Il volo
Volo e dall’alto guardo tutto ciò che da lì non puoi vedere.
Per ora sono ancora tra il cielo e il mare, ma sto salendo per andare oltre.
Ho il sole più vicino di te, il suo calore mi riscalda a mano mano che mi ci avvicino
e tu diventi sempre più piccolo, un punto impercettibile nel grigiore del tuo mondo.
Sapessi come è tutto più chiaro da qui, ma tu non puoi immaginarlo.
Nessuno può arrestare il mio volo
nessuno può impedirmi di sognare dall’alto.
Da quassù l’aria è più pura
e i sogni son incontaminati dalle bugie.
Tutto è più reale come il silenzio che regna
mi accompagna e mi dà forza vitale.
Quest’aria mi dà l’energia per non morire
ed io volerò sempre più su
nessuno mi prenderà.
Vita vissuta all’insegna della sfida, del tutto per tutto. Non posso certo dire di essere una donna di miti pretese, anche se ho un aspetto rassicurante, a tratti persino dolce e accomodante.
In realtà – e questo lo scoprono solo le persone attente – le mie aspettative sono elevate, commisurate alle “dichiarazioni d’intento”, manifestate sotto varie forme e, altresì, strettamente correlate al mio essere senza limiti, a quello che do quando decido di dare. Ogni volta che accetto una partita, la gioco fino in fondo, non risparmiando energia alcuna, superando ogni limite.
Non sto nelle vie di mezzo: o sotto o oltre il cielo!
Partite simili non le gioco tutti i giorni perché non sopravviverei. Lo faccio solo se e quando lancio una sfida finalizzata a rimettermi in gioco.
L’intensità con cui le vivo è tale da rivoluzionare la mia stessa vita.
È una metamorfosi: la morte e la nascita di una nuova vita. Ed è per questo che so di averne vissute diverse.
Ciò vale per le cose grandi, importanti, che vale la pena di giocarsi: professione e stili di vita. Scelte che ho fatto più volte.
Parafrasando le parole di Vecchioni potrei essere “la donna che si gioca il cielo ai dadi”.
E anche la vita al mio fianco è una scommessa, un’avventura adatta a poche persone di spiccata personalità, eclettiche, non mentalmente immobili, non ancorate a schemi e progetti definiti. Persone forti di cuore e di tempra.
Sarà questa consapevolezza ad avermi resa scettica e diffidente nei confronti dell’altra metà del cielo, in particolare, quella che arranca. Come potrebbe, del resto, capire il mio volo, le mie irrequietezze, i miei salti nel buio, il mio viaggio verso l’ignoto che mi porta oltre?
Questa versatilità mi rende complicata, quasi impossibile da decodificare, eppure… con chi riesce a “sfogliarmi”, a leggere tra le pieghe dell’anima, so essere molto dolce.
L’aspetto peggiore, o, quantomeno, inquietante di tutta questa emblematica mia vita, è che quando sto per lanciare una nuova sfida, e ci credo totalmente, sono talmente carismatica da sedurre con estrema e pericolosa naturalezza diverse e differenti generazioni di persone.
Ho fatto scelte ardite, percorso strade accidentate, rischiando tutto, giocandomi ogni cosa che avevo costruito.
Non ho mai temuto la perdita del benessere, sapendo che quello lo ricostruivo quando e se si rendesse necessario.
Me la sono giocata la stabilità, e del resto, non era quella che inseguivo, zingara nell’anima, senza radici.
Ho cambiato pelle più di una volta, mettendomi sempre in gioco, sfidando me stessa, consapevole della mia capacità di misurarmi e di rialzarmi.
Si dice – per chi ci crede, non io – che all’incrocio di due segni zodiacali ci siano le caratteristiche dell’uno e dell’altro segno. Ma quando uno è d’acqua – come io sono – e l’altro è di fuoco – come me – la conciliazione diventa difficile, a tratti devastante. Eppure in questa eterna guerra ho vissuto, nella tempesta interiore ma con una personalità forte e inossidabile.
Forte sì, ma con qualche fragilità.
Tutte le persone forti hanno un tallone d’Achille dietro la maschera o sotto la corazza. Basta uno spillo per poter penetrare l’armatura. Un solo spillo e crolla l’impalcatura, se questo spillo trova il forellino in cui infilarsi per bucare il nervo scoperto.
So qual è e so proteggermi come Achille dagli attacchi esterni.
In pochi casi mi sono lasciata ferire, fino a farmi sanguinare. E anche in quel caso, ho saputo arrestare l’emorragia. E’ soltanto questione di tempo e determinazione.
