Bondage – II parte

È domenica mattina.

Mi alzo, preparo il caffè, ne prendo uno, accendo una sigaretta e penso alla giornata che mi attende. Secondo caffè, mi infilo sotto la doccia, mi asciugo e mi cospargo la crema su tutto il corpo. Metto un cd e sistemo la stanza del peccato.
Lui dovrebbe arrivare intorno alle 11, davanti al portone di casa mi telefonerà ed io andrò ad aprire la porta dell’appartamento, lasciandola accostata e mi farò trovare sul letto, seminuda, bendata.
Questi sono gli accordi.

È tutto pronto, sono pronta. Un po’ tesa perché sto per aprire la porta ad uno sconosciuto, mai visto prima. Squilla il cellulare, rispondo, pigio il pulsante che apre il portone del palazzo…
Apro e accosto la porta dell’appartamento e vado ad adagiarmi sul letto, legandomi la benda attorno agli occhi e attendo. Entra, saluta, si avvicina, mi bacia, riconosco la sua voce. Almeno questo.
Sento dei movimenti: forse si sta togliendo la giacca, forse tutto, non lo so e rapidamente sento il suo respiro su di me. Immobilizza i miei polsi… Sono in sua balìa…

Bondage

Potrebbe succedere qualunque cosa, ormai non posso vedere, né scappare.
Mi tocca, mi palpa, esplora tutto il mio corpo, bacia ogni lembo della mia pelle.
Ha un concetto singolare di dominazione: vuole abusare – consensualmente – del mio corpo, sapendomi remissiva, docile, sottomessa ai suoi piaceri. Un corpo a sua completa disposizione. Non usa strumenti punitivi, non fruste, non cinghie, nulla. Solo le mani e la bocca.

Calde e grandi le sue mani sul mio corpo, accarezzano ogni centimetro di me. La bocca avida percorre sentieri nascosti facendo vibrare i miei sensi. Io completamente nelle sue mani e ad occhi bendati, ormai modellata, plasmata, gli apro il mio mondo, mentre il desiderio gocciola fremente.

Infila le sue dita nel mio sesso bagnato… l’adrenalina è ai massimi livelli… È lui a gestire e disporre del mio orgasmo, nei modi e nei tempi. Rallenta, accelera, si ferma.
L’odore di sesso aleggia inebriante nell’aria.
Sussulto, scalpito, mi mordo il labbro, tremo, vibro e finalmente, mi concede di esplodere.

Ora devo mostrargli gratitudine, omaggiarlo come si conviene, come una ancella serve il suo padrone, un padrone generoso che si fa rispettare non incutendo paura, ma concedendo pezzi di piacere, un piacere gestito e comandato da lui, ma che di sicuro arriva e io lo so, perché me lo ha dimostrato.

Ancora bendata, sento sulla lingua il suo sapore di uomo. Lo succhio con adorazione, abnegazione. Resiste poco ed esplode nella mia assetata bocca.

Ed ora mi toglie la benda… mi stringe a sè e bacia. Sembra un tenero amante innamorato.
Gli sorrido, è un uomo piacente e dall’aspetto rassicurante, sono contenta, sollevata.
Non un vero bondage, a mio avviso, ma un gioco di accondiscendenza. Io abusata e lui abusante… tutto qui.

Il resto della storia  lo lascio descrivere a lui.

Nota: questa, fra le esperienze bdsm, è la più soft

.

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set 16th, 2008 | Scritto da Kristalia | Categorie: Schiusa a chiave

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3 Responses to “Bondage – II parte”

  1. 3
    June Says:

    Avvincente, bellissimo racconto.

  2. 2
    ben Says:

    “Io completamente nelle sue mani e ad occhi bendati, ormai modellata, plasmata, gli apro il mio mondo, mentre il desiderio gocciola fremente”…
    Una goccia che diventa lago… l’odore del sesso che si diffonde, l’orgasmo che ti travolge, tu onda che arrivi dritta nella testa di chi ti cerca e ti vuole esplorare… come le mani di lui che sentono il tuo sapore di donna e lo desiderano, perchè hanno fame di te… e tu che accogli il sapore dell’uomo… tu che ti sai donare con tutta te stessa… tanto che anche colui che vorrebbe abusare – consensualmente, certo – del tuo corpo… diventa un tenero amante…
    Questa è pura sensualità Kris… la tua..

  3. 1
    boundisbetter Says:

    Ho apprezzato questo racconto, anche se forse un po’ troppo succinto.
    Mi piace comunque molto l’idea di trovarmi la compagna di giochi (non mi piace definirla “schiava” o altro) già preparata per subire le mie “attenzioni”.
    Soprattutto, la situazione descritta combacia perfettamente con la mia visione della dominazione, cioè un gioco fatto non di violenza ma di controllo delle sensazioni e quindi del piacere del proprio partner, che rimane in trepidante attesa del momento in cui potrà ricevere la gratificazione che si merita.
    Spero di poter leggere altre esperienze del genere, e poi, chissà… ;-)

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