Eros

Nella lotta tra il bene e il male, non potevano decidere né lei né lui che direzione dare alla storia.
Si dimenava lui, si contorceva lei.
Non era facile avversare la deriva verso cui andava quel sentimento sbagliato alla base.

Ma cos’è sbagliato e cos’è giusto? Chi, in definitiva, sancisce il giusto?

Un ordine superiore tramandato da chi? Dagli uomini e per gli uomini, ma l’amore può avere limiti, può avere ordini superiori?

L’amore è una faccenda di cuore, non ha un ordine gerarchico, non segue i ritmi e le scansioni della logica.
Ci abbiamo provato in ogni tempo, ma nessuno è riuscito a imbrigliarlo nel logos.

L’amore è il solo che con le sue ali può viaggiare senza seguire i dettami del pensiero.
Ed è in nome dell’amore che siam tutti figli dello stesso Padre.
Fermarlo è sacrilegio, ostacolarne la crescita è viziarlo di costrizioni, renderlo peccaminoso.
L’amore siamo noi alla nascita e solo un processo di razionalizzazione ce lo rende talvolta impraticabile.
Certo, il giuramento sacramentale recita con solennità: non divida l’uomo ciò che Dio ha unito e benedetto.

Uomini. Gli uomini hanno sancito il comandamento nuovo, sono andati oltre l’undicesimo (cristiano) che recita: “Amatevi gli uni gli altri, come Io vi amo”. Oh, lo sappiamo bene che si intende un amore spirituale, un amore fraterno, sincero, schietto, non carnale. Quello carnale ha funzione squisitamente riproduttiva, non ricreativa.
Per quanto allora, sempre per volontà Superiore, con l’interruzione della fertilità, viene meno la funzione riproduttiva, per cui ogni fusione carnale implica un piacere ludico, un capriccio, magari per piacer a Dio assecondando il bisogno dell’uomo. Ah, già, si vuol intendere che le vie del Signore sono infinite e la vicenda di Sara (moglie di Abramo) vuol esserne un esempio.

Ma io non credo che abbia voluto questo. Se così fosse stato, alla donna sarebbe negato il piacere orgasmico e tutte le vibrazioni che l’erotismo dona, perché Eros è Amore.
È soffio vitale.
Natura ha voluto che entrambi i sessi godessero di questi piaceri e non goderne è respingere il dono ricevuto, come sciupare i talenti.
Negarlo è rinnegarlo ogni volta che ci si astiene. È chiaro, sempre in nome dell’amore.
Maschio e femmina Dio li creò, ma a godere sembra sia stato solo l’uomo per quasi tutta la storia dell’umanità. Credete voi che Dio abbia voluto creare due tipi di creature tanto diverse nella percezione del piacere?
È possibile che abbia creato “a sua immagine e somiglianza” due tipologie di creature? Io non lo credo, e anzi, da eretica, aggiungo che tutto ciò che ci ha dato, ha, nel suo disegno, funzione di godimento.

Dei 5 sensi di cui siam dotati:
la vista, per vedere ma anche godere dello spettacolo della natura, che, sempre per chi ci crede, ci ha offerto lui;
l’udito, per sentire i rumori, le parole, i bisogni, ma anche per godere dei suoni, dei canti degli uccelli, e dei segnali animali, e delle melodie (godere della musica, non è peccato);
l’olfatto, per inebriarsi dei profumi offerti dalla natura… fiori, e tutto il derivato che i talenti umani hanno saputo generare;
il gusto, per godere dei sapori messi a disposizione delle sue creature umane. Se avesse voluto limitarci al sostentamento, al nutrimento, non ci avrebbe dotato anche di quel senso per assaporare il prelibato.
E infine, il tatto. Il piacere di toccare e farsi toccare va oltre la funzione necessaria a lavorare e manipolare ciò che ci è necessario. Il nostro corpo reagisce alle carezze, al contatto. Secondo voi è un artificio umano?
È la natura che ci ha creati così.

Orbene, creati a sua immagine e somiglianza per farci gioire. Poi, con il peccato originale siamo caduti: non avremmo dovuto interrogarci sul bene e sul male. Lo abbiamo voluto fare e continuiamo a farlo, persino nel giudizio di valore. Persino quando si tratta di amore.
Ora mi domando: chi trasgredisce la volontà divina?
Chi sono i trasgressori, quelli che pongono i divieti e le rinunce con tutti gli schemi di valori o coloro che agiscono con cuore?
Allora, qual è il senso della rinuncia, del peccato, del moralismo che tutta la storia dell’occidente cristiano ci ha tramandato?

L’amore passionale, il desiderio di esplorarci, amandoci – perché in quel momento ci si ama – con la potenza e l’intensità che anima e corpo esprimono fino a raggiungere l’estasi (stare fuori, uscire da sé, abbandono dell’io: petite mort, è per i francesi l’orgasmo), non si può fermare. Sarebbe questo il vero peccato, a parer mio.
“La petite mort”, perché in quel momento si perdono i confini del proprio corpo e ci si avventura in un ‘infinitamente grande’.
Estasi, pensiamoci, basterebbe immortalare l’espressione del volto in quel momento: appare trasfigurato.

Scrive Bataille ne L’erotismo: “L’erotismo è nella coscienza dell’uomo ciò che mette il suo essere in questione. È il momento in cui l’essere discontinuo muore per far vivere un altro essere discontinuo”.
È una piccola morte perché nell’atto erotico si smarrisce il principio di individuazione.
“J’eus le sentiment de tuer. Elle battait l’air de ses bras, perdit le souffle et es contracta avec une violence de chute : la mort elle-même n’aurait pour lui donner de soubresauts plus violents”.

E ora vi saluto con questi splendidi versi di Carmine Ferrante

Onda
Sei stata un onda…
ma non Ti sei infranta sui miei scogli…
li hai oltrepassati…
hai inondato le mie rive silenziose…
Sono un detrito ora…
trasportato dalla marea…
tra i fondali oscuri…
nell’oceano dei Tuoi pensieri…



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ott 27th, 2010 | Scritto da | Categorie: Scarabocchi

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2 Responses to “Eros”

  1. 2
    Umberto Says:

    complimenti, mi piace come scrivi e la poesia finale è stupenda… non ci sono parole per descriverla!

  2. 1
    Pietro Online Says:

    ciao, il tuo blog mi fa impazzire! lo continuerai? ciao, Pietro

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