Autoswitch

I racconti di Martina

Ho voglia di camminare stasera. Tutto il giorno seduta in ufficio, davanti a quel monitor. Ho le gambe paralizzate. Sento che cammino come Pinocchio.
Ho deciso di fare due passi in centro, giusto per staccare il cervello dopo una settimana un po’ stressante, sia per il lavoro. Passo davanti a tante vetrine, ma non mi soffermo davanti a nessuna.
Collane, gonne, trucchi, stivali. Tutto mi passa davanti come fosse un paesaggio visto dai finestrini di un treno. Posso solo osservare ma non toccare. Sono stanca e confusa, e vago per le vie illuminate senza una meta precisa, fino a che si fa tardi e devo rientrare a casa per la cena.
Aumento il passo per arrivare qualche minuto prima, perché ho un certo languorino che mi solletica lo stomaco.
A metà percorso mi infilo in una strada, poco frequentata, ma che mi permetterà di ottimizzare i tempi. C’è pochissima illuminazione, ma l’unica cosa che devo temere è dove mettere i piedi perchè frequentata da molti cani. E’ vero che i bravi padroni dovrebbero togliere i rifiuti solidi dei loro amici, però….
Davanti a me una figura sta camminando a passo più lento del mio e piano piano la sto raggiungendo. E’ una donna. Lo capisco soprattutto dal ticchettio che sento rimbombare tra i palazzi che ci circondano. Rallento il passo per mettermi nella sua scia. Questa è una cosa che faccio spesso, in modo da poter osservare e studiare i movimenti, la camminata, il ritmo con cui si alternano i passi.
Perché essere donna non vuol dire camminare femminilmente : per molte donne è naturale, per alcune è artificiale e per altre è cosa sconosciuta. Io almeno sono scusata, noooo?
Sono a pochi passi da lei e sento addirittura il suo profumo, molto intenso ma gradevolissimo.
A questo punto in me scatta un meccanismo che io definisco Autoswitch. In gergo tecnico informatico, un autoswitch è un apparato elettronico che effettua la commutazione automatica tra due diverse periferiche. Mi ricordo ancora di quando, ai gloriosi tempi del DOS, avevamo in ufficio uno scatolotto che serviva per utilizzare una stampante con due diversi PC, attraverso la porta parallela (l’USB era una cosa impensabile per l’epoca).
Nel mio caso, quando interviene, tutto il corpo si adatta per passare dallo stato uomo allo stato donna. Prima di tutto la schiena, che si drizza in modo da rendere i movimenti più gentili. Poi il sedere, che deve sporgere un po’ di più del solito, perché dove la natura non ha provveduto, bisogna ingegnarsi. Anche le gambe devono adattarsi e cambiare l’impostazione, avvicinandosi tra di loro, quasi a toccarsi mentre si muovono. Infine le braccia, che devono anche loro avvicinarsi al corpo, specialmente i gomiti che devono conficcarsi nei fianchi, mentre le mani si allontanano verso l’esterno.

Tutto questo avviene senza apparente volontà da parte mia, o almeno a me fa comunque molto piacere pensarlo anche se so che non è vero. Il passo rallenta ancora, step by step, fino a che non mi sincronizzo con la sua camminata.

Tic, tac, tic, tac. La mente stacca totalmente la parte maschile e dalla testa in giù mi sento donna.

Tic, tac, tic, tac. Ad ogni passo mi sembra di sentire addirittura un seno che saltella su e giù.

Tic, tac, tic, tac. Provo a chiudere gli occhi per immedesimarmi meglio e staccarmi ancora di più da quell’essere che in realtà sono.

Tic, tac, tic, tac. Il suo profumo ora mi avvolge, regalandomi un sensazione olfattiva indescrivibile, come se fosse stato spruzzato su di me.

Tic, tac, tic, tac. Ci siamo, l‘autoswitch ha funzionato perfettamente, tutto il mio corpo si è adattato alla nuova condizione ed ora mi sono perfettamente immedesimata.

Tic, tac, tic, tac. Continuo a tenere gli occhi chiusi per gustarmi altri secondi di questa leccornia divina, immaginandomi quei vestiti che potrei avere indosso in quel momento, agli orecchini che ciondolano, alla frangia dei capelli che mi batte sulla fronte. Tic, tac, tic, tac, smeerd….

Martina

Non ricordo quante volte ho letto questo racconto. Quello che so è che ogni volta provo emozioni diverse.

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apr 3rd, 2009 | Scritto da Kristalia | Categorie: In punta di penna

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2 Responses to “Autoswitch”

  1. 2
    Stellasolitaria Says:

    …questo racconto mi ha stregato…
    Baci stella
    P.s. Kristalia mi sei mancata…

  2. 1
    Martina Says:

    Lo avevi detto e lo hai fatto!!!
    Non credo di meritarmi tanto!!!:-))
    Bacio ciccia
    Marti

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