Sospesi…
Io non sono una cultrice del bondage, ho, piuttosto, attraversato una fase di attrazione verso alcune forme di BDSM che potremo definire soft, almeno a livello fisico.
Percorso dettato da una ricerca interiore molto forte. La ricerca del dolore o della sottomissione – a seconda dei casi – che trovava nelle espressioni punitive anche una valenza di sfida nei confronti dell’uomo.
Ne ero attratta, in una sorta di doppio gioco, in tutta la sua ambiguità.
Indomita nella vita, cercavo, attraverso il sesso, un uomo capace di tenermi testa, non foss’altro che per contenere le mie esuberanze mentali.
Doppio gioco perché, in fondo, volevo farmi male, per vedere sin dove potevo spingermi.
Una sorta di necessario rito di purificazione che passava attraverso la cosciente
flagellazione e degradazione di me stessa… per poi rinascere.
Il bisogno inderogabile di inabissarmi per misurarmi ancora una volta. Affondare o rinascere… nuova, migliore o condannata all’oscurità.
Non nella mediocrità. Questo mi ha sempre caratterizzata.
Avevo avuto una caduta clamorosa, con conseguenze disastrose – a causa della mia propensione a sfidare la vita – che mi rendevo conto di dover essere fermata!
Analizzavo continuamente le ragioni delle mie scelte ardite – e non parlo di sesso – fino al momento in cui ho capito che tali scelte altro non erano che la ricerca del mio posto ideale, o quello che ritenevo tale.
Ma non lo conoscevo, quindi continuavo a viandare per identificarlo.
E mi innamoravo delle mie avventure – solo delle avventure, mai degli uomini – tutte sempre avvincenti, appassionanti. E tuttavia, nessuno di questi approdi, placava le mie inquietudini.
Non era, con tutta evidenza, ciò di cui avevo bisogno.
Mai dire mai, si dice, ed è vero. Tutto ciò in cui avevo creduto, si stava sgretolando e io mi lasciavo – per la prima volta in vita mia – travolgere dagli eventi. O forse, in qualche modo perverso li orientavo, inconsciamente.
Ho sempre pensato che per capire realmente cosa siamo e cosa vogliamo, si debba scendere al fondo di noi stessi.
Io l’ho fatto impavidamente, decidendo di scendere in basso per tornare a volare…
Un percorso difficile, ardito, tormentato, ma cristallino.
Riprendo il discorso iniziato da qui, ne consiglio la lettura.
Il Marchese (d’ora in poi DB) mi tentava incredibilmente, ogni conversazione via chat con lui, mi procurava prepotenti eccitazioni.
C’era un feeling speciale, l’intesa era perfetta, almeno in teoria.
Non avevamo bisogno di tante parole: eravamo sulla stessa lunghezza d’onda. Ciò significa che fra i tanti master in giro per la rete, ve ne sono tanti presuntuosi, incompetenti, improvvisati.
Non basta decidere di farlo per esserlo e, soprattutto, per essere convincenti, rassicuranti e “rispettati” da chi si pone nella condizione “sub”.
Li capivo al volo, fortunatamente, e con molta facilità potevo ostacolare le loro velleità.
Ma DB era formidabile, anche se il pretesto della distanza chilometrica, ostacolò il nostro incontro, almeno da parte mia.
Cosa temevo non lo so. Passavano i mesi e noi ci trovavamo ancora a dialogare in rete, la sera. Non frequentemente, perché io avevo le mie doppie, triple, quadruple vite. Ma quando ci incontravamo in chat, ci fermavamo con immenso piacere a chiacchierare.
Ci dobbiamo vedere, ci ripetevamo spesso, ma poi io mi eclissavo.
È vero anche che dal nostro primo contatto, avvenuto nel gennaio 2002, ne erano successe di cose. Infatti, meno di un anno dopo, io con un colpo a sorpresa, soprattutto per me, ho intrapreso un’attività “estrema”, eppure lineare.
Impegno che mi teneva lontana dalle chat e dalle perdite di tempo che la rete causa.
La sera uscivo per cose ben più serie delle diavolerie virtuali. Non avevo più tempo, ma nemmeno voglia, di ambienti virtuali.
Devo ammettere, a questo proposito, che la mia nuova attività, aveva contribuito non poco a farmi mettere la testa a posto.
Niente più divertimenti a caso, niente più scorribande in club privè, niente più ricerche sado-maso, niente più salti nel buio, niente più bondage e incontri con sconosciuti.
Decisamente, la nuova attività, ancorché ritenuta immorale dai più, aveva inquadrato la mia vita.
Infatti, non ho alcun rimpianto, ripensamento, rammarico. Anzi, forse avrei fatto meglio ad iniziarla prima.
Forse… perché poi penso che le cose che accadono, in fondo le vogliamo così come avvengono. Nulla succede per caso. Ciò che ho fatto, evidentemente lo volevo fare o ero predisposta a farlo. Quindi, nessun rimpianto.
Una sera, mentre controllavo la posta elettronica, ci trovammo in chat. Fu una piacevole sorpresa, e il suo calore nel salutarmi, mi aiutò a raccontargli della mia nuova avventura. O la va o la spacca, pensai. Se inorridisce, addio.
L’è andata. Abbiamo continuato il nostro rapporto virtuale e telefonico come prima, niente si era incrinato.
Ogni volta che mi trovavo nella sua città per ragioni di lavoro, avrei potuto incontrarlo, eppure…
Ma fu nell’estate del 2005 che scattò quella molla giusta.
