Cioccolata calda fondente
Racconti erotici
Rapita dalla sensualità del sapore intenso del cioccolatino, non mi accorgevo che lui osservava ogni mia piega nel pregustare quel prelibato boccone.
Assaporavo e mi lasciavo andare ad un piacere quasi estatico mentre gustavo quella delizia.
La lingua passava sensualmente sulle labbra per incorporare ancora un po’ di quel fantastico sapore.
Fabio era lì, ad aiutarmi con le sue dita a raccogliere le gocce che colavano e me le passava sulle labbra per farmene prendere ancora di più.
Era un gioco, come quelli che si fanno da bambini. Ti bendo gli occhi e tu indovini i sapori.
Aveva cominciato con un pezzo forte, un pezzetto di straordinario salame, poi era passato ad un chicco d’uva che mi fu facile indovinare.
Con il pasticcino alla panna l’espressione del mio viso cominciava a mandare segnali di piacere e poi, poi… è venuto il tempo del cioccolatino e un altro e un altro ancora.
L’ingordigia con cui volevo cibarmi di quelle delizie, era lo specchio del piacere erotico
che si sprigionava attraverso la bocca, la linguetta che ne cercava ancora… e gli occhi adesso privi di benda, ma ancora chiusi dal sublime piacere.
Chiusi e sognanti, i miei occhi non videro, ma sentirono scorrere lento il caldo liquido sul
mio corpo.
Un filo continuo di cioccolata calda colava prima sull’addome, poi sul seno. Brividi interminabili guidavano la sua bocca calda e umida, alla ricerca dello stesso piacere.
Prima di versarne sul ventre per lasciarlo colare ancora più giù, mi sussurrò:
“non vorrai mica cibartene solo tu. Anche a me ne tocca una parte, ho voglia di deliziarmi”.
Ed eccolo lì, Fabio, con la testa tra le gambe, a raccogliere ogni goccia di cioccolata
che si era fermata tra il cratere infuocato e le rossa lenzuola, ora anche marroni.
L’esplosione mi lasciò stordita, da non percepire chiaramente l’introduzione di un oggetto – stavolta fresco – consistente, pronto ad essere immediatamente mangiato.
“Te la mangerò – disse – e prima che tu possa capire mi nutrirò di te.
Con la lingua si è insinuato deciso per raccogliere il cibo accuratamente scelto
La sua faccia sporca di cioccolato, era invitante. Passai la lingua sul suo viso, per assaporare ciò che restava del cioccolato o per assaporare lui, che odorava di me.
Ancora sporchi di cioccolato, imbrattati senza vergogna, ci prendemmo furiosamente, non potendo più procrastinare la fusione totale. L’odore di sesso e sperma, aromatizzato dal cioccolato si spandeva nell’aria e manteneva alto il tasso di erotismo.
Venne anche lui, ma fu rapida la sua escalation verso una nuova voglia… tra il caldo e intenso abbraccio e la fuga sotto la doccia.
L’acqua calda, molto calda mentre lavava le scorie, accarezzava la nostra pelle levigata dalle sensuali e ardenti carezze.
Fu in quel momento che scivolai, ma la sua prontezza ammortizzò la caduta evitandomi il dolore.
No, quel giorno non c’era tempo per il dolore. Solo il piacere sublime aveva trovato la sua ambita e giusta collocazione.
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dic 18th, 2009 | Scritto da Kristalia | Categorie: Schiusa a chiave


aprile 1st, 2010 at 23:12
[...] calda Cioccolata calda fondente | Oltre lo sguardoRacconti erotici Rapita dalla sensualit del sapore intenso del cioccolatino, non mi accorgevo [...]
marzo 2nd, 2010 at 19:17
piacevole da leggere e guardare……….
gennaio 2nd, 2010 at 20:05
Renè, bisogna essere in due. L’erotismo parte dalla testa ed entrambi devono avere pensieri “peccaminosi”. Io ho una spiccata componente cerebrale e se anche il partner è come me, la fantasia si concretizza con molta molta sensualità e naturalezza. Dicono che induco io a certe “indecenze”, ma sono convinta che dipenda da entrambi. Questione di feeling.
Ma non credere che lo faccia spesso… ripeto: bisogna essere in due e poi… questo è solo un gioco. Ciò che conta è la fusione totale. Quella che ti fa perdere la testa anche solo per qualche minuto… allora è sublime.
dicembre 23rd, 2009 at 16:58
ti invidio, mai che mi capiti qualcosa di cosi erotico
dicembre 22nd, 2009 at 20:20
mmm come si fa a non avere voglia di cioccolata? così coccolati stuzzicati da quegli umori e sapori e da quel liquido che scende sul ventre e… e la lingua che va a raccoglierlo e si intreccia con l’altra lingua che la cerca… cioccolato fuso, da perdersi uno nell’altro…no, non ci può essere tempo per il dolore così…