, i frequentatori dei forum a tema, ai quali faccio riferimento, sono espliciti e schietti nell’esternazione dei loro desideri.
Dichiarano senza tabù le loro debolezze, ma in altri ambienti virtuali che non siano “a tema” – sono pronti a negare tutto, nonostante siano protetti da un nickname e dunque dall’anonimato.
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gen 20th, 2008 | Scritto da Kristalia | Categorie: I comportamenti tribali
