Assolo nervoso

Sono le quattro del pomeriggio. Mi agito sulla sedia da un paio d’ore cercando di concentrarmi sul lavoro. Devo consegnare una pratica entro domattina, ma, nello stesso tempo, vorrei che arrivasse presto sera, per potermi abbandonare alle lussurie erotiche.

Ma intanto sono qui, e lavoro alacremente. Però, però, questa mia amica speciale è un tormento, continua a mandare messaggi forti. Stringo, soprassiedo, tergiverso, provo ad ignorarla.

Pochi minuti prima, lui era al telefono che mi chiedeva se come al solito, fosse bagnata.
“Vai in bagno, ho voglia di te, ti desidero”.
No, avevo risposto. Non ora, non mi va.
Era difficile dirgli di no, perché lui quando vuole una cosa, se la prende in qualunque condizione, che io sia a fare acquisti o sia a fare jogging nel parco, o sia in mezzo alla gente, quando vuole si intestardisce e la spunta, che a me vada o no.

Ma oggi no. Non sono disponibile a ripiegare sui suoi capricci.
“Se avessi saputo che eri sola in ufficio, sarei venuto a trovarti”.
“Toccati”.
Non mi va, non posso. Potrebbe entrare qualcuno da un momento all’altro, inoltre.
“Vai in bagno, lo vuoi capire che ti desidero?”

Una telefonata esterna, viene in salvataggio. Chiudo con lui e riprendo a lavorare.
Ma lei non desiste.
Mi agito troppo sulla sedia, credo che se mi guardassi adesso allo specchio, mi vedrei paonazza, e il mio odore richiamerebbe anche un eunuco.
Sono imprigionata in ufficio e questa ossessione mi tormenta. Mi infilerei, quasi a trafiggermi, qualsiasi aggeggio… vegetale, plastico, di legno… pur di placare questi tormenti.

Mi alzo di scatto, vado in bagno.
Mi lavo le mani.
Mi giro, le dita si intrufolano ansiose nel perizoma, dove il frutto già schiuso, impaziente caldo e grondante stava aspettando.
Con un gesto deciso, abbasso il pantalone insieme alle calze e al perizoma quanto basta: fino a metà coscia.
Sono lì, in piedi, appoggiata al muro.

‘Ti odio!’
Le dita esplorano, ma poi si fermano sulla perlina indurita.
Massaggiano sicure del fatto loro.

‘Ma no, non voglio odiarti, carogna’.
Su e giù, come a lei piace, e la palpitazione aumenta.

‘Tanto tu questo piacere non sai darmelo’.
È vicino, così vicino che sto per esplodere. Vorrei rallentarlo.

‘Le tue bugie mi hanno ferita, d’istinto ti odio, ma riuscirò a cancellarti’.
Indugio, ma le dita gocciolano insieme alla mia lady.

‘Sei istintivo e l’erotismo è cerebralità’.
Se solo quest’amica fosse più morigerata
Se non mi desse il tormento quotidiano
non sarei costretta a ripiegare qui, adesso, in questo vecchio e desolante bagno.
Sono arrabbiata, tesa, e anche triste.

‘Della mia sessualità conosci poco. La mia carica erotica viaggia ad altre velocità’.
Passano pochi secondi e lascio andare. L’impetuoso orgasmo arriva.
Resto immobile qualche minuto a riconciliarmi con me stessa.

Dio come è bagnata, è sconcertante.
Che faccio, raddoppio?
No, per ora mi fermo qui… a stasera.

Mi ricompongo…
Apro la finestra. Prima di lasciare il bagno, spruzzo il deodorante. L’odore di sesso si è sprigionato nell’aria… non voglio lasciare tracce.

Pronto?
Dottoressa xxxx ?
Sì, sono io, dica.

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nov 27th, 2009 | Scritto da Kristalia | Categorie: Schiusa a chiave

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3 Responses to “Assolo nervoso”

  1. 3
    Kristalia Says:

    Ciao Valeria,
    il link è in calce al sito. Ad ogni modo, va benissimo anche in questo spazio.
    Noi ci conosciamo, ricordi l’intervista che mi hai fatto un annetto fa?

    Quanto alla tua domanda, certo che ne possiamo parlare. Ti scrivo.
    Un affettuoso saluto e un bacio.
    Kris

  2. 2
    Valeria Says:

    Ciao Kristalia, scusa se rubo spazio ai commenti ma non trovavo link per contattarti. Mi piacerebbe pubblicare qualcosa di tuo su My Secret Diary. Che dici, sei interessata? Scrivimi ;) info@mysecretdiary.it
    A presto,
    bacio
    Valeria

  3. 1
    ben Says:

    e alla fine l’onda arriva e non si può fermarla… forse non si deve nemmeno… ma i sensi non si placano, è impossibile, perchè lei… l’amica impertinente… riprenderà presto a farsi sentire, a urlare il suo desiderio, la sua voglia… e l’odore di sesso è il suo biglietto da visita, un po’ sfrontato ma sempre inconfondibile…

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