Escorting… il lato oscuro della scelta
Gigolò o escort?
Non è questo il problema: non è una questione di termini
Un’amica poco fa mi ha informata che ieri sera La7 ha mandato in onda, in seconda serata, un servizio sul mondo degli escort, forse più noti come gigolò.
Curiosa e perplessa, sono andata a vederlo sul sito della trasmissione e ne sono rimasta sorpresa per l’obiettività con la quale è stato curato. Tra l’altro, ho visto con piacere, che ha partecipato in veste di intervistata, la giornalista Grazia Visconti, autrice dell’inchiesta Escort life.
Mi sembra che il gigolò professionista, durante l’intervista, sia stato sincero nell’affrontare il tema e nell’indicare, sia pur a grandi linee, le modalità di approccio e, soprattutto, le diverse motivazioni che possono indurre una donna a richiedere il servizio di accompagnamento.
Certo, le ragioni sono molte, e spesso non esternate, come nel mio caso – io, peraltro, l’ho contattato 8 anni fa, prima dell’esplosione del fenomeno e per ragioni, forse, un po’ troppo particolari e, tutto sommato, irragionevoli – ma lui, l’intervistato, ne ha dato un quadro verosimile, e io posso confermare che molte donne contattano un professionista per evitare coinvolgimenti di qualsiasi tipo. Ma questo vale anche per i clienti maschi – quelli, per intenderci, che vogliono fare solo sesso - che non vogliono rischiare implicazioni sentimentali.
Certo, il rischio innamoramento è in agguato, perché, soprattutto gli uomini, sono sensibili a queste attenzioni, e non raramente si innamorano delle loro escort predilette.
Aggiungerei un commento, invece, all’intervista della signora – sua prima cliente – la quale, suppone che fra le diverse ragioni per le quali una donna contatta un gigolò, o un escort, se preferite, c’è il bisogno di essere ascoltate, corteggiate, riconsiderate nella loro femminilità. Obietterei che sono le stesse ragioni che spingono gli uomini a contattare le accompagnatrici: non tutti, ma una buona parte di essi, in particolare, quelli che prenotano l’intera serata o nottata, oltre al sesso, al quale non rinunciano, cercano conferme e ascolto. Cambiano i sessi, ma la motivazione è la medesima.
Però, si può comprare il corteggiamento, l’attenzione, la riconsiderazione e l’apprezzamento per la propria femminilità o mascolinità?
Conosciamo bene la risposta. Il fatto è che ormai ci siamo abituati a comprarci anche le illusioni. Parliamoci chiaro, i professionisti del sesso, facendo bene il proprio lavoro, sanno, anche per cortesia e signorilità, corteggiare il cliente, e fargli (o farle, se è una donna) vivere una serata sensazionalmente speciale. In fin dei conti, l’investimento del cliente è cospicuo – si parla di svariate centinaia di euro – e le attese elevate. Ma procurare sensazioni, brividi, emozioni, non vuol dire e non deve essere interpretato come un progetto alchemico teso a sedurre e ingannare scientemente il/la cliente. Vuol proprio solo dire, far vibrare di piacere, senza toccare le corde dei sentimenti. Se ciò accade, dipende più verosimilmente dal cliente che VUOLE illudersi, e non dal professionista.
È anche vero che io ho un’esperienza di tipo diverso perché la mia avventura con un gigolò, è stata strana e stramba e forse per questo, ha avuto evoluzioni imponderabili.
Infatti, per l’esigenza che avevo, non volevo storie di sesso e un professionista rappresentava la certezza di chiudere nella stessa serata l’avventura: pago, consumo e chiudo. Non ho previsto però, la sua reazione e il conseguente suo attaccamento a me… tuttora forte.
E pensare che la scelta era caduta su di lui proprio per evitare questi strascichi.
Escludo si sia innamorato, come i comuni amici sostenevano, ma una forte attrazione e passione per me, certamente c’è stata e c’è.
Ammetto, tuttavia, che con il tempo mi ci sono abituata e gradualmente ho abbandonato la diffidenza che avevo nei suoi confronti: non credevo alle cose che mi diceva, ero scettica, a causa del suo ruolo. Lui contrariato mi ripeteva spesso:
«Tu non mi credi perché per te sono una “mignotta”, vero?» e io con naturalezza rispondevo:
«bè, così ti ho conosciuto». Era quello che pensavo, anche se lo avevo pagato soltanto la prima volta.
Ma con il passare del tempo, la sua perseveranza, la sua determinazione e la sua dolcezza e affetto, mi hanno convinta che era un amico affidabile e sincero. Siamo stati a lungo coppia fissa per le nostre scorribande trasgressive: circa 2 anni. Fino al momento in cui, proprio io, ho abbracciato la medesima professione… cosa, questa, che lo fece arrabbiare al punto da non parlarmi per un paio di mesi.
Tornando al servizio sul gigolò / escort, ho trovato apprezzabile, ancorché strategica, la dichiarazione d’amore per le donne del gigolò intervistato. Una “finesse” che si coglie e che presumibilmente è una delle chiavi del suo successo. E vi dirò di più: è stato quando mi hanno riferito questa frase, che ho deciso di guardare il servizio e, infine, di apprezzarlo. Dategli un’occhiata.
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gen 19th, 2009 | Scritto da Kristalia | Categorie: Osservatorio
