Il lettore empirico
Secondo Umberto Eco: Quando un lettore empirico legge un testo fa delle ipotesi interpretative, dà al testo una personale interpretazione. Queste ipotesi derivano dalle proprie competenze linguistiche, dalla propria conoscenza, dalla propria fantasia e dal testo già letto. Nel corso della lettura può confermarle, smentirle o riformularne di nuove. Inoltre il testo scritto ha anche il vantaggio di non perdersi nel tempo, quindi il lettore potrà rileggerlo più volte per verificare la veridicità delle sue ipotesi. Se è un lettore attento. Viceversa, derogare alla fedeltà al testo può tradire superficialità e limiti interpretativi.
Nella maggior parte dei casi un lettore empirico è responsabile delle proprie scelte interpretative solo di fronte a se stesso. È un lettore “in proprio” che quindi non può e non deve influenzare gli altri. Ci sono però particolari lettori che devono rispondere anche a un vasto numero di individui. È questo il caso dei critici letterari e dei traduttori.
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ago 17th, 2011 | Scritto da Kristalia | Categorie: Osservatorio, Scarabocchi

