Imprigionata
«Non prendere impegni per venerdì prossimo.»
Lui ammiccò fingendo stupore, ma, acconsentendo, già pregustava la sorpresa che gli stavo preparando. Non era certo uno sprovveduto, e aveva immaginato il mio programma.
Il mio tentativo di sorprenderlo prevedeva, questa volta, un menù più ghiotto e piccante. Basta con le azioni indirette, quelle che gli raccontavo per provargli la mia totale disinvoltura.
Basta mettermi in gioco da sola, per dimostrare a lui e a me che i miei limiti erano valicabili, e che potevo andare ad alta quota senza cinture di sicurezza.
Basta. Era ora di farlo partecipare alle mie escursioni. Il tempo dei resoconti – che divertito e un po’ stupito, mi chiedeva – era terminato. Non rendevano l’idea, ed era giusto che vedesse con i suoi occhi, ciò di cui ero capace.
Rideva. Per lui ero una donna calda e appassionata, con una carica erotica eccezionale, ma non particolarmente libera.
Detestavo la sufficienza dei suoi occhi.
Una sera, sul terrazzo di casa sua, dopo avermi chiesto le novità sulle ultime mie prodezze, aveva commentato che solo con gli altri riuscivo ad essere decisamente “oltre”.
Ed era effettivamente così: con lui ero legata, non riuscivo ad esprimere pienamente la mia libertà sessuale. Ero suggestionata ed intimidita al punto da lasciare sempre a lui l’iniziativa.
Basta. “Basta racconti, si passi all’azione”, decisi. Vedrà con i suoi occhi di cosa sono capace.
Luca non sarebbe contento, ma è fuori città: non saprà nulla.
Usciti dal ristorante, ci mettiamo in marcia verso la destinazione che avevo scelto.
Raggiungiamo il locale ormai a me familiare. Io sono elegante e attraente come di consueto: mise non troppo osè, ma di effetto sicuro.
Gli brillavano gli occhi, sol perché riuscivo ad essere naturalmente signorile e sexy.
Nel locale, mi accorgo di non essere così sicura come credevo e come avevo sperato. Mi mancava Luca, la mia storica guida.
Con lui volavo. Sapeva accompagnarmi, condurmi per mano in un modo tale da farmi sembrare una divina creatura ammirata e desiderata da tutti.
Ho capito in questa circostanza, che il successo di una coppia, non è legato alla bellezza della donna, ma alla capacità dell’uomo di valorizzarla, sapendola “portare”, come un eccellente ballerino sa portare la sua dama.
Questione di portamento, modo di camminare, postura, espressione del volto.
Luca, con la sua disinvoltura e con la conoscenza delle donne, sapeva esaltarle e muoversi molto bene in certi ambienti.
Con Joe, il profilo era più basso, il mio atteggiamento discreto, quasi nascosto, aumentava il mio timore, la mia timidezza, il mio senso di inadeguatezza… il mio disagio.
Non ero in grado di gestire la serata e Joe, di certo, non prendeva iniziative. Io sono preda e come tale, ho bisogno dell’uomo guida.
Siamo due pulcini smarriti. Joe, sebbene solitamente sicuro di sé, si guardava intorno con aria circospetta e io mi sintonizzavo con lui, forse inconsciamente.
Si avvicinano a noi alcune coppie, ma come due profani insicuri, ci abbracciamo quasi a volerci chiudere e così facendo, respingiamo ogni avances.
Ma ecco avvicinarsi l’amica Luisa, che, accompagnata da un uomo il cui volto non mi era nuovo, si unisce a noi.
Dopo le presentazioni, ero rincuorata. Le avevo sussurrato in un orecchio quale fosse la mia intenzione. Lei, d’altra parte, ben conosceva il tormento che mi legava a questo uomo.
Ah, risponde, è lui il famoso Joe!
Già, l’uomo per il quale ho passato metà del mio tempo in lacrime, l’uomo che ha scombussolato la mia vita, e che mi ha fatto perdere il senso della misura e della razionalità. E’ lui.
Sempre in disparte, mi dice che Gigi – il suo partner – è un uomo gentile nei modi e dolce, molto dolce.
«È tanto che ti corteggia, sai? Solo che è un uomo discreto e non ha mai osato avvicinarti. Sono certa che ti piacerà.»
«Luisa, io stasera sono qui per un altro motivo, non per divertirmi. Speriamo che tutto fili come auspico.»
Dopo un’oretta di gradevole conversazione, tutti e quattro entriamo nella stanza rotonda, quella che mi piaceva tanto, anche perché aveva il bagno in camera.
Ci chiudiamo, non vogliamo interferenze, né aggiungere altre portate al nostro già ricco menù. Solo noi quattro.
