Dietro l’angolo… la cura

Racconti erotici del club

Ed è proprio all’Olimpo – club privè romano – che pochi mesi dopo, ho conosciuto due intriganti ed esuberanti giovani, dei quali conservo un gran bel ricordo.

Un’esperienza erotica entusiasmante.

Il loro affiatamento, dal punto di vista erotico, la loro intesa nel coordinare i movimenti, con me in mezzo, era tale da sembrare una danza perfettamente sincronizzata, e non si pensi che sia facile fare sesso in tre, perché spesso gli uomini che non si conoscono fra loro, o si conoscono poco, non riescono a gestire il movimento in modo tale da tenere sempre agguantata la donna, in una sorta di danza di elevato piacere.

Mesi dopo ci siamo ritrovati, ancora al club privé Olimpo, io lui e un suo amico a me sconosciuto… tutta un’altra musica. Scarso l’affiatamento e deludente la performance del terzo. Questo conferma l’importanza dell’intesa fra i due maschi.

Ci siamo trovati altre volte negli anni successivi (la banda della prima sera, ma in ambienti diversi dai club privé), non spesso perché io ho poi cambiato stile di vita, ed ogni volta con massima soddisfazione per tutti e tre.

Eros, si fa chiamare cosi – non penso legga i blog, ma quand’anche leggesse, non potrebbe far altro che sorridere – e Maurizio, due ragazzi strepitosi, che ancor oggi, a distanza di oltre 5 anni, mantengono inalterata l’attrazione e l’amicizia per me… (ho deciso che li rivedrò a breve… ne ho bisogno).  Adoro il sesso a tre, è una situazione di grande erotismo.

Quella sera ero davvero a pezzi, l’amica e il suo spasimante mi avevano straziata. Quella luce nei miei occhi, che il mio galante e occasionale partner-amico aveva scorto, era evidentemente un messaggio di resa mista ad eccitazione e titubanza. Avevo fatto varie volte sesso con due uomini, però quella sera ero particolarmente predisposta.

La delicatezza non paga, perché quell’improvvisato amico, che per tutto il tempo mi aveva tenuto compagnia corteggiandomi con estrema delicatezza, è rimasto in bianco ed insistendo affinché io accettassi senza remore di lasciarlo lì per seguire i due intrepidi “predatori”, rinunciava definitivamente a me.

Eros e Maurizio mi presero per mano e mi condussero nella stanza paradiso. Ero ancora giù di tono mentre varcavo quella soglia…

Lentamente ci siamo spogliati poi, sicuramente Eros, il più ardito nell’approccio, ha fatto il primo passo.

Dapprima ho lasciato fare, forse per comprendere lo stile del loro gioco ed eventualmente allinearmi se mi fosse piaciuto. Ma il rinnovato piacere di farmi accarezzare da più mani, sciolse ben presto la mia sensuale “accondiscendenza”… una mano che scivola e si infila impudica nel mio giardino irrigato, mi stordisce, perdo la testa e mi concedo totalmente.

Dedicarmi ora all’uno, mentre l’altro mi tocca e mi penetra, ora all’altro avvicendato, è un tutt’uno e scivolo in mezzo a loro fantasticamente avvolta.

Lo voglio

Mi piace Sto bene con due uomini: mi sento protetta, sicura, desiderata, curata, amata e posseduta senza ritegno… e piacere… immenso piacere erotico.

Sto volando mentre sconciamente inondo il portentoso Eros sotto di me e Maurizio alle mie spalle mi prende con una naturalezza da urlo. Sono in paradiso, danzo sulla straordinaria virilità di Eros e il mio movimento perfettamente sincronizzato con l’abile e instancabile Maurizio ci fonde e ci confonde inebriandoci di elevato piacere…

È una danza ad altissimo tasso erotico, sensuale e sincronizzata. Sono fantastici, siamo in armonia perfetta, come se ci conoscessimo da sempre.

Era la prima volta che stavo bene con il corpo, con la mente, con l’anima. Ho avuto prima e dopo, esperienze simili, ma non paragonabili all’intensità e all’affiatamento di questi due straordinari amici.

Siamo andati avanti per ore, finché sfiniti all’unisono, siamo andati a dissetarci al bar. Erano anche molto simpatici e brillanti. Senza dare mai la fastidiosa sensazione dell’invadenza, sono riusciti a “strapparmi” il numero di cellulare, complice anche il sagace barista.

Loro insistevano per averlo e io, infine, ho pronunciato velocemente un numero… confidando sul fatto che nessuno di noi aveva a disposizione una penna. Ma il barista, che sembrava occuparsi di tutt’altro, lo ha ri-pronunciato affinché loro lo memorizzassero mentalmente. Se ne scorderanno appena usciti di qui, ho pensato.

Invece, contrariamente alle mie previsioni, il giorno dopo è arrivata la prima di una lunga serie di telefonate. Oh se ci siamo rivisti, ne valeva assolutamente la pena. Poco, poche volte, perché io ho spesso inspiegabilmente declinato, ben sapendo che ogni volta spiccavo il volo.

E ora, a distanza di qualche anno, è giunto il tempo di ritrovarci. Non ha senso rinunciare ulteriormente. E poi non ce la faccio più. Sono troppi anni che reprimo la mia naturale predisposizione a stare con 2 uomini… loro, in particolare. E che sesso sia!

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lug 18th, 2008 | Scritto da Kristalia | Categorie: Schiusa a chiave

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11 Responses to “Dietro l’angolo… la cura”

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  1. 11
    ben Says:

    situazione forte… raccontata come sai fare tu, con il tuo erotismo che entra nella testa e non ti lascia… come raccontare una scopata e volare anche senza entrare nei dettagli… ma i tuoi dettagli sono le emozioni che ti travolgono e trasmetti così bene… da cavallo di razza dei tuoi pensieri

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