Devo soltanto volerlo, crederci, tornare a credere in me, ritrovare la fiducia in me stessa. E tornarci quando il nemico ti ha messa in ginocchio, non è facile. Perdo l’orientamento, provo ad alzarmi, con le vertigini che arrestano il mio cammino, perdo i miei riferimenti, la stima per me stessa e mi colpisco da sola. Più forte!
Più forte per respingere il nemico che mi vuole massacrare. Io di più!
Io posso uccidermi, nessun altro può e deve.
Lo faccio con arte, sapendomi ferire in profondità. L’emorragia sembra inarrestabile e nessun laccio emostatico può soccorrermi finché non lo lego io.
Arriva poi il momento importante. Da un giorno all’altro, riprendo coscienza e decido di fermare il sangue che ha cominciato ad annientare le ultime forze rimaste.
Reagisco, rinasco e sono nuova.
Dalla morte nasce una donna nuova, piena di energia e vigore.
Chi mi ama, mi ama di più per questa enorme carica interiore che solo dopo la morte so ritrovare.
Pochi sono i miei punti deboli. Poche le mie paure…. Poche e grandi.
Parlerò solo di una, in questa sede: la paura di essere amata.
Se qualcuno mi ama troppo e non sa contenersi, se non sa tenere per sé il suo amore, mi può far male.
E’ un male che nasce dal mio rifiuto di ferire. Nella mia testa si è formata la convinzione che una persona innamorata ha diritto alla sua felicità e io non sono programmate per procurare dolore.
Sono riuscita a contenere tutti gli innamorati, perché grazie o a causa della mia corazza, li allontanavo, o, perlomeno, riuscivo ad evitare che mi esternassero i loro sentimenti.
Fatta questa premessa/confessione, necessaria a spiegare il mio temperamento e la complessa personalità, vorrei parlare di qualcosa di più piccolo e più in linea con il leitmotiv del blog.
Non è, infatti, mia intenzione narrare i passi importanti della mia vita, né scrivere la mia biografia. Mi limito, invece, a raccontare alcuni episodi iscrivibili nel libro dell’erotismo o, più comunemente, nelle pagine di sesso.
Una scelta editoriale precisa, finalizzata a mettere in risalto le differenti sfaccettature dell’eros, non solo mie. Non a caso, affronto spesso temi afferenti sessualità border line o non affini al mio modo di essere ed esprimere l’erotismo.
Per addentrarmi meglio, devo fare un’ulteriore premessa… abbiate pazienza ![]()
Devo riconoscere con onestà intellettuale la mia “indisponibilità” o, secondo alcuni, una certa “distanza” sentimentale. I miei sentimenti, di fatto, si sono espressi meglio nei confronti delle cose e delle avventure che intraprendo piuttosto che delle persone, nei confronti delle quali non vado oltre l’attrazione fisica o intellettuale: non riesco ad innamorarmene.
Cos’è per me l’innamoramento?
È vivere con emozione e passione un’avventura. È brivido, adrenalina; è crederci fino a bruciarsi e io voglio bruciare. Ardo – per mia natura – al fuoco di quel grande amore, che, ahimè, non è rivolto agli uomini.
Così è stato ogni volta che ho cambiato pelle… (professione, città, vita). Ma ciò non accade nelle relazioni interpersonali.
Ho, per la verità, amato un uomo, e profondamente altre due persone speciali…
È tutto.
Cosa sono allora per me gli uomini?
Ehhhhhhh bella domanda. Forse sono quello che le donne sono per gli uomini.
Ho constatato, tuttavia, che, come molti giovani, anche io ero più diffidente in tenera età. Oggi, alla luce delle esperienze (vissute al cardiopalma), mi sono ammorbidita, sono diventata più possibilista. Posso persino azzardare a fidarmi di qualcuno. Ma non è una fiducia illimitata e a tempo indeterminato…
È la storia che narrerò, il prossimo racconto a puntate. Naturalmente, alternerò, come di consueto, questo capitolo a episodi slegati per evitare la monotematicità. Ma vi guiderò indicandovi i riferimenti e link per seguire il filo logico del breve romanzo.


gennaio 8th, 2010 at 22:24
Sei avvolgente, insinuante… con i tuoi pensieri e le tue parole… riesci sempre a catturare e a tenere avvinta la mente e non solo… leggendoti e coinvolgendo… come nelle pagine di un thriller, ci si immerge e non ci si stacca finchè non si arriva fino in fondo… dopo averti sfogliato bene… ecco, quella è la chiave di tutto: saperti sfogliare… provarci, metterci la testa vale la pena… per ricavare belle emozioni e provare ogni tanto a volare
grazie a te