Acqua e fuoco

Ti guardavo con aria di sfida mentre sorseggiavo il mio caffè nella tua cucina.
Eri in soggiorno: distante e impertinente, reagivi con veemenza al mio sguardo diffidente.

Ti ribolle il sangue, rifiuti il sospetto, la sfiducia, perché tu hai sempre una risposta.
Tu sei un virtuosista della spiegazione, c’è sempre una ragione anche quando stride con quella precedente.
Non importa, non ammetti il dubbio.

Nel qual caso, parti in contropiede con un attacco da indiscutibile fantasista fino a portare in rete lo sconforto dell’incompreso:
«non sono riuscito a farti capire quanto ti amo. Non riesco a farmi credere… ho fallito.»

Grandioso!

Reagisci con grinta, a muso duro, da vero combattente, soprattutto davanti ai miei silenzi assordanti.
Silenzi che non ti convincono, che ti inquietano perché non sono penetrabili o forse sì. Forse l’espressione cupa che ti sta davanti è lo specchio della tua anima, ma anche l’inconcepibile ipotesi che io mi possa allontanare.
Niente dubbi con te, tu sei così!

Ti guardavo, tra l’incredulo e lo sgomento per la tua reazione: tu urli per convincermi che sono tua. Ma di più urlano i tuoi occhi infuocati.
“L” è la lettera, la tua, che mi hai marchiato addosso. Tuo è il totem del lupo: predatore prudente e audace al tempo stesso, dalla fierezza indomita, dall’intelligenza fulminea, procedi deciso a riagguantare la tua magnifica preda, che quando avrà capito chi domina, docilmente si farà mangiare.

Un balzo improvviso ti ha portato davanti a me, faccia a faccia e a quel punto, stringendo le mie braccia mi sfidavi tu con lo sguardo – come sempre fai per convincermi – mentre un brivido mi attraversava da capo a piedi.
Mi fai quasi paura ogni volta: hai gli occhi che sembrano sbranarmi… mentre mi leghi mentalmente a te per affermare che ti appartengo.

È stato quando mi hai buttata sul pavimento, prendendomi con impeto,
quando la tua erezione è affondata dentro me in un solo colpo e la passione fatta di brividi, di sguardi, di pathos ci bruciava,
che ho sentito la bufera infernale che ci travolge e ho capito la nostra affinità.

In quel preciso istante, sul freddo e duro pavimento della tua cucina,
quando sulla mia pelle hai inciso il tuo tatuaggio, il tuo odore selvaggio eppure aromatizzato dal miele dell’amore e della dolcezza di cui sei capace quando ti rilassi, ho sentito la follia del nostro amore dannato, la passione che graffia, ferisce, distrugge e poi si placa.

Quando mi accordi come il più pregiato dei tuoi strumenti e mi riconcili riconducendomi a te, ogni volta;
quando la tua aggressività lascia il posto alle carezze e ai sensualissimi baci e il selvaggio animale che è in te, si trasforma in suadente amante, prodigo di dolcezze;
quando le labbra percorrono tutta la mia pelle provocandomi una vertigine da svenimento e procedono fino ad insinuarsi dove erompe impetuosa la mia quintessenza, quella che vuoi, di cui hai sempre sete e che vorresti prosciugare ma non puoi perché sono la tua acqua… inesauribile il mio nettare sgorga nella tua bocca, nelle tue mani e poi scorre sul tuo vigore colando lungo le tue cosce fermandosi a marchiare qualsiasi giaciglio senza pudore…
quando tutto nella stanza odora di me,
ti credo.

Credo quando mi dici che sono nel tuo sangue. Credo quando mi dici che nessuna donna potrà prendere il mio posto, che io sono il termine di paragone con cui dovranno confrontarsi. Capisco allora di appartenerti.

La tensione che ci unisce ci proietta verso un viaggio senza meta tra acque spesso tumultuose, talvolta placide e avvolgenti, e nel fuoco che ci brucia, ci fonde e ci confonde.

Tormento ed estasi. Siamo acqua e fuoco, terra e cielo, ci amiamo e ci respingiamo, calamite che si attraggono, che si desiderano, che si cercano, che si respingono e si ricercano.

Quel viaggio che contorce le viscere, che fa tremare la pelle e il cuore, ci travolge e ci muove dall’inferno al paradiso, per poi riprecipitare nelle fiamme infernali e subito dopo ci spinge verso l’alto per ritornare a volare uniti dalla forza dirompente della nostra passione.

È in questo viaggio che capisco cosa siamo e perché ci apparteniamo.



Amore e Psiche1 211x300 Acqua e fuoco




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ott 4th, 2009 | Scritto da Kristalia | Categorie: Schiusa a chiave

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4 Responses to “Acqua e fuoco”

  1. 4
    ben Says:

    “Quando tutto nella stanza odora di me”… Sì, l’odore del tuo sesso, della tua pelle di seta, l’odore di femmina che vuol essere preda e predatrice… Chi seduce chi? la seduzione involontaria di Kris…che dai suoi occhi scende giù giù nelle sue viscere, dentro la sua carne e nei suoi fianchi… fianchi da avvolgere con mani delicate e forti… per farle sentire la voglia di prenderla… dolcezza e forza, acqua e fuoco… Kris da bere con il suo miele che sgorga dalla porta del suo paradiso, Kris da desiderare in ogni momento… per essere nella sua testa e arrivarle nell’anima.. per ascoltare la sua voce incantatrice e perdersi sull’onda che prima ti culla e poi ti travolge con i suoi pensieri, le sue emozioni… forti e speciali… come sa essere lei

  2. 3
    ste Says:

    Brava kri devo dire che questo racconto è molto bello , e ti coinvolge molto solo nel leggerlo ……

    P.S. questo per Leonardo :
    Io non ti conosco ma dal tuo commento penso che sia dedicato a te ….

  3. 2
    Leonardo Says:

    Sono stato percorso da fremiti lungo ogni fibra del mio corpo leggendo questo racconto.
    Mi ha trasportato in un viaggio che mi riporta a quegli sguardi, a quel profumo speciale che sento ancora.
    Leo

  4. 1
    Jackie Says:

    Quando si dice:..c’e l’ho nel sangue..potrebbe proprio essere la sintesi di questo tua breve ma simbolica narrazione..vn saluto cara amica,ed ogni bene,your jackie.

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