Joe mi informa che il gioco lo intriga, ma Luisa non lo attrae molto. Per cui, giocherà ma non la scoperà.
E così è stato.
Lei – navigata scambista – apre le danze con Joe, ed io posso finalmente stare con un altro uomo, sotto i suoi occhi.
Gigi ha un approccio sensuale, sa accarezzare il corpo di una donna e tuttavia, non sono sciolta: spio Joe e Luisa che sono già partiti, si stanno già toccando.
Ma il mio sconosciuto amante, non si lascia scoraggiare e pazientemente continua ad accarezzare ogni lembo della mia pelle.
Con la lingua, infine, raggiunge e schiude la fessura, per cercare di inebriarsi…
Mi lascio andare, è dolce il suo tocco, mi piace…
Voglio lasciarmi trasportare, ma sento lo sguardo di Joe addosso. Hanno terminato e ci stanno osservando.
E’ il mio momento. Posso fargli male, adesso, sì!
Sì!
Sì, ma…
il suo sguardo è potente, avvicino Gigi e delicatamente gli sussurro:
«Scusami, ti prego di non volermene, ma non ce la faccio. Non posso se lui mi guarda, perdonami, lo credevo, lo volevo, lo speravo, ma non riesco.»
E interrompo il gioco.
Lui gentilissimo si tira indietro rassicurandomi.
Accidenti a me, avevo fatto tanto per creare quella situazione, e ora che lui mi sta guardando, non ce la faccio.
Non posso, così come è stato difficile e doloroso il triangolo con la mia amica, è impossibile anche con un uomo.
Illusione sfumata presto.
Sono lì, immobile, sconfitta, quando è Joe a prendere in mano il gioco. Si avvicina, mi accarezza e mi prende come solo lui sapeva fare, quando mi penetrava con la sua mano forte e agile, capace di stordirmi, portarmi sul pianeta del piacere puro, assoluto.
Capace di svuotarmi e rubarmi tutto, di scopare la carne, le viscere, la testa.
Perdo la testa e dimentico i presenti. Allago realmente le lenzuola di struggente piacere e lui continua, continua forse a dimostrare ed affermare che è il mio dio, credo incoraggiato dalla mia condizione di sudditanza.
Nessun pudore per i presenti che, incantati, restano catalizzati… hanno poi dichiarato.
Alla fine, è Luisa a esclamare: “in tanti anni, ne ho viste situazioni, ma come questa, mai. Sono stupefatta. Credevo che più niente potesse meravigliarmi e invece… “.
Joe, naturalmente soddisfatto e gratificato, sembrava godersi quelle parole. Del resto, era così evidente quello che provavo quando ero con lui.
Ormai era chiaro che ogni altro mio tentativo di allentare la tensione, sarebbe stato inutile.
Joe era dentro di me, nella mia testa.
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set 27th, 2009 | Scritto da Kristalia | Categorie: Schiusa a chiave



settembre 27th, 2009 at 20:53
Hai compreso il travaglio di questa assurda storia.
Grazie Leonardo, sono commossa.
settembre 27th, 2009 at 10:27
“Posso fargli male, adesso, Sì, ma…” Ecco forse qui c’è una delle chiavi per capire anche questo tassello della tua mente, in cui è meraviglioso viaggiare… volando senza cinture di sicurezza come ricordi all’inizio del racconto. Proprio quelle cinture e quei legami da cui vorresti liberarti per dimostrare a lui che la tua sfida nei suoi confronti stavolta lo sorprenderà come non si sarebbe mai aspettato, che tu e la tua mente sarà libera di stupirlo e non più soggiogata dalla sua. Non più… forse. Perchè in realtà di fare male a lui non eri capace… volevi ma non potevi… piuttosto facevi male a te stessa. Lui era dentro di te ed è bastato un suo sguardo per dirigere il gioco come e dove avrebbe voluto.
E c’è un po’ tutta Kris.. In un racconto molto malinconico, quasi triste dopo l’inizio spumeggiante… il libro giallo continua con un altro capitolo… e ad essere legata, imprigionata qui è la mente del lettore che ritorna e cerca altro di te… per riprendere il viaggio senza cinture.
settembre 27th, 2009 at 01:19
é evidente la passione a livello mentale, eri proprio imprigionata in una ossessione solo lui riusciva a portarti veramente oltre, infatti per raggiungere le stesse sensazioni ti sei infilata in molte situazioni estreme che però non ti lasciavano quello che ti lasciava lui.
Un’attrazione mentale molto forte ti aveva completamente nelle sue mani testa e corpo, forse non è mai riuscito ad avere la tua anima.
Leonardo colui che cerca l’anima prima di tutto.