Cuckoldismo: come e perché

Continua il viaggio nel mondo del cuckoldismo.

Essere cuckold

Nel tentativo di documentarmi, per non fornire un quadro approssimativo del fenomeno, mi sono imbattuta in diversi siti di cuckold che mi hanno lasciata alquanto perplessa.
Molti sedicenti cuckold, per esempio, per motivi a me oscuri, si autodefiniscono tali, pur non essendolo.
Traspare molta confusione sul tema. Infatti, molti di questi, sono semplicemente voyeurs;  mentre quelli che invece si dedicano al triangolo – donna con due uomini – fanno

sesso a tre.

In quest’ultimo caso, evidentemente non si parla di cuckoldismo: manca la figura del cuckold e del bull, perché tutti e tre partecipano attivamente e con pari dignità al rapporto sessuale.

No bull? No cuckold… no cuckoldismo

Ma allora chi è il cuckold?

Dice Andrea Vigna:

«Il cuckoldismo è un fenomeno complesso e ambiguo nella sua realtà.

Teoricamente dovrebbe esprimere il massimo della potenza dominatrice della donna, la quale fissa regole precise “a suo piacimento” per quanto concerne le possibilità di partecipazione del marito compiacente, la decisione spetta soltanto a lei e può decidere quello che le pare, in realtà, prima o poi, vengono sempre fuori dei casini incredibili.
Ne ho viste accadere di tutti i colori, ma la cosa è talmente distante dal mio modo di concepire il rapporto con la donna che non ne posso parlare per esperienza diretta.
Il cuckold è un uomo da poco e fortemente ambiguo, per conto mio con una forte omosessualità repressa, e quasi sempre il vero oggetto del suo desiderio è il bull.
Solo che non lo confesserà mai».

Conferma Luca, che nel suo excursus trasgressivo ha fatto anche il bull: «non sono in grado di affermare se nel cuckold vi sia un’omosessualità latente, posso dire per certo, però che

il cuckold non partecipa ai giochi.

Anzi, per essere precisi, il vero cuckold non presenzia, sta in un’altra zona della casa e si limita a spiare o ascoltare.

L’uomo cuckold gode dei racconti e dei resoconti della moglie.

Lui vuole sapere tutto nei minimi particolari. Poi, se la moglie decide una minima partecipazione del coniuge, lo fa entrare».

E per concludere, tra centinaia di contributi in internet di siti, blog, forum, associazioni che parlano di cuckold, ho individuato un sito che offre una delucidazione sul significato di tale diffusa pratica.
Mi limito a riportarne un estratto, ma vi consiglio la lettura integrale.

«Nel XX secolo è tornato in auge l’utilizzo di cuckold con significato del tutto simile a quello storico, vale a dire valido solo per il partner maschio e nei casi in cui la compagna lo tradisca deliberatamente.

Il termine ha acquisito tuttavia una nuova dimensione in quanto utilizzata all’interno di (ciò che viene definita) una sotto-cultura, per riferirsi al maschio in una coppia (sposata o meno) in cui la donna dominante prende un partner addizionale, mentre il compagno rimane a lei sottomesso e monogamo.

Generalmente ci si riferisce alla donna con il termine hotwife letteralmente -moglie calda- e all’amante con bull -toro-.

Può accadere che il cuckold o cuck assista agli amplessi della propria hotwife ma è più comune il caso in cui lei faccia altrove i “propri comodi” con il bull, aggiornando oralmente il proprio compagno dell’accaduto.

Alcune donne che praticano cuckoldismo fanno attuare sesso orale al cuckold dopo aver avuto un rapporto con l’amante: il felching, atto con cui un individuo sugge il liquido seminale che qualcun altro ha eiaculato nella vagina o nell’ano di una terza persona.

Sovente, ma non necessariamente, il cuckold può essere mantenuto in condizioni di castità permanente o saltuaria, e in questo caso ad intervalli più o meno lunghi (generalmente da qualche giorno a una settimana prima del rapporto “extraconiugale”). Ciò aumenta nel cuck il desiderio sessuale a tal punto da trovare piacere nell’immedesimarsi nell’amante e anelando anzi che questi possa provare il maggior appagamento possibile.

