Il capotreno
IL CAPOTRENO
Quella sera avevo perso l’aereo e, dovendo tornare a casa, per quanto refrattaria a viaggiare di notte, sono salita sul primo treno. Arrivo a destinazione previsto per le cinque.
Poco male, penso, non avendo alternative. Cerco un posto in una carrozza mista, di uomini e donne e mi metto a leggere.
Dopo un paio d’ore decido di recarmi nella carrozza bar, per sorseggiare un caffè e qui comincia l’avventura.
Attraversando i vari vagoni, raggiungo la carrozza 3 dove solitamente staziona il capo treno al quale chiedo cortesemente dove trovare la carrozza bar.
Questo, con altrettanta gentilezza, mi informa che su quel treno non è attivo tale servizio, ma mi invita cordialmente a sedermi accanto a lui per fumare una sigaretta in pace.
Bè, in epoca di divieti, per una sigaretta si fa questo ed altro. Accetto volentieri, mentre imbastiamo un minimo di conversazione.
Nel frattempo, si ferma una signora accompagnata da un ragazzino, presumibilmente suo figlio, chiedendo dove fosse il bar. Il capo treno suggerisce di provare a rivolgersi ai responsabili di uno dei 3 vagoni letto in coda al treno. La signora ringrazia e si avvia. Ma poco dopo ritorna delusa comunicando che i responsabili delle 3 carrozze letto non avevano potuto accontentarla.
Il capotreno ne resta stupito e insiste.
Io, che avevo terminato la sigaretta e non sapevo come sganciarmi da lui, approfitto della situazione e propongo alla signora una nuova spedizione insieme. Saluto e ringrazio, e mentre mi accingo ad andarmene lui mi dice, con espressione ammiccante, che mi aspetta al ritorno per un’altra sigaretta.
Ci incamminiamo, io, la signora e il ragazzino fino a destinazione.
Il responsabile del primo vagone letto che incontriamo, ci manda dal secondo. Passiamo oltre e il secondo ci dice, costernato, di avere la macchina spenta, ma, colpo di fortuna, era presente il responsabile del terzo vagone, il quale ci guarda… mi guarda e dice: “ve lo faccio io, seguitemi”.
Che bello! Finalmente un caffè!
Giunti nella sua carrozza scopriamo con certo disappunto che la macchina del caffè è spenta.
Lui l’accende e prepara il primo, che io… gentilmente passo alla signora; il secondo lo passo al ragazzo e il terzo tocca a me… ma neanche quello era buono, però meglio che niente.
La signora ringrazia saluta e se ne va, mentre io sono trattenuta dall’improvvisato barista.
Accetto naturalmente di fumare una sigaretta con lui, nella sua cabina, chiacchierando del più e del meno. Lui guardava e io non capivo, finché mi propone di andare a prendere il mio bagaglio e trasferirmi lì da lui.
Declino perché non voglio fare tutto il percorso inverso del treno per poi ritornare. Lui insiste, io resisto e infine mi convince.
Torno da lui… altro caffè, altra sigaretta, accomodati tranquillamente.
D’un tratto mi dice: “come passiamo il tempo?”
Lo guardo perplessa e lui propone una partita a briscola. Accetto più per cortesia che per piacere.
Va a chiudere le porte del vagone e rimaniamo in cabina indisturbati.
Iniziamo a giocare e mi domanda: “cosa ci giochiamo?” Ma prontamente incalza: “se vinco io mi dai un bacio, se vinci tu, pensa al premio che vuoi”.
Non mi sforzo neanche perché tanto so che perderò.
La prima la vince lui, la seconda la vinco io, la bella è sua.
Cerco di salutarlo ma… già, devo pagare pegno e va bene, e che sarà mai. Pago il dovuto e mi allontano, anche perché avevo bisogno di andare in bagno. Lui mi fa accedere al suo privato fornendomi asciugamani e saponetta…
Capisco…
Ritorno in cabina e vedo il letto apparecchiato. Penso che mi sono intrappolata da sola. Riprendiamo il discorso sospeso e di bacio in bacio, la situazione precipita.
È eccitato, cerca di aprirsi il varco alla porta caliente, prima con le dita… poi…
L’avventura è intrigante e lui attraente, ma io non intendo sfilare i preservativi dalla mia borsa. E perbacco! Una signora con i preservativi nella borsetta, sembra che se le cerchi; come può lui immaginare che si tratta di fondamentale materiale di consumo? No, meglio di no! Troppe parole e non è il momento di parlare…
Esito, tentenno… però lui così eccitato… e io che mi sono spinta fino a quel punto… come ritratto?
Opto per la più ovvia delle soluzioni: mi chino avvicinando il viso al suo pantalone sbottonato… schiudo le labbra offrendo la mia bocca al suo sesso teso che prorompente cerca accoglienza… lo omaggio a modo mio facendolo esplodere subito.
Fine della partita, pegno pagato
Vado in bagno, e lui dopo di me.
Poi prepara un altro caffè (molto più buono del primo) e riapparecchia il letto affinché ci si possa riposare un paio d’ore prima dell’arrivo, afferma sorridente.
Ci sdraiamo, come da sua proposta, invertiti ma… lui ricomincia.
“Ussignur ancora?” ma… ma…
Non demorde. Solo che stavolta, ad un certo punto, apre un cassettino e sfila un preservativo.
“Ma come? Lo sciagurato è attrezzato! Ah è così? Ciò significa che è organizzato per le lunghe notti in viaggio, il malandrino!”
E sia! Alla fine, quando ci vuole ci vuole! E siamo anche riusciti a farlo in diverse posizioni, nonostante l’improbabile alcova, e non è stato niente male.
Finito il momento ludico, siamo riusciti finalmente a riposare un’oretta.
Cosa non si fa per un caffè e una sigaretta…
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gen 2nd, 2009 | Scritto da Kristalia | Categorie: Schiusa a chiave

settembre 8th, 2009 at 22:07
La signora ha anche una buona dose di ironia… ammesso che qualcuno ne dubiti ma… ma oltre lo sguardo e quegli occhi magici batte anche uno spirito divertente… e gli uomini che pensano sempre a quello… non allo spirito… si ritrovano serviti con barba e capelli. Ma scusa e il capotreno nel frattempo quanti pacchetti s’è fumato?
gennaio 12th, 2009 at 20:45
racconti erotici
Scherzo, ma vi ringrazio.
gennaio 7th, 2009 at 19:03
Se il buon giorno si vede dal mattino ….. anche il buon anno si vede dall’inizio …. e come primo racconto è assolutamente eccitante….
Credo che sui conduttori dei vagoni letto se ne potrebbero scrivere a “vagonate” di racconti erotici.. ma così eleganti credo pochi lo sappiano fare.
gennaio 7th, 2009 at 14:35
Divertente si, monellina:-)
Giulia
gennaio 6th, 2009 at 20:32
Divertente storia, descritta con molta ironia, che lascia molto all’immaginazione del lettore, proprio come dovrebbero essere i racconti erotici