Accettai di conoscerlo, ma anziché incontrarlo in un bar, proposi un aperitivo da me, nel mio appartamento milanese.
Due anni e mezzo! Incredibile, eppure l’emozione era la stessa e le paure non ridimensionate.
Suona il cellulare che mi annuncia che è sotto casa.
Sale, apro la porta, ci salutiamo e… ci abbracciamo amichevolmente. Finalmente davamo un volto alle nostre parole.
Lo feci accomodare in salotto. Seduti l’uno accanto all’altra, bevemmo e conversammo per un paio d’ore.
Ecco com’è andata:
Conversazione chat
DB: amoreeeee!
Come stai?Kris: ciaooooooooo
bene e tu?DB: Dio!!!!!!! che bello vederti!!!!!!
Io sto benissimo!
ora poi…. anche meglio
cosa mi dici di bello?Kris: niente
niente di belloDB: qualche problema?
mi spiace davvero
…….Kris: no no,
niente, sono le mie solite tensioni
paura di non essere mai adeguataDB: sei una creatura meravigliosa… lo sei sempre stata
e personalmente non ti ho mai dimenticatokris: si ma…
io mi riferisco a…DB: sai……
stavo per chiamarti
ti ho pensata in questi giorniDB: (per l’aspetto fisico … sei una donna bellissima…)
e molto affascinanteKris: dipende dagli occhi di chi guarda
DB: solo un cieco potrebbe non vedere
e sai che lo penso realmente
…
ricordi… quando venni a trovarti….kris: si
DB: l’impulso fu’ quello di averti…
te lo dissi anche mi sembra…. dopo pero’Kris:
si, dopo, al telefonoDB: ma sai, riesco ancora a controllare i miei istinti…
è parte di meDB: ma ti assicuro che con te … è stato difficile…
kris: è la tua forza!
altrimenti non mi avresti affascinata
ricordi il nostro primo contatto in quella chat S/M?DB: ricordo bene il primo incontro in quella room
Kris: mi hai avvinghiata per ore a quella chat
fantastico!
ero incapace di scrivere una sola parolaDB: facile con una donna meravigliosa quale sei…
Kris: già… in rete
DB: anche per un ragazzo come me…:-)
kris: non ne volevo sapere di te
e poi è nata la mia solita paura…
avevi, se non sbaglio, 31 annikris: mamma mia, anni fa. E’ incredibile: 2 anni e mezzo per incontrarci
e poi…
ora ne son passati altri tre…DB: ora i miei sono 37
ma non è cambiato il mio modo di vederti e sentirti
penso ancora spesso a quella splendida donna che mi ha affascinato
e… a cosa avrei voluto essere quel giorno….
alle tue mani che giocavano nervosamente con la collana
sul tuo splendido collokris: cosa ti ha trattenuto?
DB: ci credi se ti dico che e’ stato per l’interesse alla donna a trattenermi?
kris: io ci credo, ma non comprendo, mi sfugge qualcosa
DB: volevo leggere nei tuoi occhi
nei tuoi movimenti
nelle tue mani nervose
e non nego di averti pensato sulle mie ginocchia in un paio di occasioni
ma non sarebbe stato giusto in quel momento
o appropriato ……
cosa dirti…. che sono pentito?
no!
sei stata una meraviglia per gli occhi e la mente
e ora… non farei forse la stessa scelta passiva
prenderei!kris: sembra quasi che mi abbia subìta
DB: no … non intendevo questo ….
ammirato certo …
nella tua bellezza
e nella gentilezza di quei gesti
era la prima volta che ti incontravo… dopo 2 anni
volevo solo ammirarti e ascoltarti
non si puo’ subire la bellezza….
né si puo’ goderekris: eppure, sapessi la mia paura di non piacerti
di non essere adeguataDB: mi sei piaciuta … e molto
come ho detto prima
e sarei andato oltre la semplice conoscenza…
ma forse sarei arrivato alla cinghia…kris: pensi che ci saresti riuscito, una volta in corso… d’opera?
DB: si
non mi sarei trattenuto
non comincio mai una cosa che non posso o non voglio portare a termine….
cosa avresti pensato di me pero’?
la situazione mi è piaciuta cosi’ come è stata
avrei rovinato tutto
questo mi ha trattenutokris: e se ci vedessimo ora?
(non sono a Milano) intendevo dire: se ci rivedessimo che succederebbe?DB: non so ……..
mi sei piaciuta…
ti ho desiderata
e tutt’ora è cosi’
non mi tratterrei
non come allorakris: pochi uomini mi hanno affascinata in chat
pochissimi, forse 4 o 5kris: tu sei fra questi
ma nello specifico, sei stato sicuramente l’unico…DB: sai……
tutte le volte che mi parlavi delle tue esperienze
avrei voluto essere li… e sentirtene parlare leggendo le tue labbra
altre per sentire la tua voce…
altre ancora per punirti…
…
cosi’ come spesso hai immaginato…
Le nostre conversazioni continuano, senza assiduità, così, quando capita.
Ogni volta che uno dei due è reperibile, all’altro brillano gli occhi. Ma quello che entrambi abbiamo capito, è che la nostra intesa, è destinata a restare ideale… forse… Mai dire mai!
Fine prima parte
No, non mi sono presa gioco di voi. Nella seconda parte del racconto, riferirò
gli esiti di un incontro con un master conosciuto nello stesso periodo e andato a buon fine.
Continua…
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ago 5th, 2009 | Scritto da Kristalia | Categorie: Schiusa a chiave