L’unica, o la più grande, differenza che separa nettamente l’attuale significato di cuckold da quello storico, è che il moderno cuckold non solo subisce consciamente e passivamente l’infedeltà della partner ma anzi ne gode, è volontariamente cuckold, ed è spesso lui a spingere affinché la relazione di coppia si tramuti in

un rapporto cuckold.

Inoltre, non è necessario che la compagna partorisca un figlio dell’amante affinché il marito/compagno possa essere definito cuckold.

Incredibilmente il desiderio di essere traditi è una fantasia piuttosto comune.

Talvolta è solo l’esternazione di una paura dovuta alla poca autostima, potrebbe essere un’insicurezza dovuta alla propria voglia di tradire, ed essere traditi prima annullerebbe le proprie colpe; in ogni caso solo una minoranza di persone porta questo desiderio fino alla concretizzazione (in quanto solo in pochi si sentirebbero appagati realmente dall’esaudimento di questo fantasia).

Esiste una teoria per cui praticare il cuckoldismo non è come essere traditi veramente ed anzi sarebbe un modo per non venire mai traditi. Infatti tradire significa non rispettare un impegno o una promessa, deludere le aspettative; Il tradimento si presenta dunque come un evento del tutto inatteso, in seguito al quale i rapporti tra traditore e tradito e l’immagine individuale, non saranno più gli stessi, ma verranno ridefiniti in base a quell’evento. Il tradimento ha le sue basi nella e dalla condivisione, il senso del Noi collettivo da cui uno dei soggetti si allontana e di cui tradisce l’appartenenza [Anna Fata – Dica 33]. Ciò significa che se etrambe le parti di una coppia sono concordi nel considerare che uno o tutti e due possano avere rapporti “extraconiugali” nessuno dei due viene in realtà meno a nessun tipo di patto o impegno né tantomeno viene intaccato il “Noi collettivo”.

Questa tesi sebbene formalmente quasi inattaccabile non è recepita come realmente avallabile dalla maggioranza delle persone.

Perché dunque un uomo desidera diventare cuckold e prova effettivamente piacere nell’esserlo?

E perché una donna decide di avere come partner un cuckold (che per definizione è una persona debole non in grado di adempiere ai doveri sessuali o per lo meno non di soddisfarli completamente nella donna)?

A mio parere le migliori risposte a queste domande le ha date il famoso cuckold Paul nel sito: The Cuckold’s and Cuckolder’s Guide (en). Si tratta di una guida che spiega cosa significhi essere un cuckold ed è stata tradotta in varie lingue fra cui anche l’italiano. Troverete una delle traduzioni in italiano nel sito

BDSM Realm – Guida del cuckold

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feb 6th, 2009 | Scritto da | Categorie: Osservatorio

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12 Responses to “Cuckoldismo: come e perché”

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  1. 12
    pippo_focaccia Says:

    non esistono leggi, ma solo stereotipi
    il cuck è VERO cuck a prescindere
    se vuol partecipare o no
    se vuole assistere o no
    l’importante è che ci sia la passione del momento

  2. 11
    Francesco Says:

    Ciao so che la discussione è vecchia di oltre due anni.
    Ci tengo solo a precisare una cosa.
    *NON* esiste il “vero” cuckold… Non esistono delle regole a cui devono attenersi gli iscritti all’albo dei cuckold.
    Ci sono modi e modi di voler vivere il “tradimento” (se proprio così lo vogliamo chiamare), ad ognuno il suo. Non esiste un unico modo di viverlo, esistono solo tante e tante coppie, ognuna con i propri gusti le proprie inclinazioni, sono solo accomunate dal fatto di vivere in complicità il tradimento di lui.
    Tutto qui, gli altri schemi sono solo forzature, tentativi di racchiudere il tutto in un’etichetta!
    Il mondo è bello perché è vario!

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